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Ubicata tra la Russia e la Cina, la Mongolia è uno dei paesi più alti del mondo. Infatti, anche se le sue montagne superano raramente i 4.000 m, l'altitudine media si aggira intorno ai 1.500 m. I suoi rilievi si sviluppano da ovest verso est e danno origine a tre grandi aree geografiche: la montagna boscosa, la steppa e il deserto del Gobi.
? Christine Sasseau
La catena montuosa dell'Altai, che si estende per oltre 1.000 km da nord-ovest a sud-est del paese, è la zona più elevata. Si tratta del punto più alto della Mongolia. All'estremità nord, le cime dei Tavan Bogd sono ricoperte da nevi perenni e i ghiacciai, ad oltre 4.000 m d'altezza, si uniscono con l'Altai russo e cinese. La regione di Bayan Olgi non è certo priva di laghi - il lago di Döröö è adatto alle escursioni - ma il suo paesaggio fatto di montagne brulle evoca quello del Tibet e del Ladakh. Man mano che si scende dalla catena montuosa, i paesaggi sono sempre più diversificati, con zone di pascolo verdeggiante. Nella regione di Khovd, il grande oboo di Kharuul, uno dei numerosi monticelli di pietre che simbolizzano gli spiriti, si innalza ad oltre 25 metri di altezza.
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Nel punto in cui l'Altai e i monti Khangai si congiungono, la regione di Uvs è incredibilmente diversificata. A nord, la zona sabbiosa più grande del paese si estende per 4.000 km², mentre i laghi immensi confinano con vette inaccessibili. Il bacino del lago Uvs rappresenta già per conto suo una sintesi dell'intero paese: deserto, steppa, taiga e ghiacciai si susseguono per alcune centinaia di chilometri. I ricercatori iniziano infatti a mostrare interesse per questo vero e proprio miracolo ecologico.
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Ad est dell'Altai, alcune vette dell'alto tavolato del monte Khangai sono ricoperte di nevi perenni, ma sono soprattutto le sue colline che ondeggiano a perdita d'occhio a conferire questa sensazione di grande spazio e libertà. La catena culmina a più di 4.000 m sul monte di Otgon Tenger nella regione di Zavkhan, zona estremamente variegata. Gelide a nord, le foreste e i laghi dell'ovest cedono terreno a distese semidesertiche, con addirittura dune di sabbia a Mongol Els.
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I paesaggi della regione dell'Arkhangai sono fortemente caratterizzati dalla sua antica attività vulcanica. In mezzo a colline verdeggianti si vedono numerose colate laviche e sorgenti calde. Il sito protetto di Khorgo ospita il più alto dei vulcani spenti della regione, il Khorgiin Togoo (2.210 m). È da visitare anche il canyon di Tcchuluuntiin Gol, che si estende per una trentina di chilometri. Si tratta di una regione di fiumi, di cascate e soprattutto di pascoli. La taiga, foresta di piante spinose e di conifere, la fa da padrona ed è una zona adatta all'allevamento dello yak e della renna.
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Ad est dell'Arkhangai, la provincia di Bulgan è più desertica ma offre due luoghi interessanti: il vulcano spento di Bulgan e il cratere del Togoo, che significa "pentola" e che merita il suo nome.
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La provincia di Ovörkhangai, la "Khangai del Sud", è particolarmente boscosa. Troverete catene montuose impressionanti e scogliere rosse sui monti Batkhan. La valle dell'Orkhon offre alcune meravigliose cascate e delle sorgenti d'acqua calda a Mogoit.
A nord del monte Khangai, i territori montuosi del Khövsgöl sono ricoperti di foreste, poi, verso sud, le steppe boscose cedono infine il passo ad una zona desertica. Vi sono immense mandrie di yak e di cavalli, guidate da una popolazione di 80.000 allevatori nomadi. Si tratta davvero di una delle più splendide regioni della Mongolia. Vi si trovano almeno 300 laghi e probabilmente altrettanti fiumi. Quando si giunge al lago Khövsgöl, si ha l'impressione di essere sulla riva del mare per via delle sue impressionanti dimensioni: 136 km di lunghezza per 36 di larghezza. Si tratta di un grande serbatoio d'acqua dolce ricoperto da uno strato di ghiaccio per molti mesi all'anno. Nella stessa provincia, la grotta di Dayan Derkhii presenta una serie di stalattiti.
A soli 50 km da Ulan Bator, il Parco nazionale di Gorkhi-Terelj presenta un paesaggio di steppe particolarmente belle, ricche di formazioni rocciose atipiche. Oltre i monti Khentii, a nord di Ulan Bator, si estende la grande pianura mongola orientale, con i suoi paesaggi di steppe piatte. La regione vulcanica del Darigan viene a volte chiamata "la sala d'attesa del Gobi". Vi si trovano numerosi crateri, oltre a una stupefacente grotta di stalagmiti a Taliin Agui. A sud della provincia di Sükhebaatar, le sabbie di Molstog si prolungano per circa 80 km, per cedere infine il passo alla grande steppa arida di Dornod, che si estende per centinaia di chilometri.
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Per essere precisi, non bisognerebbe parlare di deserto del Gobi, poiché questo termine indica delle zone di steppe saline e semidesertiche. Ci sarebbero dunque circa 33 zone (gobi mongoli), definite in base alla composizione e al colore del suolo. Tuttavia, questa zona arida copre un terzo della superficie del paese (quasi il doppio dell'Italia), e cioè tutto il meridione, che si estende per oltre 2.000 km, da est ad ovest. Ma non dovete aspettarvi di vedere dune a perdita d'occhio, perché la sabbia occupa soltanto il 3% della superficie. Gli unici abitanti sono i nomadi, che si spostano grazie al cammello comune. La provincia di Dundgov (Gobi centrale) presenta paesaggi pianeggianti con formazioni rocciose che emergono qua e là come per magia, e alcuni fossili marini, testimoni dell'esistenza di laghi oggi scomparsi. Zona di passaggio della Transmongolica, il Gobi orientale presenta alcune dune a sud, al confine con la Cina, a Burden Bulag e ad Argalant Ulaan Els. Il sottosuolo è ricco di minerali e petrolio, ma rimarrete sconcertati soprattutto dalle foreste pietrificate e dai cimiteri di dinosauri giganti. Nel Gobi meridionale sono state ritrovate anche testimonianze di presenza umana che risalgono a oltre 150.000 anni fa. Ed è stato confermato che la regione era già occupata più di 4.000 anni fa. La vicinanza dei monti Altai si fa sentire subito, con vette che superano i 2.000 m, eppure si tratta della parte più desertica del paese. Le dune di Khongoriin Els raggiungono peraltro un'altezza di 20 m. Altra curiosità: il canyon della valle di Yol, dove potrete ammirare blocchi di ghiaccio nel mese di luglio.
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Le province di Bayankhongor e del Gobi-Altai si trovano a cavallo tra il prolungamento montuoso dell'Altai, la catena del Gobi e le immense pianure pietrose. I luoghi naturali sono particolarmente belli. Racchiudono laghi salati, canyon (soprattutto il canyon delle oche), sorgenti calde, oasi e dune di sabbia. Il quarto parco protetto più grande del mondo, la Grande Riserva del Gobi, è considerato dal canto suo un santuario della biosfera del pianeta.
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