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Turkmenistan

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Con 5.000 anni di storia, il Turkmenistan non si visita molto facilmente. La maggior parte delle montagne sono inaccessibili ma nascondono una grande quantità di meraviglie.

Guida di viaggio

Paese dell'ex Unione Sovietica, questo paese è poco conosciuto dai turisti. Tuttavia, i famosi tappeti chiamati Boukhara ed i mitici cavalli Akhal Teke, provengono da qui. Il suo clima desertico subtropicale fa si che i tre quarti del territorio siano coperti dal deserto. I suoi paesaggi lunari rimandano quasi ad un altro spazio-tempo. I diritti dell'uomo sono nella medesima situazione: il regime dittatoriale turkmeno è uno dei più autocratici del mondo.
In genere si include il Turkmenistan in un tour più ampio dei paesi dell'Asia centrale, per poter approfittare al meglio delle altissime montagne, dei deserti e dei monumenti traccia delle grandi carovaniere di mercanti che per secoli sono passati per queste terre nei loro traffici tra oriente e occidente.

I consigli della redazione

Non mancate di recarvi al bazar di Tolkuchka, nelle vicinanze del deserto di Karakoum, dietro al canale, vicino a Achkhabad. Questo insolito bazar brulica di vita, soprattutto la domenica. Resta il miglior luogo del paese per acquistare souvenir, quali un bel tappeto turkmano o ancora un telpek originale, un cappello tradizionale turkmeno di lana di pecora. Potete girovagare nel centro della città di Achkhabad, interamente dedicata alla gloria del presidente turkmeno e scoprire l'architettura generale dei nuovi edifici, consacrati al culto della personalità del presidente. Infine, non dimenticate di attravarsare il deserto di Karakoum, da est a ovest, attraverso l'unica strada principale di un paese per tre quarti desertico.
È raccomandato di spostrarsi sempre con il passaporto accompagnato da un visto in corso di validità. Gli stranieri, che dispongono di un visto turistico, devono farsi registrare entro tre giorni dall'arrivo, presso un ufficio del servizio di stato summenzionato. Compileranno un modulo precisando la loro identità ed il motivo del loro soggiorno. Acquisteranno, in seguito, un'imposta di 10 USD. Dovranno conservare sempre il duplicato di questo modulo che presenteranno, accompagnato dal passaporto e dal visto, ad ogni requizione. Potranno lasciare il paese solo dopo aver restituito tale documento, alla stessa frontiera dalla quale sono entrati in Turkménistan.

Nel 1971 i geologi sovietici individuarono in questa zona un grande giacimento di gas naturale e vi collocarono una piattaforma per l'estrazione. Tuttavia una volta cominciate le trivellazioni, il terreno collassò all'improvviso, portando con sè tutte le attrezzature degli scienziati (per fortuna, senza inghiottire anche loro!). Il cratere cominciò a disperdere gas velenosi e per fermare la perdita di gas naturale, si decise di innescare un incendio, crendendo il fuoco consumasse e bruciasse tutto il gas nel giro di pochi giorni.
L'elevato grado di tossicità del gas naturale e il livello di pericolosità che andava a costituire per le popolazioni locali e per l'ecosistema, hanno spinto gli scienziati a fare un'analisi ponderata dei rischi e a optare infine per l'incendio: infatti, l'azione del metano come gas serra è più marcata rispetto a quella dei prodotti della sua combustione.

Fortunatamente non ci sono state vittime, essendo anche la zona desertica e poco abitata, sebbene non si sia effettivamente a conoscenza dell'impatto all'epoca di questa massiccia fuoriuscita sui locali. Nonostante l'avvenimento, con un certo potenziale di pericolosità, e soprattutto non potendo stimare quanto gas sia stato bruciato e quanto sia ancora da bruciare, il Turkmenistan ha programmato lo sfruttamento del giacimento: nel 2010 il presidente del Turkmenistan ha ordinato di chiudere il cratere o, almeno, di limitare le perdite di gas a favore dello sviluppo degli altri giacimenti di gas naturale dell'aerea.

I più

  • +Scoprite una giovane repubblica sconosciuta, un paese da molto tempo isolato all'interno del blocco sovietico.
  • +L'austerità dei turkmeni, percepita in un primo momento, lascia spesso il posto ad uno spirito molto ospitale.

I meno

  • -Le infrastrutture conformi ai canoni occidentali sono rare. È utile ricordare che il paese esce da 70 anni di comunismo e che è ancora segnato da un modello burocratico.
  • -Non è facile viaggiare da soli in questo paese, come in tutta la regione, se non si ha uno spirito d'avventura.
  • -L'inglese non è comunemente parlato.
  • -Tranne qualche vestigia di città, il Turkmenistan scarseggia di siti storici e culturali.

Tradizioni

La società musulmana in Turkmenistan è poco praticante ma soprattutto tollerante e tradizionale. Secondo la tradizione, quando si entra in una casa turkmena, è usanza togliersi le scarpe e sedersi sul pavimento.

Gastronomia

In Turkmenistan ritrovate numerosi piatti comuni agli altri paesi dell'Asia centrale. Ricordatevi che il paese è un grande deserto non coltivato e, pertanto, l'alimentazione locale propone molti piatti vegetariani. Gustate il plov, carne di pecora mista a riso e contornata da uva secca, legumi (cipolle, carote), spezie (cumino, coriandolo...). Provate gli shashlik o kebab, piccoli spiedini di carne di pecora, di manzo, di pollo o di fegato di pollame, spesso accompagnati da cipolle crude; i manty, simili a grossi ravioli cotti al vapore; il laghman, pasta lunga, in brodo, mischiata a carne di pecora, legumi e spezie. Assaporate anche queste grandi gallette di pane, vendute un pò ovunque nella strada o al mercato, e che accompagnano molto bene le zuppe e gli shashlik. Per calmare la sete, degustate un tè verde o nero.

Souvenirs e artigianato

In un Paese in cui il deserto occupa più dell'80% del territorio, i luoghi in cui fare shopping ed acquistare souvenir sono molto concentrati. Il più insolito e completo bazar del Tukmenistan resta quello di Tolkuchka, nelle vicinanze del deserto, dietro al canale di Karakoum, vicino a Achkhabab, a 8km da Maktumkuli. Andateci la domenica tre le ore 7:00 e le ore 13:00. Trovate la seta venduta al metro, foulard, tappeti (uno dei vanti e delle specialità del paese), grosse calze e calzettoni di lana colorata, telpek, impressionanti cuffie tradizionali turkmene in lana di pecora, ma anche cammelli, pecore, cuccioli... I bazar di Achkhabad, quello chiamato russo e quello di Tikinskii, propongono soprattutto prodotti alimentari, il necessario per il quotidiano, cassette di musica regionale. Altrimenti, il centro commerciale di Univermag, di fronte all'hotel Achkhabab, propone di tutto. I negozi sono aperti dalle ore 9:00 alle ore 17:00.