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Hô Chi Min Ville, la nostalgica, Hanoi, la capitale tumultuosa, Dalat, città fiorita, Huê, città protetta, Hoi An, affascinante città portuale. Ogni città merita un aggettivo particolare. Cominciare la propria visita dalla capitale è d'obbligo. Hanoi racchiude un sacco di tesori nascosti. Colonizzata a più riprese, le tracce dell'occupazione francese sono ancora lievemente percettibili. Lo stesso dicasi per Hô Chi Minh-ville, soprannominata la "Parigi dell'Asia", ma che tutti i vietnamiti chiamano ancora Saigon, per la sua posizione sulla riva destra del fiume eponimo.
© René Mattes
Saigon, "la perla dell'Estremo Oriente", diventata nel frattempo Hô Chi Minh-Città la grande città economica del paese, continua tuttavia a far sognare. I clichè dell'epoca coloniale, qui, non sono estranei: nel centro cittadino, si percorrerà a grandi passi, in allegria, la via Dông Khoi (ex via Catinat) partendo dalla cattedrale. Il sabato sera, le belle Saïgonesi sfilano, su motorini guidati dai loro fidanzati. E per perfezionare la nostalgia, fate rotta verso il lungo fiume Tôn Duc Thang in cui si trovano ancora meravigliosi edifici coloniali. Nel centro della città, occorre anche scovare le pagode perdute nei giardini: pagoda dell'Imperatore di Jade, pagoda Giac Lâm, pagoda Vinh Nghiêm... Un assaggio, prima di visitare il quartiere cinese di Cholon, che racchiude, anch'esso, templi e pagode interessanti. Nelle vicinanze, non perdetevi i tunnel di Cu Chi, vasta città sotterranea, solcata dal Viêt-cong e dal My Tho, nel delta del Mekong, e le sue isole giardino.
© Authors Image
Hanoi, dall'effervescenza tutta asiatica, è segnata dall'epoca coloniale: a sud del lago Hoàn Kiêm, nel quartiere delle ambasciate, i casermoni, a partire dal Sofitel Metropole, coltivano un certo gusto del passato. Ma, come allora, non si può soddisfare la civiltà occidentale in un semplice batter d'occhio. A Saîgon, ci si dilettarà nella visita alle pagode ed ai templi: pagoda del Pilastro, unica, a forma di fiore di loto e tempio della Letteratura, dedicato a Confucio. Da mettere inoltre in programma, uno spettacolo di marionette sull'acqua.
© Eric Debray
Dalat, un pò antiquata, con le sue ville coloniali sulla collina ed i suoi lussureggianti giardini in cui fioriscono rose, orchidee, garofani e dalie, dà l'illusione di fare un viaggio nel tempo: è la replica della Francia degli anni '50.
© Eric Debray
Merita una visita di due giorni a Huê, l'antica capitale imperiale, dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco. Si visita la sua città imperiale dagli edifici delicatamenti cesellati (il Palazzo dell'Armonia Suprama è uno dei più belli) e la valle delle Tombe, in cui riposano gli imperatori della dinastia Nguyên.
© Christophe Boisvieux/Hoa Qui
È d'obbligo una sosta a Da Nang, per visitare il museo Cham che ospita la più grande collezione d'arte cham al mondo e la montagna di Marmo, le cui grotte ospitano una moltitudine di altari.
© René Mattes
Hoï An (a 35 km a sud di Da Nang) oggi porto tranquillo, vanta di un ricco passato. Dalla fine del XV secolo, cinesi, giapponesi, indonesiani, olandesi, portoghesi, francesi vi hanno insediato colonie. È girovagando nella via Tran-Phu, la via principale o via Bach-Dang, in riva al fiume, che si apprezza il fascino di questa piccola città che conserva un patrimonio architettonico di prim'ordine. Dimore di mercanti o notabili, case coloniali, pagode, templi... ed un ponte giapponese coperto che risale al 1593.
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