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La suddivisione delle specie segue le tre grandi aree geografiche del paese da nord a sud: la montagna boscosa, la steppa e il deserto del Gobi. Con questa varietà di ecosistemi, la Mongolia è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per i ricercatori scientifici, al punto che sono state realizzate immense aree di parchi protetti.
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Nell'Altai, la provincia di Khovd è frequentata da cacciatori stranieri che vengono per l'argali, una specie di montone selvatico. Nei dintorni del lago Khövsgöl, la provincia più boscosa del paese, si trova la fauna tipica della taiga montuosa: cervi, castori, ermellini... Le zone che si trovano in prossimità del lago sono l'habitat dell'orso bruno, dello stambecco ibex, dell'argali e di molte altre specie rare. Come in alcuni fiumi del paese, qui si trova il pesce taimen, il più grosso salmone del mondo, che può raggiungere i 2 m e pesare 80 chili. La provincia centrale, a sud di Ulan Bator, è dotata di numerose aree protette. Nella zona dei monti Bogdo-Khan, che si estende sia su steppa che foresta, ci sono molti cervi, cerbiatte e cinghiali, soprattutto sul monte Bogdo-Uul (2.270 m), dove sentieri segnalati sono stati attrezzati per il trekking. La riserva naturale di Khustian Nuruu è stata appositamente creata per reintrodurre il takhi, più conosciuto come cavallo di Prjevalski.
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Le steppe di Dornod rappresentano il territorio preferito dalla rara gazzella bianca, dal lupo e dalla volpe rossa, ma anche da zanzare particolarmente voraci. Si tratta infatti dell'unica zona della Mongolia dotata di una steppa ancora allo stato brado. Vi sono state catalogate oltre 1.000 specie di piante, fra cui specie estremamente rare, come la gru di Siberia.
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Zona di studi scientifici, la Grande Riserva del Gobi è unica al mondo, perché la maggior parte degli animali e delle piante che ospita è endemica e si adatta particolarmente bene alle condizioni estreme. Stambecchi ibex, argali, leopardi delle nevi, castori e rapaci condividono il territorio montuoso, mentre le pianure rappresentano l'habitat della gazzella bianca, dell'antilope a coda nera o di specie rarissime come il cammello selvatico e l'orso del Gobi. In questa zona le piante presentano la particolarità di poter essere utilizzate come integratori alimentari. Il saxaul, il cespuglio delle sabbie che fiorisce in maggio; il karagana, le cui radici scendono a vari metri sotto terra, e il rabarbaro fanno parte di queste varietà specifiche del Gobi. Per quanto riguarda i nomadi, si spostano utilizzando il camelus bactrianus, una razza molto resistente di cammello.
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Con l'80% del territorio dedicato al pascolo, il bestiame del paese è di gran lunga superiore al numero di abitanti poiché stimato a 31 milioni di capi. Il bestiame è essenziale poiché fornisce il latte, la lana e a volte anche la pelle e la carne. Cammelli, cavalli, ovini, caprini o bovini, i nomadi mongoli hanno preso l'abitudine di classificare il bestiame a seconda dei tratti morfologici. Ad esempio musi grandi, musi piccoli, zampe corte...
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