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Minorca

  • Si nasconde dietro Maiorca, la sua sorella maggiore, più costruita e più frequentata, Minorca vanta le qualità di una biosfera protetta. Risolutamente la più naturale di tutte le Baleari, lascia a Formentera e Ibiza la sfrenata movida nottura e a Maiorca le troppe costruzioni sulla spiaggia. Menorca, come si chiama in spagnolo, si apprezza attraverso la sua pineta, onnipresente, e le sue «cale», da ...
    © Nito500 / 123RF
  • Ciutadella, definita anche "Vella I Bella" (Antica e Bella) è situata proprio sotto un porto simile ad un fiordo all'estremità occidentale dell'isola.
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  • Nelle stradine della città potrete scoprire numerosi musei, chiese e piccoli negozi.
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  • Il porto di Mao è il più grande porto naturale del Mar Mediterraneo ed era considerato il rifugio più sicuro per intere flotte già nel Medioevo.
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  • Centinaia di abitazioni sono raggruppate in uno spazio ristretto.
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  • Lo stile architettonico della città si ispira all'epoca in cui è stata occupata dagli inglesi.
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  • Mao, o Mahon, è il secondo porto naturale più grande del mondo.
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  • Ibiza è l'isola più estrema, sia per quanto riguarda i paesaggi che il numero di turisti.
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  • Queste costruzioni in pietra erano monumenti funerari.
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  • La città è stata costruita nell'antichità dai cartaginesi.
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  • Ciutadella è la seconda città più grande di Minorca, dopo la capitale Mao.
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  • Il molo del porto di Ciutadella presenta numerose piccole caffetterie.
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  • La storia della città risale a più di 2000 anni fa.
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Paola Kim Simonelli
Paola Kim Simonelli Esperto della destinazione Spagna

Si nasconde dietro Maiorca, la sua sorella maggiore, più costruita e più frequentata, Minorca vanta le qualità di una biosfera protetta. Risolutamente la più naturale di tutte le Baleari, lascia a Formentera e Ibiza la sfrenata movida nottura e a Maiorca le troppe costruzioni sulla spiaggia. Menorca, come si chiama in spagnolo, si apprezza attraverso la sua pineta, onnipresente, e le sue «cale», da visitare rigorosamente a piedi.

Intrallacciate tra cale turistiche dove si fondono i medio-grandi resort, le spiagge segrete dell'isola sono collegate da camminate tra scogli e pineta. Ci va a Minorca con i sandali da trekking e uno zainetto in spalla, perché sarebbe peccato limitarsi alla spiaggia del proprio albergo! Certo le comodità sono a portata di mano, ma vuoi mettere con una spiaggia isolata in mezzo alla natura?

L'entroterra, poi, sviluppa oramai una specie di eco-turismo, con la nascita di quelli che chiamano gli «hotel rural», un connubbio tra il nostro agriturismo e di hotel semplicemnte appartati. Edifici dell'antico lavoro della terra (come fattorie, cascine e anche stalle), la maggiore parte a gestione familiare, sono degli alloggi ideali per scoprire l'autenticità dell'isola, attraverso i consigli del padrone di casa.

I panorami dell'isola poi si possono definire straordinariamente cangianti: al nord, una specie di pietra volcanica, scura, dona ai paesaggi un'atmosfera speciale, leggerlmente cupa. A sud, le scogliere e le cale si riflettono nel turchese del mare. Due «grandi» città completano il quadro: Mahon e Ciutadella. La prima è il primo capoluogo dell'isola, al suo Medioevo, mentre la seconda fu il capoluogo durante la dominazione inglese con il suo porto naturale.

Minorca : cosa fare ?

L'UNESCO dichiarò Minorca Riserva della Biosfera nel 1993, è inutile precisare quindi che l'isola è un florilegio naturale! Protetta e coccolata diventa quindi una tappa d'eccezione per coloro che volessero praticare delle attività sportive all'aria pura.
Il Parco Naturale S'Albufera d'Es Grau si trova all'est della isola, tra Binillauti e Macaret. Lungo le coste, numerose sono le spiaggette naturali (cioè accessibili unicamente a piedi o via mare): Cana N'Brut, Cala Caldes, Cala Tortuga...
Senza sorpresa sono numerosi i centri ippici e i sentieri pensati per tali escursioni. Soprattutto al nord dell'isola, alcune camminate sono da dire vero mozzafiato.
Sempre nella parte settentrionale, il solo e unico campo da golf (di nove buche) si trova a Son Parc.
Ma la principale e preziosissima particolarità dell'isola resta il labirinto di sentieri (tutti appositamente marcati) che collegano le varie cale delle coste, impergalandosi anche in camminate per la scoperta delle zone interne dell'isola. Minorca è risolutamente una destinaziona ad hoc per le attività di trekking leggero.
Infine, data la ricchezza della sua fauna e flora marina, diversi resort lavorano anche con centri di immersione marina.
Qualche giretto cultura nei due principali borghi dell'isola (rubrica "da vedere").

La Mola è il porto naturale di Mahon e anche il porto naturale più grande del Mediterraneo. Splendidamente sviluppato durante il dominio inglese del XVIII secolo, si vedono le tracce della dominazione nei principali monumenti che lo costeggiano. Come l'impressionante fortezza della Mola, o Fortalesa Isal II edificio di architettura militare del XIX secolo, o i suggestivamente romantici, degni di un romanzo di Poe, rovine del'ospedale militare sull'Illa del Llatzaret, dove veniva isolati i marinai maladi prima di penetrare nella città.

Vicino, si trova il borgo di Es Castell con il suo porticciolo tipico. Prima conosciuta come George Town conserva alcune tracce della dominazione inglese nelle sue costruzioni. Da notare, un edificio in puro stile inglese del XVII secolo, adesso albergo.

Non lontano da Mahon, vicino la Cala en Porter si trova la Cala d'En Xoroi. Qui, cave scavate nella luminosa roccia bianca della parte meridionale dell'isola si aggrappano alla terra. Unite fra di loro in stretti cammini, formano tante piccole terrazze a picco sul mare. Fortunatamente accessibili, vi si è anche aperto una bar panoramico e una discoteca. Un luogo assolutamente particolare.

Nel parte orientale dell'isola sorge invece la sua antica capitale: Ciutadella. Fondata nel MedioEvo (di cui portano le tracce i suoi vicoletti e i palazzi antichi) fu la capitale dell'isola fino alla dominazione degli Inglesi nel XVII secolo. Questi per arginare il potere dei nobili locali decisero di trasferire la capitale a Mahon (scelta anche logistica per poter usufruire del suo porto naturale). Ciò non toglie a Ciutadella le bellezze del suoi monumenti, testimonianza della sua importanza sull'isola attraverso i secoli. Da vedere: la cattedrale, una chiesa gotica del 1287.

  • La Natura incontaminata
  • Le tradizioni gastronomiche
  • Gli spostamenti non sempre facili, se non si dispone di un'auto
  • L'architettura invadente di alcuni resort, a deturpare il paesaggio naturale

Promemoria

Il sole batte forte anche a maggio sull'isola. Non dimenticare la crema protettiva.
Se in macchina, ricordarsi che, dovendo sempre risalire per la strada principale per raggiungere due località seppure vicine geograficamente, i tempi di percorrenza possono essere più lunghi del previsto. Ma, dalla strada principale, si percorre l'isola da un capo all'altro in circa 50 minuti.

Da evitare

Come in tutte le isole alla biosfera protetta, i mezzi pubblici e i propri piedi sarebbero da preferire al noleggio dell'auto. Le distante rimangono però importanti e l'autobus non proprio comodo. La decisione spetta alla vostra coscienza ecologica. Ovviamente un'attenzione va portata alla natura: non lasciare rimasugli dopo un pic nic e di maniera generale rispettare questo meraviglioso ecosistema.

Minorca : cosa mangiare?

Le specialità minorchine sono tante e variate.
Il formagggio di Mahon è una specialità piuttosto secca (compatto come il nostro parmiggiano) e dal sapore rugoso (ma questo dipende più o meno dall'invecchiamento) e altrettanto marcato.
In quanto isola sono diversi i modi di cucinare il pesce. In bella vista nei ristoranti più tradizionali i calamari cucinati alla minorchina. I molluschi sono allora cucinati e farciti con un ripieno tipico e leggermente insaporiti con del pomodoro. Cucinate in ripieno anche le verdure, come zucchine e melanzane. Dall'interno dell'isola, lato "terra", provengono alcuni formaggi freschi e l'abitudine di mangiare alcuni salumi come la "sobrasada" oppure l'agnello.
Insomma la gastronomia minorchina è piuttosto variata, soprattutto se si considera le dimensioni dell'isola, ed i suoi abitanti hanno saputo conservare l'unicità. Si mangia bene, quindi, sull'isola e alcuni ristoranti si fanno un punto d'onore nel ritrasmettere le tradizioni ai loro clienti. Ecco alcuni indirizzi.

Se si vuole mangiare del pesce, istallati lungo il porto naturale di Mahon, un indirizzo classico (e storico, il ristorante esiste da diversi anni):
Ristorante la Minerva
C/Moll de Llevant, 87 - 07701 - Mahón
Tel: +34 971 351 995

Se si vuole mangiare in accordo con le tradizioni, un ristorante che si si ammanta di aria da "di ritrovo del pranzo della domenica per i locali", a Es Mercadal:
Ristorante Ca´n Aguedet
C/Lepant, 30 - 07740 - Es Mercadal
Tel: +34 971 375 931

E infine, il nostro colpo di fulmine: in una delle stradine ciottolate, tipiche del centro di Ciutadella, sotto le volte dei portici, il ristorante "Ses voltes" (si va bene, il nome non è proprio originale!). Tuttavia la banalità si ferma al suo nome, perché ogni piccola dettaglio del ristorantino conquista: il design moderno che allea qualche tocco di decorazione tradizionali in legno, i suoi piani che concludono su di un terrazzino con vista sui tetti di Ciutadella e infine, ma non la meno importante, la cucina tradizionale con i suoi alimenti genuini rivisitata con alcuni tocchi originali per trasformare la cena in un delizioso ricordo. Un indirizzo assolutamente da ricordare.
Ristorante Ses Voltes

C/Josep Maria Quadrado, 14 - 07760 - Ciudadela
Tel: +34 971 381498

Minorca : che cosa comprare ?

I sandali minorchini! Diciamo che il sandalo minorchino sta a Minorca come l'espandrillas sta alla Catalogna e ai Paesi baschi. Uno concetto simile per un clima simile: della tela e una suola rigida. Il modello classico è piuttosto accollato, forse rigido per alcuni, ma ovviamente, moda vuole, è stato prettamente declinato in numerose e spesso deliziose varianti. Da ritrovare nelle stradine di Mahon e Ciutadella, in abbondanza.
Alla redazione abbiamo avuto un mini colpo di fulmine per le sedie minorchine. Sembrano sedie da registra come si vedono nei vecchi film (in legno e tessuto) solo che esistono in due varianti: con piedi a dondolo (per barcollare meglio!) e senza. Un consiglio, tuttavia, non dire a un minorchino che sembrano proprio le sedie da registra di Hollywood perché vi risponderà un poco offeso che invece si tratta di artigianato tipico dell'isola.
Da non dimenticare anche un insieme di tessuti, che diventano tende, tovaglie etc con una fantasia precisa di colori blu, verde e bianco.

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