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Le montagne e le chiese del giovane Kosovo

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica Profilo
Situato al largo dei Balcani, il Kosovo è circondato da Montenegro, Serbia, Albania e Macedonia. Si tratta del più giovane Stato europeo. Dalla sua indipendenza dalla Serbia nel 2008, lo Stato balcanico ha potuto svelare al mondo i suoi innumerevoli tesori culturali e artistici, nonché la sua miscelanza etnica tra kossovari, albanesi e serbi.

Guida di viaggio

Il Kosovo si sviluppa tra imponenti rilievi montuosi e vaste pianure che si insinuano nel bel mezzo delle regioni montuose. Il monte Djeravica è la cima più alta del Paese, con più di 2600 metri di altezza. Tra i più conosciuti parchi dello Stato, il Parco nazionale di Sara, protegge una ricca fauna selvatica, composta da animali come: orsi, linci, daini, donnole, falchi ed aquile.

La capitale kosovara, Pristina, mostra fieramente le sue influenze turche dell'antico Impero ottomano, mentre Prizren, città pittoresca del sud, possiede delle chiese ortodosse magnifiche, tra cui la celebre cattedrale di Bogorodica Ljeviska (la Vergine di Levisa). Il Kosovo è un paese dinamico, nel quale si trovano diversi bar e caffè alla moda, nonché luoghi di villeggiatura al centro di un magnifico paesaggio montuoso.

Pristina è una città che si è evoluta in modo molto rapido, distinguendosi tra una più tradizionale atmosfera dell'architettura ottomana e la sua versione più moderna nel centro, con i quartieri più chic e i ristoranti di lusso, oltre agli edifici che ospitano l'Unione Europea o le Nazioni Unite. Quanto alla seconda città del paese, Prizren, essa conserva un'architettura storica ed affascinante. All'interno della città sono presenti diverse costruzioni di un certo interesse, come le moschee nella sua parte più vecchia.

Il Paese è abbellito da una serie di monasteri, che presentano un'architettura meritevole di essere vista e approfondita. È il caso del monastero di Visoki Decani, il più grande edificio medievale di questo genere nei Balcani, riconosciuto patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 2004. I magnifici affreschi sono in un eccellente stato di conservazione. I monaci serbi che ancora oggi abitano questo luogo si occupano della sua preservazione, e producono vino, miele e formaggi. Un altro monastero celebre è il patriarcato di Pec, monastero appartenente alla Chiesa ortodossa serba inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 2006. Il complesso di chiese è la sede spirituale e il mausoleo degli arcivescovi e patriarchi serbi.

La Repubblica del Kosovo ha dichiarato la sua autonomia dalla Jugoslavia fin dal 1974, quando fu istituita la Provincia Socialista Autonoma del Kosovo, ma il Paese slavo ha sempre conosciuto grandi difficoltà di riconoscimento, a causa del suo doloroso passato caratterizzato da grandi scontri etnici e religiosi.Potenza dell'Impero serbo ortodosso fino al XII secolo, il Kosovo fu invaso dai Turchi ottomani due secoli più tardi, nel 1389, quando avvenne la famosa battaglia della Piana dei Merli, a Kosovo Polje, non lontano da Pristina.

Durante le guerra balcaniche scoppiate in tutto il territorio slavo tra il 1912 e il 1913, la Serbia riprese la piena possessione dei territori kosovari. Successivamente passato sotto il controllo della Jugoslavia, poi dell'Albania e, infine, nuovamente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, il Kosovo sarebbe diventato indipendeente solo diversi decenni più tardi.

In Kosovo la guerra scoppiò dapprima nel 1992, nel bel mezzo dei conflitti che portarono alla dissoluzione della vecchia Federazione Jugoslava. La Serbia, violando l'avviso emesso da parte della Comunità internazionale, cacciò la popolazione che non era originaria del suo Paese dai loro territori. Di fronte al rifiuto di Milosevic di concedere qualsiasi forma di autonomia, i kosovari di etnia albanese si organizzano militarmente e così nel 1996 nacque l'UCK, l'esercito di liberazione del Kosovo, che inizio a colpire obiettivi serbi.

La risposta di Milosevic fu durissima: con numerose torture ed uccisioni e un vero e proprio esodo kosovaro verso gli stati confinanti, l'Albania e la Macedonia. Temendo fenomeni di pulizia etnica a danno dei kosovari albanesi, la comunità internazionale impose, senza successo, di porre fine alle persecuzioni. Così, nel corso del 1999, l'ONU decise di intervenire.

Il 24 marzo 1999 prese il via la cosiddetta "guerra umanitaria", conosciuta comunemente come guerra del Kosovo, e il territorio serbo fu sottoposto a continui bombardamenti, che colpirono anche la capitale Belgrado. Il 10 giugno, la Serbia raggiunse un accordo con la comunità internazionale e il Kosovo venne posto sotto il controllo dell'ONU. La situazione non è però stabile: i serbi del Kosovo fuggono dalla zona per il timore di rappresaglie, e negli anni la tensione tra i due gruppi etnici non accennerà a a diminuire.

Il 17 febbraio 2008, infine, il governo del Kosovo proclama unilateralmente l'indipendenza. Il nuovo Stato è riconosciuto dalla maggior parte degli Stati occidentali e dei Paesi membri dell'unione europea, oltre che dagli USA, ma non dalla Serbia. Nel 2015, il Kosovo è riconosciuto come indipendente da circa la metà degli Stati membri ONU, all'interno del Consiglio di Sicurezza si oppongono al suo riconoscimento la Russia e la Cina.

I consigli della redazione

Le lingue ufficiali del Kosovo sono il serbo e l'albanese. Non abbiate paura dell'alfabeto cirillico, munitevi di un piccolo dizionario tascabile ed esercitatevi nella pronuncia.

Se volete andare in Kosovo per sciare, il periodo più favorevole è quello invernale, da dicembre ad aprile. In compenso, è generalmente consigliabile andare in Kosovo durante il periodo estivo, se volete fare tutt'altro tipo di vacanze. Infatti, il clima del Kosovo in estate è molto piacevole, grazie alla dolcezza climatica derivante dai suoi rilievi interni. Per questo motivo, le temperature sono decisamente più sopportabili rispetto a quelle di alcuni paesi vicini, prede in estate di una vera e propria canicola.

Il mezzo migliore per attraversare il Paese kosovaro è probabilmente il bus. I prezzi per il viaggio sono più che ragionevoli, anche se il tragitto può essere a volte rallentato dal cattivo strado delle strade o dalla presenza di un'unica corsia. Recentemente, il Governo kosovaro ha iniziato a mettere in atto un servizio ferroviario, ma per il momento esso rimane ancora poco utilizzato dai locali.

Chi vuole soggiornare in Kosovo ha bisogno di un passaporto biometrico valido, poiché la carta d'identità, facilmente falsificabile, non è ritenuta sufficiente. I cittadini italiani possono ottenere un visto turistico per il Kosovo direttamente in aeroporto o in frontiera, dove viene rilasciato un permesso per rimanere nel paese per 90 giorni.

Va ricordato che non è possibile transitare in Kosovo dalla frontiera con la Serbia, poiché quest'ultima rivendica la sua sovranità sul Kosovo e le autorità serbe potrebbero negare l'ingresso a coloro che hanno un visto kosovaro sul passaporto. Infine, per soggiornare in Kosovo è obbligatoria l'assicurazione di viaggio, poiché essa garantisce i rimpatri d'urgenza.

I più

  • +Le città animate.
  • +I numerosi monasteri costruiti durante l'Impero ottomano.
  • +I paesaggi diversificati.

I meno

  • -Le strade poco sviluppate e talvolta pericolose (soprattutto fuori da Pri?tina e nella pianura di Mitrovica, a nord).
  • -Il nord del Kosovo diviso tra Kosovari e Serbi.

Tradizioni

La popolazione kosovara è composta per la maggior parte da albanesi. Tuttavia, ci sono anche abitanti serbi, bosniaci, turchi e anche egiziani. Le religioni più praticate del Paese sono l'islam e il cristianesimo, che si dividono rispettivamente nelle loro varianti sunnita e ortodossa. Le feste tradizionali musulmane sono celebrate il 9 aprile, stesso giorno della Costituzione del Kosovo, mentre la data del giorno dell'Indipendenza è fissata il 17 febbraio.

L'influenza turca è evidente in numerosi aspetti della cultura kosovara, su tutti la musica. I flauti e i tamburi sono alcuni degli strumenti tipici più utilizzati. La cultura serba e quella albanese, comunque, hanno anch'esse un peso importante all'interno dei costumi e delle tradizioni del Kosovo, che di fatto è il prodotto di numerose identità differenti.

Una tradizione kosovara utilizzata per festeggiare un evento è il cosiddetto "happy shooting": gli abitanti di un villaggio escono dalle loro caso e iniziano a sparare con i loro fucili e le loro armi per aria, fino a quando non terminano le munizioni. Fate attenzione, perché con le armi non si scherza e un incidente è sempre possibile.

Gastronomia

La cucina kosovara si basa essenzialmente su tre ingredienti principali: carne rossa, pollame e spezie. Essa è influenzata dalla cucina albanese soprattutto per quel che riguarda le grigliate di carne e gli spezzatini, ma non mancano i tocchi tipici della gastronomia turca. Tra le specialità kosovare spiccano lo djuvec, un piatto tipico della regione balcanica composto da carne, pomodori e verdure cotte al forno, il burek, pasta sfoglia sovente farcita con formaggio, verdura o carne trita, e il tave kosi, carne di agnello accompagnato con riso e una salsa allo yogurt.

Il piatto locale più famoso è il sheq pare, conosciuto anche come pita, una pasta sottile accompagnata da verdure, latte fresco e formaggio fatto in casa. Molto conosciuto come piatto da asporto è il kebap, pane farcito con carne d'agnello, cipolle e cavolo. Il Kosovo possiede anche qualche territorio viticolo a Orihovac, dove vengono proposte degustazioni di vini e acquavite.

Souvenirs e artigianato

Per gli amanti dello shopping, i negozi e le boutique di souvenir si trovano nelle grandi città come Pri?tina o Prizren. L'Albi Shopping Mall è il più grande centro commerciale di Pri?tina. Per il resto dei mercati aperti sono presenti nelle piccole città.

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