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Kazakistan, in viaggio lungo la via della seta

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Il Kazakistan è uno dei Paesi più grandi al mondo, e allo stesso tempo, uno dei meno conosciuti. Cinque volte più grande della Francia, possiede una diversità di paesaggi davvero stupefacenti: steppe che si estendono a perdita d'occhio, deserti, foreste selvagge, ghiacciai e vette innevate, tutti luoghi che accolgono a braccia aperte il visitatore in cerca di avventura!

Guida di viaggio

Il Kazakistan è il più vasto paese tra le ex-repubbliche sovietiche della regione centro-asiatica. Con i suoi 2,7 milioni di chilometri quadri, è situato in Asia Centrale, ed ha uno sbocco sul Mar Caspio. Inoltre, è circondato da Russia, Cina, Uzbekistan, Turkmenistan e Kirghizistan. Geograficamente, il Paese si caratterizza da paessaggi composti da steppe, deserti (quasi la metà del suo territorio), foreste e laghi. Se Astana è la sua capitale, Almaty rimane la sua più grande (e rinomata) città. A lungo dimenticata, quest'ex-repubblica sovietica ha dato mostra nell'ultimo decennio di un'importante crescita economica, strettamente legata alle sue ricche risorse in idrocarburi.

Se la repubblica kazaka ritrova la sua indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1991, la storia antica del Paese testimonia segni di insediamenti umani già a partire dal III° e II° secolo prima di Cristo. Il territorio fu il cuore della civiltà sciita e degli Unni bianchi prima di essere uno dei crocevia più importanti lungo la Via della Seta. Secondo gli storici, il popolo kazako nasce da un métissage tra tribù nomadi turche e i mongoli di Gengis Khan, nel XIII° secolo. La parola stessa kazakh sarebbe apparsa durante quel periodo, in un dizionario turco-arabo, per indicare un "uomo libero" o "nomade". Le tribù nomadi che lo popolano si organizzano, infine, nel XVI° secolo in tre jouz: la grande, la media e la piccola Orda (rispettivamente a sud, al centro e al nord). A partire dal XVIII° secolo, tuttavia, comincia l'influenza e poi la dominazione russa sulle diverse Orde, che sfocerà nell'annessione all'Unione Sovietica. Nel periodo sovietico fu applicato un processo di sedentarizzazione forzata e il sistema di collettivizzazione delle terre. Il Paese, d'altronde, accolse le vittime di diverse deportazioni volute da Stalin, tra cui una numerosa comunità di Coreani, tutt'ora presenti.

A lungo isolato, il Kazakistan disponeva di pochissime infrastrutture turistiche. A seguito del suo velocissimo sviluppo nell'ultimo decennio, la situazione è decisamente cambiata. In effetti nelle grandi città come Almaty, città, ormai sede di grandi catene di hotel internazionali, che presenta uno skyline avveniritstico. Ciononostante lo sviluppo urbano non ha trascinato con sé il mondo rurale, e il Kazakistan, perciò, continua ad essere un Paese fortemente legato alle tradizioni contadine.

I consigli della redazione

La primavera e l'autunno sono i periodi migliori per andare in Kazakistan. Fra aprile e giugno, e fra settembre e novembre, le temperature sono, infatti, le più miti. Se, invece, preferite fare delle escursioni in montagna, il periodo ideale è quello che va da maggio ad agosto.

Partite, dunque, per fare delle escursioni sulle montagne dell'Almaty. Fate del pattinaggio sul ghiaccio a Medeo, un centro sportivo invernale nel cuore delle catane montuose. Perdetevi nella gioiosa e ridente natura dei parchi dell'Almaty, soprattutto in quello di Panfilov, dove le giovani coppie di sposi vengono a celebrare l'evento, insieme ai loro familiari ed ai loro amici. Nei paraggi di Almaty, fate un tuffo nel bazar di Barakholka con le sue centinaia di container, pieni di prodotti importati dalla Cina e dalla regione centro-asiatica. Il mercato è particolarmente affollato nel week-end, in quanto si può trovare veramante di tutto, e a prezzi stracciati!

Bisogna assolutamente imparare qualche parola di russo, perché l'inglese è poco parlato.

Per i più temerari ci si può recare sulle sublimi montagne dell'Altai. É consigliato rivolgersi ad un tour operator specializzato, in modo da ottenere in modo semplice i permessi transfrontalieri necessari.

Un buon mezzo di trasporto per circolare in tutto il Paese, è l'aereo. Si può anche prendere il treno, sicuramente meno costoso, ma che vi ruberà un pò più di tempo. I viaggi in pullman sono lenti anch'essi, soprattutto perché le strade sono in pessime condizioni, e gli incidenti gravi sono frequenti.

Se volete andare ad Atyrau, dovrete costeggiare le sponde del Volga, una gita romantica molto apprezzata dai locali.

I più

  • +Partite alla scoperta di questa repubblica poco conosciuta, un paese per molto tempo isolato all'interno del blocco sovietico.
  • +Quest'immenso paese offre paesaggi molto contrastanti: in particolar modo, ad est si estendono steppe a perdita d'occhio, e ad ovest-sud-ovest le montagne del Tien Shan e dell'Altaj.

I meno

  • -Le infrastrutture conformi al modello occidentale, fatta eccezione per le città di Astana e Almaty.
  • -Non è consigliato viaggiare soli in questo paese se non si ha spirito d'avventura.

Tradizioni

Durante l'estate, gli uomini indossano delle camicie bianche lunghe e larghe. Esse sono abbellite da gilè stretti che scendono fino alle anche, e pantaloni larghi. Si proteggono la testa dal sole con una tiubeteika o un cappello chiaro a punta in feltro morbido.
In inverno, invece, gli uomini indossano un cappotto di pelliccia e un gilè, un cappello in pelliccia, oppure una ushanka (berretto con paraorecchie) in pelliccia di volpe, e stivali alti a gambale largo. Gli anziani indossano spesso un "chapane" un paltò imbottito, molto lungo e a doppiopetto.
Per le donne, l'abito tradizionale è composto da un vestito largo, un gilè di velluto dai colori vivaci e da pantaloni alla zuava. Inoltre, le donne portano spesso molti gioielli (collane, orecchini e braccialetti). Le signore anziane si coprono la testa con un cappuccio in stoffa bianca e ai piedi indossano stivali morbidi.

Gastronomia

In Kazakistan, ritroverete numerosi piatti comuni in tutta l'Asia Centrale. Assolutamente da non perdere è il plov, carne di montone con riso e verdure (cipolle, carote), uva passa e spezie (cumino, coriandolo). Da gustare sono i shashliki, spiedini di carne di montone, manzo, pollo, spesso accompagnati da cipolle crude. I manty, specie di grandi ravioli cotti al vapore. Il laghman, è una lunga pasta in brodo accompagnata da carne di montone, verdure e spezie. Da non perdere è anche la zuppa con carne e verdure, chiamata chorba, e una vera leccornia risultano essere i samsa, bignè di carne o verdure simili ai samosa indiani. Provate anche le grandi focaccine di pane, vendute un po' ovunque e che accompagnano molto bene le zuppe o i shashliki. Gustate, in qualsiasi momento della giornata, un tè, verde o nero. Rinvigoritevi con un bicchiere di kumi, del latte di giumenta, del chubat, latte di cammella o ancora dell'ajran, del latte acidulo di pecora.

Souvenirs e artigianato

Come un po' ovunque in Asia Centrale, apprezzate le varie spezie ed aromi che sprigionano profumi e colori sulle bancarelle dei bazar. Rimarrete affascinati dalle diverse sete dai colori vistosi, spesso vendute all'interno del metro. Acquistate graziosi gioielli in argento, a volte con pietre preziose, come i rubini e gli smeraldi, ma state attenti alle imitazioni. Lasciatevi tentare da gioielli fatti con pietre semipreziose, come i lapislazzuli, o semplicemente incise in argento.