Senegal: viaggio tra spiagge e baobab

Il Senegal è un Paese che da anni ha iniziato ad investire nella promozione turistica delle proprie bellezze. Per diversi secoli una delle più importanti colonie francesi in Africa, questo territorio, ricchissima di fauna e natura, nasconde al suo interno un'affascinante miscela di riti ancestrali e paesaggi straordinari.
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Paola Kim Simonelli
Paola Kim Simonelli Esperto della destinazione Senegal

Il Senegal, Stato africano che si affaccia sull'oceano Atlantico, si estende su un territorio di circa 196.200 chilometri quadrati. Questo Paese dell'Africa occidentale ha la particolarità di avere, nella sua "pancia", un altro Stato: il Gambia, che si sviluppa lungo le coste dell'omonimo fiume. Al di sotto del Gambia, invece, si trova il Senegal meridionale, conosciuto con il nome di Casamance e abitato dall'etnia dei Diola (o Joola). Esso viene anche chiamato il Paese dei Flup, in referenza al regno che i Diola avevano fondato (il quale includeva anche parte dell'attuale Guinea-Bissau).

D'altra parte, la popolazione del Senegal si caratterizza per una sorprendente molteplicità etnica, riassunta in una decina di gruppi maggioritari (tra cui i Peul, i Wolof, i "forestieri" di cui fanno parte i Diola e i Bambaras). Il Paese conta una trentina di lingue nazionali fra cui il francese, ancora largamente parlato, soprattutto nelle principali località turistiche.

Storicamente, la presenza umana nel territorio del Senegal è riscontrata fin da tempi molto antichi. Infatti, già alla fine del settimo secolo sui documenti ufficiali senegalesi è stata riscontrata la fondazione di diversi regni, seguiti dall'islamizzazione del territorio. L'undicesimo secolo vide la nascita del fiorente regno di Tekrour, che si protrarrà fine al quattrodicesimo secolo, mentre per l'arrivo degli Europei bisognerà aspettare il 1444, con l'attracco dei Portoghesi (stabilitisi anche a Capo Verde). Quest'ultimi si posizionano sull'isola di Gorée, a tre chiliometri di Dakar, che diventerà la base per la tratta degli schiavi. L'influenza lusitana durò fino al 1600, quando furono cacciati dai Francesi.

Nel 1659 nasce a Ndar, alla foce del fiume Senegal, il primo comptoir francese, stabilendo le premessa di quello che sarà il bacino d'influenza francese sulla maggior parte dell'attuale territorio senegalese. Nel 1902 la capitale coloniale fu istituita a Dakar, che sarebbe diventata anche la capitale dell'Africa Occidentale Francese. Il Paese conquistò la sua indipendenze solamente il 18 giugno 1960, in piena epoca di decolonizzazione, ed ebbe come primo presidente lo scrittore Léopold Sédar Senghor.

Il Senegal è conosciuto per la sua natura e per i suoi safari, organizzati all'interno dei parchi nazionali, che coprono ben l'8% del suo territorio, tra cui i parchi di del Djoudj, del Niokolo-Koba, del delta del Saloum, della Langue de Barbarie e di Basse-Casamance. Gli abitanti di queste riserve sono elefanti, antilopi, leoni, scimmie, bufali neri o ancora sciacalli e leopardi... tutti questi animali possono essere osservati nei parchi senegalesi.

Senegal : le cifre chiave

Superficie : 196190.0 km2

Numero di abitanti : 10051930 abitanti

Fuso orario : -1h rispetto all'Italia in inverno, -2h in estate.

  • Si può associare un soggiorno balneare a un tour di scoperta.
  • Il francese facilita la comunicazione.
  • Il sud est è poco accessibile durante la stagione delle piogge.

Senegal  : cosa visitare ?

Senegal : quali souvenir comprare ?

I tessuti dipinti a mano possono trasformarsi in abiti molto belli, tanto più che i sarti lavorano a tempo di record. Potete anche acquistare gioielli con filigrane d'oro o d'argento, sculture e maschere in legno, oggetti di vimini (cesti, canestri), piatti in legno, statuette in rame e quadri naif. Ma lasciate da parte le borse, le scarpe e le cinture di coccodrillo per non incoraggiare il bracconaggio. I negozi sono aperti dalle ore 8:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30 in settimana.

Senegal : cosa mangiare ?

Il piatto nazionale senegalese è il tiep-bou-diene, riso bianco cotto nel sugo di pesce e insaporito con verdure varie e spezie. Le carni (bue, pecora, pollo) sono servite con salsa all'arachide (mafé) o marinate (yassa). Sulla costa fate onore ai frutti di mare: ostriche, gamberetti e aragoste sono le specialità che dovete provare e sono tutte eccellenti. Nella selva gustate le carni della selvaggina locale, in particolare il facocero.

I frutti esotici del Senegal sono svariati ed eccellenti: tra questi, potrete trovare mango, papaya, cirimoia , guava e ditakh. Tra le bevande assaggiate il bissap, bevanda dal sapore dolciastro ottenuta mettendo in infusione l'ibisco, il vino di palma o la birra di miglio.

Senegal : scopri le città

Senegal : quali sono le tradizioni culturali ?

Le tradizioni senegalesi sono numerose e fanno parte integrante della cultura e della vita quotidiana. I marabutti sono degli stregoni che hanno uno spazio dominante e proponderante nella vita di tutti i giorni. Essi sono attivi in tutti gli ambiti della società, dalla religione alla politica, senza dimenticare l'economia o l'educazione. La maggior parte dei senegalesi li ascolta e fa affidamento ai loro consigli, in particolare per ciò che riguarda l'educazione religiosa dei propri figli. Capita anche che numerosi genitori affidino i figli ai marabutti, ma che quest'ultimi li obblighino a mendicare per strada. Questo spettacolo a dir poco triste è la rappresentazione dei bambini ridotti in schiavitù e noti come talibés. Esistono tre grandi categorie di marabutti: quelli religiosi, solitamente di religione musulmana, gli animisti, sorta di stregoni che vengono utilizzati per consigli, come dei saggi, e i i ciarlatani.

Un'altra tipica tradizione senegalese è costituita dai griot, una sorta di segretario o confidente privilegiato dei più potenti. Questi musicisti ambulanti si spostano di villaggio in villaggio, per tessere le lodi di un signore, di un re o, più generalmente, di un qualunque padrone. I griot non occupano uno spazio importante solo nella società senegalese, ma in generale in tutta l'Africa occidentale. Anticamente, questa figura veniva anche usata per mediare i conflitti interni ai gruppi di appartenenza oppure per consigliare il reggente/padrone in caso di lotte o scontri. Oggi, questa funzione ha perso il suo antico valore, ma i griot vengono ancora considerati i depositori della storia e grandi conoscitori del passato. In generale, comunque, essi trovano oggi spazio come musicisti, cantanti e attori, grazie alle loro grandi doti recitative, oppure come promotori di eventi, come matrimoni, battesimi e funerali, e consiglieri di eccellenza.

In Senegal la contrattazione esige pazienza e tatto. Non si tratta di fare abbassare i prezzi a tutti i costi, dunque pretendetevi il vostro tempo per discutere sulla merce e basta. Questo è il modo migliore per ottenere l'oggetto a cui ambite al prezzo desiderato.

Senegal : consigli di viaggio

Il Senegal, Stato africano che si affaccia sull'oceano Atlantico, si estende su un territorio di circa 196.200 chilometri quadrati. Questo Paese dell'Africa occidentale ha la particolarità di avere, nella sua "pancia", un altro Stato: il Gambia, che si sviluppa lungo le coste dell'omonimo fiume. Al di sotto del Gambia, invece, si trova il Senegal meridionale, conosciuto con il nome di Casamance e abitato dall'etnia dei Diola (o Joola). Esso viene anche chiamato il Paese dei Flup, in referenza al regno che i Diola avevano fondato (il quale includeva anche parte dell'attuale Guinea-Bissau).

D'altra parte, la popolazione del Senegal si caratterizza per una sorprendente molteplicità etnica, riassunta in una decina di gruppi maggioritari (tra cui i Peul, i Wolof, i "forestieri" di cui fanno parte i Diola e i Bambaras). Il Paese conta una trentina di lingue nazionali fra cui il francese, ancora largamente parlato, soprattutto nelle principali località turistiche.

Storicamente, la presenza umana nel territorio del Senegal è riscontrata fin da tempi molto antichi. Infatti, già alla fine del settimo secolo sui documenti ufficiali senegalesi è stata riscontrata la fondazione di diversi regni, seguiti dall'islamizzazione del territorio. L'undicesimo secolo vide la nascita del fiorente regno di Tekrour, che si protrarrà fine al quattrodicesimo secolo, mentre per l'arrivo degli Europei bisognerà aspettare il 1444, con l'attracco dei Portoghesi (stabilitisi anche a Capo Verde). Quest'ultimi si posizionano sull'isola di Gorée, a tre chiliometri di Dakar, che diventerà la base per la tratta degli schiavi. L'influenza lusitana durò fino al 1600, quando furono cacciati dai Francesi.

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