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Tozeur
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Palme e sabbia, ai bordi del Grande Lago Salato

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica

Guida di viaggio

L'oasi di Tozeur, città-simbolo del Grande Sud Tunisino, è una delle porte del Sahara. Qui, non ci sono dune, ma un paesaggio desertico che si apre, in lontananza, sullo sciott El-Jerid. Il palmeto di Tozeur sembra essere il più bello della Tunisia.

A primavera, quando l'opprimente afa estiva non ha ancora completamente essiccato il paesaggio, i palmeti, gli alberi da frutto e le diverse coltivazioni si colorano di verde, al suono delle duecento sorgenti che irrigano l'oasi. Una destinazione molto piacevole per un primo contatto con il deserto.

Se amate l'arte e la cultura, recatevi al "Planet Oasis". Questo recentissimo centro culturale ospita un'immensa tenda berbera in cui sono organizzati banchetti tradizionali e molte gallerie. Qui vengono esposte le opere di artisti contemporanei: serviti da te e caffé, lampade in vetro soffiato, ceramiche e quadri. Un anfiteatro completa le attrezzature. Uno spettacolo di suoni e luci, che ripercorre la storia di Tozeur ha luogo ogni sera, tranne il lunedì.

Si può passeggiare nei diversi luoghi della stessa Tozeur: il vecchio quartiere di Ouled-el-Hadef, la terrazza panoramica, i giardini del Paradis, lo zoo del Paradis, il palmeto. Sono possibili escursioni più lontane, procurandosi, di solito, una 4x4 per sportarsi: lo sciott El-Djerid, il Lézard Rouge, le oasi di montagna e Nefta, un'affascinante oasi che compete con Tozeur.

Da vedere

Il museo delle Arti e Tradizioni popolari, nella città antica. Il museo Dar Cherait, vicino all'hotel omonimo (oggetti di arte tunisini ed ottomani dal XVII al XX secolo). Il parco a tema delle Mille e una notte all'ingresso della medina di Tozeur. Il percorso Chak Wak nel palmeto, un'odissea dell'evoluzione delle specie, dai dinosauri all'uomo, delle grandi religioni e della storia antica tunisina.

Da fare

Il Lézard Rouge è una delle escursioni da non perdere. Si tratta di un treno che risale agli inizi del XX secolo. Arredato come in origine, con saloni dalle poltrone in pelle o in tessuto ed un vagone bar con ornamenti in legno, imbocca la linea che conduce ad un giacimento di fosfato, partendo da Metlaoui. La linea attraversa le gole di Selja, in un sorprendente ambiente di rocce striate e di corsi d'acqua che trascinano argilla verde.

I più

  • +  I paesaggi desertici.
  • +  Una meta turistica aperta sul Sahara.
  • +  Un'offerta di attrezzature alberghiere di buona qualità.

I meno

  • -  I siti presi di assalto dalle escursioni organizzate.
  • -  Il caldo estivo può, rapidamente, diventare insopportabile (raggiunge talvolta i 49 °C).

Da pensare

Il più bel luogo per scoprire il villaggio abbandonato di Tamerza è un... hotel! Il Tamerza Palace, costruito proprio di fronte alle rovine. Vale veramente la pena di passarvi almeno una notte. Le tariffe sono ragionevoli, si mangia bene e soprattutto si ha il privilegio di poter ammirare il villaggio, ad ogni ora: la sua camera, la sua piscina o la sala ristorante.

Da evitare

In linea generale, le escursioni sono organizzate in 4X4. Che si tratti dello sciott El Jerid o delle oasi di montagna (Tamerza, Chebika et Midès), vi ritroverete in un autocaravan che vi farà visitare i luoghi con una trentina di persone, persino in alta stagione. L'unica soluzione: l'auto a noleggio e l'orario giusto, di prima mattina. La sera - ahimé - i gruppi vengono fino al tramonto.

Da degustare

Datteri. Il palmeto di Tozeur ne produce in numerose varietà. Couscous saheliano (il deserto non è lontano) e tutte le altre specialità del paese. Tajine, brick, dita di Fatma, chorba... Sappiate, tuttavia, che i buffet degli hotel sono, in generale, meno "invitanti" rispetto a quelli di Hammamet o di Djerba. La buona tavola da ricordare è quella del Tamerza Palace, hotel situato davanti al villaggio di Tamerza.

Da portare

Un tappeto dai motivi del sud (dromedari stilizzati). Versione piccolo modello, il "mergoum", che può servire da scendiletto. Ed tutti i tipo di oggetti artigianali in ferro battuto, vetro soffiato, pelle, ceramica, giunco intrecciato. Tutto l'occodente per arredare le camere, il salone e la cucina con lampade, vasi, piccoli arredi, recipienti e piatti in terracotta. Non esitate ad recarvi direttamente dai produttori. Indirizzi da chiedere al suk o negli hotel.
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