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Mongolia

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica

Il paesaggio mongolo si presenta molto variegato; a sud il deserto del Gobi diviso con la Cina, confina a nord con i Monti Altai e con le praterie e le steppe della Mongolia, a sud-ovest con il Corridoio di Hexi e l'Altopiano del Tibet e a sud-est con la pianura cinese settentrionale.

Guida di viaggio

L'Impero Mongolo fu fondato da Gengis Khan nel 1206. Dopo il crollo della dinastia Yuan, i Mongoli ritornano alle origini. Verso il XVII secolo, la Mongolia subisce l'influenza del buddismo tibetano. Alla fine del XVII secolo, la maggior parte della Mongolia era stata incorporata nella zona governato dalla dinastia Qing. Durante il crollo della dinastia Qing il 29 dicembre 1911, dichiarò l'indipendenza, ma dovette lottare fino al 1921 per rendere de-facto l'indipendenza dalla Repubblica di Cina, e fino al 1945 per ottenere il riconoscimento internazionale. Successivamente subì l'influenza russa e sovietica: nel 1924, venne instaurata la Repubblica Popolare Mongola di stampo sovietico, che fu alleata leale dell'Unione Sovietica per tutta la sua storia. Dopo il crollo dei regimi comunisti in Europa orientale alla fine del 1989, la Mongolia intraprese una lenta e tortuosa transizione verso la democrazia, venne concessa la costituzione nel 1992 e il pluralismo partitico.

La cultura mongola è fondata sulla tradizione della pastorizia dei nomadi che risiedevano nella prateria, sebbene la globalizzazione e l'influsso dei cinesi abbiano portato alla scomparsa quasi definitiva della pastorizia e dunque del grande patrimonio culturale mongolo. Una delle grandi tradizioni dei mongoli é abitare in grandi tende, chiamate yurte (ger in lingua mongola); avevano l'abitudine di cacciare a cavallo utilizzando dei particolarissimi strumenti chiamati uurga, lunghi bastoni a cui veniva legato un cappio.

La maggior parte del territorio é costituito da steppe e il picco più alto l'Hùjtnij, conosciuto anche come picco dell'amicizia, si trova ad ovest e raggiunge i 4.374 m. Il più grande lago della Mongolia é l'Uvs Nuur che occupa un'area di 3.350 km², e che ricorda l'immerso mare che un tempo ricopriva l'intera area migliaia di anni fa; nonostante il clima duro, la depressione ospita 173 specie di uccelli e 41 di mammiferi, tra cui le specie a rischio del leopardo delle nevi, dell'argali e dello stambecco asiatico.

I consigli della redazione

Anche se è possibile ottenere un visto sul posto, optate per la sicurezza ed espletate tutte le pratiche prima di partire. Poiché i trasporti interni sono ancora caotici, se non volete perdere tempo rivolgetevi a un tour operator. Questo sarà in grado di proporvi itinerari di gruppo o individuali nel caso vogliate girare in libertà.

I più

  • +La geografia del paese consente di attraversare paesaggi desertici molto vari.
  • +Condividere le tradizioni dei nomadi mongoli intorno alla yurta o a cavallo.

I meno

  • -Il clima estremo concede soltanto due mesi propizi ai viaggi: luglio e agosto.
  • -Le infrastrutture rendono difficili i viaggi individuali.

Tradizioni

I mongoli hanno una solida reputazione di gente accogliente, ma sono estremamente timidi e a volte cercano di nascondere il proprio imbarazzo dietro un sorriso. Una volta fuori dalle grandi città, avrete bisogno di alcune informazioni di base in merito al comportamento da tenere sotto la yurta (chiamata ger dai mongoli). Potreste altrimenti trasgredire tabù impensabili che metterebbero a disagio i vostri ospiti. La ger non è un porto di mare, perché l'insediamento tradizionale dei mongoli è retto da innumerevoli regole che spesso nascono dalla superstizione. Ciò che ai nostri occhi sembra di secondaria importanza potrebbe essere percepito dai mongoli come una minaccia all'equilibrio e alla felicità famigliare. Ecco qualche esempio: ricordate di abbassare le maniche della camicia, appoggiate sempre il piede destro per primo e fate attenzione a non calpestare la soglia. Una volta dentro, non restate in piedi e sedetevi nel luogo indicatovi dal capo famiglia. Essendo il fuoco oggetto di un culto particolare, evitate di allungare le gambe verso il focolare centrale e non gettatevi nulla. Peraltro, anche dopo che i nomadi hanno tolto il campo, i mongoli che vi accompagnano non vedrebbero affatto di buon occhio il fatto di camminare sulle ceneri del focolare. Durante il vostro giro, sull'alto dei colli o in certi crocevia, non potrete non fermarvi vicino agli oboo, ammassi di pietre o di rami dalla forma conica, considerati residenza degli spiriti. I mongoli vi compiono rituali lasciando crini di cavallo o pezzi di stoffa. Non mostrate cenni di impazienza, perché prima di proseguire dovrete girarvi attorno tre volte. Sappiate infine che urinare nell'acqua è un sacrilegio.

Gastronomia

La composizione dei pasti dipende dalla regione in cui vi trovate e dal periodo dell'anno. Se a Ulan Bator trovate una scelta abbastanza ampia e anche dei ristoranti che propongono cibo occidentale, nel resto del paese dovrete adattarvi alle abitudini locali. Bisogna anche sapere che la colazione e il pranzo sono i due pasti principali della giornata. Nel sud la carne di pecora e di cammello è alla base dell'alimentazione. Per tutto l'inverno le provviste dei nomadi vengono conservate congelate e in questo periodo il latte è estremamente raro. Spesso il pasto è limitato a una zuppa di carne e pasta. Siccome il fabbisogno calorico è più elevato per poter sopportare il freddo, in questo periodo si mangia grasso di carne lessato. I piatti cucinati sono più particolari durante l'estate. Al mattino e di pomeriggio il tè al latte viene servito con i boortsog, biscotti fritti in olio, e carne lessa. Con l'arrivo della primavera, compaiono nuovamente anche i latticini. A base di latte di giumenta o di cammello, il kumiss è parte indissolubile della dieta della steppa. Il latte non viene mai consumato da solo e viene sempre bollito. Viene ad esempio aggiunto al tè con il sale. Le donne lo usano per fare l'urum, una specie di burro bianco che viene servito da solo o con del formaggio. L'aruul, il latte cagliato che viene lasciato disidratare al sole, è talmente duro che è più facile succhiarlo che non masticarlo. Il latte rappresenta anche la base delle bevande alcoliche, che hanno nomi diversi a seconda delle regioni. L'arkhi (da 10 a 12°) è simile alla vodka, ma non ha lo stesso potere devastante. Alcuni mongoli tendono tuttavia a scegliere quest'ultima, molto più sbrigativa.

Souvenirs e artigianato

Tappeti, capi d'abbigliamento in pelle e lana, cachemire e dipinti sono tra gli oggetti che potrete facilmente reperire nei negozi della capitale. Sarete probabilmente tentati di fare un giro al mercato nero di Ulan Bator, mercato delle pulci un po' decentrato rispetto alla città. Attenzione ai borseggiatori, che sono numerosi! Non esiste una regola, ma la maggior parte dei negozi di Ulan Bator sono solitamente aperti dalle ore 10:00 alle ore 20:00 durante la settimana, e al mattino durante il weekend.

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