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Verona

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica

Guida di viaggio

Non c'è mondo fuor di queste mura. Non si sbaglio' di molto il disperato Romeo di Shakespeare: Verona è un gioiellino di storia ed estetica. A misura d'uomo, la città scaligera raccoglie all'interno dell'ansa atesina un centro storico di autentica bellezza: le eredità di Romani e Scaligeri ne fanno una delle mete più visitate in Italia, il soggiorno di Dante un passaggio obbligato per gli amanti del divin poeta. Sigillata come città dell'amore, Verona stempera l'etichetta in un'architettura che dalla romana alla medievale, alla scaligera, veneziana e ancora austriaca tratteggia negli edifici centenni di storia.
Oggi la città vive di un turismo stagionale, alimentato in gran parte dall'offerta culturale estiva - in cui spiccano i Festival (di lirica in Arena e teatro al Teatro Romano) - e ancor più dalla vicinanza al lago di Garda (30 km), spesso e volentieri base del soggiorno.
In difficile competizione con l'omonimo milanese, il polo fieristico rappresenta infine uno dei punti di forza dell'economia cittadina. A fargli onore torna puntuale ogni anno il Vinitaly, vetrina internazionale per la produzione vinicola locale, ma anche Fieracavalli, nata ai primi del secolo e tutt'oggi punto di ritrovo di appassionati e uomini d'affari.

Da non mancare. Il gelato di Zeno, la sua piazza (San Zeno) e la basilica omonima; ponte di Castelvecchio la sera, e ponte Pietra; il Va' pensiero in Arena e una passeggiata lungo l'Adige; gli esterni del Duomo, corte sant'Elena, Santa Anastasia; un tiro alla fune al Tocati (a settembre); un bicchiere di Custoza; il risotto all'Amarone e un pandoro con la crema al mascarpone.

G.P.

Da vedere

C'è poco da dire: Verona è una città da guardare. Gli itinerari che potete fare sono diversi. Il primo, forse il più affascinante, è quello che vi porterà alla scoperta della Verona romana. Partite dal cuore della città, dall'Arena: costruito in un'epoca sicuramente posteriore al I secolo d.C., l'anfiteatro al centro di una polemica che cerca di stabilirne l'esatta data di realizzazione. Accessibile in visita ogni giorno, è un luogo affascinante, capace di accogliere circa 15mila persone e valorizzato in estate dal Festival Lirico e da numerosi concerti. Terzo anfiteatro romano presente in Italia per dimensioni (dopo il Colosseo e l'Anfiteatro Capuano), è fra tutti il meglio conservato.
Proseguite per piazza Erbe, antico foro romano, i resti custoditi dall'attuale centro internazionale di fotografia di Cortile del Tribunale, il ponte Pietra (abbattuto durante il secondo conflitto mondiale, poi ricostruito), il Teatro Romano e ritornate verso il centro. Se di Porta Leoni non resta che parte della facciata interna, Porta Borsari (dove un tempo i commercianti dovevano pagare un dazio di ingresso alla città) è meglio conservata. Questa sigilla il corso omonimo e apre corso Cavour, sul finale del quale si trova Porta Leoni. La città custodisce poi numerosi resti risalenti a quest'epoca, da scoprire con l'aiuto di una guida o di documentazione.

Fra le bellezze che la città offre, ce ne sono alcune di immancabili. Castelvecchio, innanzitutto. Maniero scaligero voluto da Cangrande della Scala, risale al XIV secolo ed è senza dubbio uno dei monumenti più scenografici che la città veneta offre. Aperto al transito (pedonale), accoglie al suo interno un museo d'arte (opere dall'epoca paleocristiana al 1700), e una biblioteca rinomata.

Il percorso scaligero continua poco lontano da piazza Erbe: sorgono qui le Arche, complesso funerario gotico eretto in onore della famiglia omonima. A fianco, Piazza dei Signori (conosciuta anche come Piazza Dante per la statuta dedicata al poeta eretta nel mezzo) nasce nel Medioevo come cuore della vita politica ed amministrativa cittadina: ancora oggi ospita il Palazzo della Provincia. Splendide le corti adiacenti, in particolare quella della Scala della Ragione, e la Torre dei Lamberti che domina piazza Erbe, anch'essa di epoca medievale.

Per una vista dall'alto, prevedete anche di salire (a piedi o in macchina, a piacere) a Castel San Pietro: anticamente sede di un tempio collegato al Teatro Romano (tuttora esistente, e situato alla base della collina), accolse un castello visconteo, poi (a fine 1800) una caserma austriaca. Dal Medioevo forte della sua funzione militare (non va dimenticato che una cinta di mura proteggeva, insieme al fiume Adige, la città dagli attacchi nemici), è da molti anni al centro di polemiche riguardanti la sua possibile riutilizzazione. L'altra grande costruzione militare che Verona ha conservato (in uno stato discutibile) è l'Arsenale, situato poco lontano dal Ponte di Castelvecchio.

Da fare

A Verona, il Carnevale è un evento particolarmente folkloristico. L'ultimo venerdi' di febbraio, chiamato venerdi' gnocolar perché in questo giorno è tradizione fare gli gnocci, si tiene la sfilata dei carri. Il personaggio principale è il Papà del Gnocco, eletto ogni anno dopo una vera e propria campagna elettorale che vede i protagonisti dei singoli rioni veronesi contendersi il titolo, di durata annuale.
Numerosi gli appuntamenti che sono organizzati in quest'occasione: gli spettacoli si susseguono e animano questo periodo dell'anno, particolarmente sentito.

D'estate, una gita al Lago di Garda è d'obbligo! Dalla sponda veneta (più attrezzata) a quella lombarda (più naturale), molte sono le località che consentono di rinfrescarsi e prendere il sole. Veri e propri posti di villeggiatura, si sono sviluppati negli anni Sessanta e per molto tempo hanno attirato in modo particolare i turisti tedeschi (al punto che numerosi paesi presentavano fino a poco tempo fa le indicazioni scritte prima in tedesco, poi in italiano): oggi la clientela internazionale si è allargata anche a olandesi, inglesi, francesi. Se volete fare il bagno, le zone alte del Lago sono quelle che godono dell'acqua più pulita. Rinomato per le correnti e i flussi di vento che lo caratterizzano, il lago è poi una destinazione privilegiata in Italia per chi vuol fare windsurf, vela, e diversi sport acquatici. Prudenza e attenzione sono sempre raccomandate.

Gli amanti della montagna potranno organizzare un'escursione sul monte Baldo, che d'inverno accoglie la neve più vicina. I monti Lessini sono ugualmente una buona destinazione per passeggiare e allontanarsi dallo smog cittadino.

Un ultimo appuntamento da segnare sulla vostra agenda: il Tocati ("tocca a te" in dialetto veronese), festival di giochi di strada dedicato alle attività di un tempo. Si svolge l'ultimo finesettimana di settembre: atmosfera assicurata!

I più

  • +  Il centro storico
  • +  E' una città a misura d'uomo

I meno

  • -  I trasporti andrebbero migliorati
  • -  Bar e ristoranti chiudono presto

Da pensare

Gardaland si trova ad una trentina di chilometri dalla città, ed è ben collegato. Raggiungibile in macchina o con il treno (circa 20 minuti fino a Peschiera, poi la navetta gratuita conduce all'ingresso), il parco di divertimenti è un appuntamento obbligatorio per bambini e ragazzi locali, e attira regolarmente molte visite da ogni parte d'Italia.

Una visita alle terme di Villa Quaranta potrebbe poi trasformare una giornata piovosa in un momento di relax. Situata a circa 20 minuti di strada dal centro, questo complesso (che ospita anche un hotel di categoria) dispone di numerose piscine e di un centro benessere all'avanguardia per la sperimentazione di tecniche di massaggio che si servono di prodotti tipici del territorio (il vino in particolare).

Fra le curiosità della provincia veronese ricordiamo infine la presenza in Lessinia (in particolare a Giazza) dei Cimbri, un piccolo gruppo etnico che ha conservato la sua propria lingua.
Quest'ultima (il tauc) assomiglia in certe sue componenti al tedesco, ed è insegnata ufficialmente nelle scuole elementari di alcuni paesi dei dintorni.

Da evitare

Il centro storico è protetto da una zona a traffico limitato (ZTL): transitarvi in macchina senza aver regolamentato la vostra situazione (l'accesso è a pagamento) vi esporrà a un rischio di sanzioni piuttosto care.
Del resto a Verona è difficile reperire dei parcheggi gratuiti: lasciate la macchina in aree esterne al centro (l'Arsenale, lo stadio, il Lungadige) e muovetevi a piedi o con i mezzi. Il centro storico si percorre agevolmente a piedi e per una visita turistica classica non avrete bisogno della macchina.

Evitate di attaccare con un chewing-gum il vostro messaggio d'amore sul muro del cortile di Giulietta, in via Cappello: l'ingresso è ricoperto di schifezze e in ogni caso il vostro messaggio verrà ritirato al primo passaggio degli spazzini. Perso per perso, tanto vale lasciare il finto romanticismo a casa.

Da degustare

Il buon vino non manca di certo. Primo produttore italiano in qualità, il territorio veronese propone una varietà di vini che spazia dal Valpolicella all'Amarone (da gustare anche nel risotto omonimo o nello stracotto!), al Recioto, Bardolino, Soave, Custoza, Lugana...
Fra le ricette più caratteristiche ricordiamo il lesso con la pearà, il luccio in salsa e la renga (quest'ultima è una varietà di pesce di fiume molto, molto salata), il risotto al radicchio rosso, gli gnocchi (immancabili a Carnevale), pasta e fagioli, le varianti con la polenta (polenta e baccalà, polenta infasolà, coi fagioli, polenta e osei, la cacciagione), la pastissada de caval (un pasticciato di carne macinata di cavallo). Molto buoni i tortellini di Valeggio, contesi con gli omonimi bolognesi, e il pregiato risotto all'isolana (perché creato a Isola della Scala), cui è dedicata una sagra autunnale.
In periodo natalizio Verona vanta il suo pandoro, e in particolare il nadalin: dolce a cinque punte simile al pandoro, è prodotto esclusivamente da alcune pasticcerie del centro e della provincia.

Le osterie sono i posti più semplici per assaggiare l'autentica cucina veronese: fra le molte vi consigliamo Il carro armato (poco lontano da piazza Sant'Anastasia) e il Ropeton di via Fontana del Ferro.

Da portare

Fra le produzioni locali più pregiate rientrano quella dei mobili, del legno, del marmo rosso e della pietra lessinese, caratteristici di Verona. I paesi della povincia veronese che sono al centro della loro produzione sono Dolcé, Volargne, Sant'Ambrogio di Valpolicella.
Esistono ancora dei laboratori artigianali specializzati nella produzione di oggetti in cuoio , tessuto, ceramica.

In alternativa, un pensiero gastronomico è sempre gradito. In particolare durante il periodo delle Festività invernali, la città produce il nadalino, e il pandoro tradizionale. Numerose sono infine le enoteche disseminate nelle vie del centro: un esperto vi accompagnerà nella scelta di una buona bottiglia.

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