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Mali, viaggio nell'antico regno di Timbuctù

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
La mitica città di Timbutcù. Il popolo degli uomini blu, meglio conosciuti come i Tuareg del deserto. E il magico (e misterioso) fiume Niger. Non fosse per gli sconvolgimenti più recenti che hanno destabilizzato questo Stato africano, il Mali potrebbe attirare molti più turisti, interessati ad avventure ed antiche civiltà.

Guida di viaggio

All'incrocio degli imperi dell'Africa, il Mali mostra ancora oggi le tracce di un passato glorioso in città e siti storici come Djenné, Gao e Timbuctu. Dal Sahara nel Nord alla foresta merdionale, questo Paese resta legata a tradizioni ancestrali di grandissimo interesse, ma deve scontare i postumi degli sconvolgimenti politici degli ultimi anni, che lo hanno reso una destinazione instabile e talvolta pericolosa. Ad ogni modo, ecco qualche idea per chi vorrebbe viaggiare in Mali.

L'elemento che più caratterizza il Paese, in quasi ogni sua parte, è il fiume Niger. E' grazie a questo corso d'acqua che il trasporto di beni e persone ha fatto prosperare il Paese. Non è un caso che le due pincipali città, Bamako e Mopti, sorgano sulle sue sponde. Percorrere questo fiume, di porto in porto, è fattibile nei mesi da agosto a novembre.

La capitale Bamako ribolle piena di vita. Qui, nel mercato centrale come in quello della media, si concentrano importanti scambi commerciali. Troverete tessuti, maschere, armi e oggetti per la vita quotidiana: troverete di tutto. La capitale ospita anche il museo nazionale del Paese.

L'altra città sul Niger, Mopti, che vi farà piombare al cuore dell'Africa nera. Vale la pena passeggiare per il mercato della città, molto colorato, e ammirare la moschea di Komoguel. Definita la Venezia del Mali questo centro può attrarre diversi turisti, ed ospita numerose etnie: Bozo, Peul, Dogon, Tuareg, Bamabara e Maraka.

Ma il Mali è famoso soprattuto per Timbuctù, considerata in passato come un verso e proprio Eldorado dove venivano custoditi i tesori culturali dell'Islam. Le sue costruzioni, strane fortezze da cui escono paletti di legno, sono considerate patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Nonostate le recenti incursioni di estremisti islamici e gli scontri, i tesori di Timbuctù sembrano essere rimasti intatti.

I consigli della redazione

Approfittate dell'alba e del tramonto sul fiume Niger, dove potrete assistere a scene di vita pittoresche!
Se volete portare dei souvenir e pezzi di artigianato del Mali, fate i vostri acquisti al mercato di Mopti. Offre una grande diversità di prodotti a prezzi più bassi che altrove.

I più

  • +La grande ricchezza culturale del paese.
  • +La grande diversità dei paesaggi e dei mezzi di trasporto per recarsi alla loro scoperta (cammello, barca, treno, autobus).

I meno

  • -L'insicurezza nel nord del paese.
  • -Le vie di comunicazione sono in uno stato pietoso ed è difficile accedere ai siti turistici.

Gastronomia

Il piatto principale del Mali è una declinazione di cuscus, tô (con il miglio o il mais) o riso, accompagnati, se il portafoglio lo permette, da una salsa con carne o pesce. Tra le bevande, provate il dolo (birra di miglio) e il succo di tamarindo.

Souvenirs e artigianato

Il Mali è rinomato per il suo artigianato, che varia di etnia in etnia. L'artigianato fulbe è composto da coperte in lana o cotone, cappelli in cuoio da pastori e ogni sorta di gioielli in rame, argento e oro. I tuareg sono specializzati nella produzione di armi, ma fabbricano anche magnifici gioielli in argento e lavorano il cuoio per confezionare bauli e scatole colorate. L'artigianato dogon è caratterizzato dalla fabbricazione di porte scolpite, statue e maschere rituali. Segou è famosa per le sue ceramiche in terracotta, mentre i bambara e i senufo sono conosciuti per le loro statue e maschere in legno. Questa diversità regionale è concentrata in alcuni mercati, e in particolare nel mercato degli artigiani di Bamako. I negozi sono aperti dalle ore 8:30 alle ore 19:30, dal lunedì al sabato.