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Trentino-Alto Adige, fra Dolomiti e retaggio asburgico!

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Organizzato amministrativamente nella provincia di Trento e di Bolzano, il Trentino Alto-Adige vanta un territorio prevalentemente montano che, con più di mille chilometri di piste e impianti modernissimi, lo rende uno delle località più amate dagli appassionati dello sci in Italia. Attraverso i sentieri incuneati tra i boschi e i pascoli d'alta quota, questa regione offre dei paesaggi belli per tutte le stagioni!

Guida di viaggio

Il Trentino-Alto Adige è costituito dall'unione delle due province autonome di Trento e di Bolzano. É la più settentrionale delle regioni italiane ed è caratterizzata dal fatto di essere una regione prevalentemente montuosa, ed una delle poche ad essere sguarnita di accesso al mare. Il territorio è percorso da una valle principale, quella dell'Adige, che tocca i vicini stati di Svizzera, a nord-ovest, ed Austria a nord-est. Sul territorio italiano, invece, tocca la Pianura Padana e una serie di valli minori.

La geografia dell'intera regione è spettacolare, in quanto è composta da altissime vette che sfiorano i 4000 metri, e sono numerosi i boschi ed i laghi alpini. In effetti, molto numerosi sono i parchi naturali, tra cui il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco Naturale Dolomiti di Sesto, oltre che le varie Zone di Protezione Speciale (Z.P.S), aree di particolare bellezza ed interesse naturalistici. Un esempio di questa peculiarità naturale è dato dal lago di Tovel, circondato da fitti boschi che si specchiano nelle sue acque blu, esso offre una spettacolare vista sulle Dolomiti!

Lo sviluppo del Trentino-Alto Adige si è sempre basato sul settore agricolo, caratterizzato da un'economia chiusa interna. Il progresso dell'attività urbana e, di pari passo, della sua cultura, sono rimasti ancorati alla forte tradizione cattolica germanica, che hanno favorito la conservazione di centri abitativi ed il mantenimento di tipiche tecniche edilizie, davvero peculiari. Per questo motivo, in tutta la regione, e soprattutto nella provincia di Trento, si nota come ogni paese o frazione, abbia un suo proprio centro storico perfettamente conservato. All'interno della regione, si nota come gli stili architettonici differiscano nelle due province. In effetti, nella provincia di Bolzano, fino alla stretta di Saronno, si nota un chiaro influsso bavarese, mentre nella provincia di Trento l'influsso è tipicamente veneto!

I castelli del Trentino-Alto Adige di origine medievale, hanno occupato picchi, sommità di colli, angoli suggestivi di laghi e fiumi, e ancora oggi caratterizzano il paesaggio con edifici di grande fascino, essendo quasi tutti in ottimo stato di conservazione. Su tutti spicca il celeberrimo Castel Beseno, in località Besenello, il più grande complesso fortilizio della regione. Altri maggiori luoghi dove è possibile notare i centri storici di maggiore interesse sono situati sui grandi percorsi di comunicazione, come Ala, Rovereto, lungo l'Adige. Borgo e Pergine Valsugana, lungo il Brenta. Poi Riva del Garda e Arco di Trento, situate all'estremità settentrionale del Garda, lungo la strada per Trento. Queste sono tutte località con delle bellissime strutture architettoniche civili e nobiliari!

I consigli della redazione

In provincia di Bolzano si possono apprezzare i centri storici della Valle Isarco: località molto belle e pittoresche come Vipiteno e Chiusa, (nota per il Monastero di Sabiona), indicate negli elenchi de "I borghi più belli d'Italia, piuttosto che Bressanone. Nella Valle dell'Adige i centri più importanti sono rappresentati da Glorenza, Merano e Salorno. In questi luoghi, l'espansione turistica si è concentrata maggiormente nei piccoli centri agricoli, dove le costruzioni in pietra e legno sono molto simili a quelle dell'area trentina, ma differiscono per l'impiego massiccio del legno, sia nelle strutture, che nei particolari decorativi (come si può notare nel piccolo villaggio di Sarentino, e di tutta la sua vallata, la Sarntal, parte del comprensorio del Salto-Sciliar).

In provincia di Trento le case tradizionali si caratterizzano per un uso abitativo più promiscuo, cioè residenziale e agricolo. In questi edifici, in effetti, viene posto un magazzino al piano terra, in quanto al primo o al secondo piano residenziale, viene aggiunto un grande fienile nel sottotetto. Sono case semplici ed accoglienti, costruite con materiali caratteristici del luogo, come pietra e legno, con tetti in pietra, cotto o, addirittura, di paglia, a seconda delle zone. Sicuramente un enorme patrimonio architetturale culturale, stratificatosi nei secoli, fino a giungere a noi, oggi, praticamente intatto. Nell'area trentina, i centri agricoli meglio conservati risultano essere più numerosi che sul versante bolzanino. Su tutti, il più importante è Canale di Tenno, frazione del comune di Tenno. Altri borghi che vale la pena nominare sono: Pietramurata, frazione del comune di Dro, nonché parte del comprensorio Alto Garda e Ledro, ed il vasto complesso rustico di Condino, situato nella Valle del Chiese. In aggiunta, si possono citare i borghi di Storo, di origini molto antiche, l'area di Lomaso (frazione del comune di Comaso Terme) o il Banale, Altopiano delle Giudicarie in Trentino, una zona occidentale della regione, compresa tra il fiume Sacra, l'Alta Val Rendena ed il fiume Chiese, note ai più per i ritrovamenti risalenti all'età del bronzo!

Sulle montagne del Trentino, in inverno come in estate, brilla l'industria turistica, caratterizzata dall'ospitalità trentina, forte anche di numeri straordinari: 437 mila posti letto (di cui 90 mila in hotel, 170 mila in seconde case) a fronte di 450 mila residenti. Una struttura agile ed efficiente, che conta molto sul calore delle gestioni familiari, senza mancare in professionalità!

Lo sci in Trentino parla il linguaggio universale dei numeri: 730 km di piste d'ogni livello tecnico servite da 278 impianti e 3.000 cannoni per l'innevamento artificiale che coprono oltre l'80 per cento delle piste. Il dislivello complessivo delle discese supera i 67 mila metri. Vanno aggiunti i 480 km di tracciati per lo sci di fondo. Tutto questo con le scenografie alpine dei gruppi montuosi come l'Adamello e il Brenta, il Sella e gli altopiani trentini. Le funivie e le seggiovie sono totalmente computerizzate a garanzia di sicurezza ed efficienza nel funzionamento. Il Trentino vanta alcune realizzazioni tecnologiche d'avanguardia, come le telecabine e seggiovie quadriposto ad agganciamento automatico che hanno sostituito, negli ultimi anni, impianti di arroccamento funiviari e di collegamento tra le ski-area. Tra queste realizzazioni si possono ricordare la telecabina all'Alpe di Tognola, impianto cardine della ski-area di San Martino di Castrozza, o nella Valle di Fassa le due telecabine di Canazei al Lupo Bianco e verso Passo Sella, anelli della lunga catena d'impianti del Sellaronda. Ed ancora, le cabinette da 6 a 12 posti in funzione a Madonna di Campiglio (quella del Grostè, di ben 6 chilometri, è la più lunga al mondo!). In Val di Fassa sono in esercizio alcune delle funivie più capaci dell'arco alpino: al Col Margherita a Passo San Pellegrino (110 posti) e al Col Rodella a Campitello (120 posti).

I più

  • +La vista sul tramonto delle Dolomiti
  • +Le montagne imponenti, i parchi naturali
  • +Le piste di sci, sentieri e scalate

I meno

  • -L'atmosfera calma la sera in città
  • -Alcune località un po' care

Tradizioni

La tradizione si è fatta magia. Il periodo che precede il Natale è magico in Alto Adige. Tradizioni e usanze sono rimaste vive e si respira ancora aria di festa autentica e familiare!

La prima domenica dell'Avvento si accende nelle case e nelle chiese la prima candela della corona dell'Avvento. Fatta in casa o comprata, la corona è fatta con rami di abete bianco e quattro candele, a simboleggiare le 4 domeniche dell'Avvento che precedono il Natale. Può essere però fatta anche con una base di polistirolo, rami di vite intrecciati, in legno o in altri materiali. Le decorazioni poi vanno dai fiocchi ai nastri, dalle bacche alle spezie. Ogni domenica si accende una candela, scandendo così l'arrivo del Natale: tutta la famiglia si riunisce attorno alla corona per pregare insieme!

In alcune valli viene celebrata ancora l'usanza del Klöckeln. In Val Sarentino questa usanza risale al XVI° secolo e si è tramandata invariata fino ai giorni nostri. Il nome "Klöckeln" deriva dalla forma dialettale di "klopfen" che significa bussare. Le tre notti del Klöckeln sono i tre giovedì dell'Avvento. Facendo un sacco di frastuono, gruppi di uomini travestiti vanno di casa in casa a raccogliere offerte e in cambio cantano due canzoni dall'antica melodia . Nella parata del Klöckeln giocano un ruolo importante due figure vestite da sposo e sposa, chiamati i "Zussler". Le radici di questa usanza sono incerte e risalgono probabilmente al periodo precristiano.

Il 6 dicembre, giorno di San Nicolò, in molte località viene organizzata una sfilata. Il Santo distribuisce dolci ai bimbi buoni, accompagnato da piccoli angioletti ma anche dai minacciosi Krampus, dei diavoli con maschere orribili che anneriscono il volto con carbone dei bambini cattivi. Una delle sfilate più particolari è quella dello Stelvio in Val Venosta con i suoi "Klosn" colorati, mentre quella di Sesto Pusteria raduna ogni anno centinaia di Krampus.

Alcuni giorni prima di Natale viene allestito nelle case il presepe. Arricchito con figure di legno o di argilla, viene spesso costruito in casa da tutta la famiglia, utilizzando anche figure in cartone colorate dai bambini. Notissime sono le statuine in legno della Val Gardena, spesso commissionate direttamente dagli acquirenti. Merita una visita il Museo dei Presepi nel Palazzo vescovile di Bressanone che mostra la più grande raccolta al mondo di presepi!

La sera della Vigilia, la notte di San Silvestro e il giorno dei Re Magi (6 gennaio), quando si fa buio, è usanza in Alto Adige benedire la casa e la famiglia. Il parroco, seguito dai familiari, gira per i locali con l'incenso per scacciare gli spiriti del male e invocare la protezione degli spiriti benigni. Si fumiga così anche la casa all'esterno e la stalla, poi ci si raduna davanti al presepe per cantare le canzoni natalizie.

I primi giorni dell'anno nuovo girano per i paesini e le città dell'Alto Adige gli Sternsinger, bambini o adulti vestiti da Re Magi che cantano di casa in casa particolari canzoni natalizie e raccolgono le offerte per qualche progetto missionario. A chi da loro un'offerta regalano carbone, incenso e un gessetto: i primi due vanno scaldati in un pentolino per poi benedire la casa, il gessetto per riportare sulla porta delle case e delle stalle la seguente scritta: 20+C+M+B+ le ultime due cifre dell'anno nuovo. Sul significato delle lettere le teorie sono due: secondo il popolo indicano le iniziali dei Re Magi Gaspare (Caspar in tedesco), Melchiorre e Baldassarre, secondo la Chiesa invece indicano la dicitura latina "Christus Mansionem Benedicat", ossia "Cristo benedica questa casa"!

Gastronomia

La gastronomia è una delle eccellenze del Trentino, nonché elemento di forte richiamo turistico tanto che questa meravigliosa regione dell'Italia settentrionale, è oggi una delle mete privilegiate del turismo enogastronomico sia italiano che straniero! I piatti tipici della cucina altoatesina sono davvero numerosi e si presentano come un'offerta variegata: si va dal pane, alle carni ai formaggi passando per i vini e le confetture. Tutti i prodotti sono legati dal denominatore comune della provenienza da una regione che fonde natura incontaminata, ambiente pulito ed un retaggio culturale di influenza austriaca.

Quando si parla di Alto Adige uno dei riferimenti gastronomici più immediati è lo speck, un tipo di prosciutto crudo leggermente affumicato che oggi gode anche del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) che sta ad indicare che in quella particolare area geografica si procede con la produzione secondo un metodo tradizionale.

Per quanto riguarda frutta ed ortaggi è immediato pensare alle mele del Trentino ed in particolare alla Val di Non, territorio nel quale la produzione di mele è davvero di gran pregio, tanto che hanno ottenuto il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) sin dal 2003. Ciò significa che si mangia una mela prodotta solo in un' area ben precisa della provincia di Trento. La mela trentina è profumata e saporita, croccante ed intensa nonché ingrediente base per alcune preparazioni di dolci come ad esempio il famoso strudel, di mele ovviamente! La produzione di frutta non si esaurisce con la mela ma si arricchisce di tutti i frutti che generosamente ci donano i meravigliosi boschi trentini. Ribes bianchi o rossi, lamponi, more e mirtilli altoatesini sono ottimi da gustare freschi ma anche sottoforma di confetture.

I canederli sono un piatto tipico della cucina altoatesina. Si tratta di una preparazione molto semplice ma a tempo stesso gustosa: un impasto a base di pane raffermo modellato in grossi gnocchi. Chiaramente il pane è solo la base di tutta una serie di varianti sia dolci che salate: li possiamo gustare con albicocche, prugne, burro e zucchero oppure con formaggi, speck e cipolla. In tutte le varianti i canederli si presentano come calorici ma a tempo stesso completi dal punto di vista nutrizionale tanto che vengono consumati come piatto unico!

Quando si parla di cucina del Trentino-Alto Adige, un richiamo più ampio ed esteso all'enogastronomia permette di argomentare su un'altra delle eccellenze trentine: i vini e le grappe. I vini altoatesini rispecchiano tutta la tradizione e la cultura di montagna che ha dato vita, nel corso della civiltà umana, a dei vini freschi, inconfondibili ed ideali per ogni tipo di piatto. Tra i vitigni autoctoni (Nosiola, Marzemino su tutti) e non (Müller Thurgau) la produzione enologica DOC (Denominazione di Origine Controllata) trentina è ben nota ed in essa è facile intercettare sentori di fieno, di mela e fiori di montagna, in un intreccio unico, espressione del Trentino come habitat ideale di tale produzione. Le grappe trentine sono molto rinomate in tutto il mondo e con esse i distillati di frutta: uva, albicocca e mela cotogna.

Un altro elemento tipico della gastronomia altoatesina è l'impiego delle spezie e delle essenze officinali: basti pensare all'odore di cannella che si sprigiona dagli strudel appena sfornati oppure all'inconfondibile sentore di chiodi di garofano che proviene da alcune varianti dei canederli dolci. L'impiego delle erbe officinali (melissa, calendula, fiordaliso, menta, malva, tarassaco) è chiaramente dovuto all'abbondante produzione spontanea delle erbe sulle alture e nei boschi!

Devono trovare menzione anche i famosi formaggi altoatesini, prodotti nelle malghe dei pascoli alpini: il Puzzone di Moena, il Trentingrana, la poina (ricotta ottenuta dal siero di lavorazione dei formaggi e talvolta affumicata). Anche altri formaggi tipici (spressa, tosèla e vezzena) sono tutti prodotti con il latte vaccino proveniente dagli abbondanti pascoli delle Dolomiti.

Alla gastronomia tipica si accompagnano anche eventi quali fiere e sagre di forte richiamo turistico, opportunità di incontro tra visitatori ed una comunità locale ospitale ed accogliente. Basti pensare alla Sagra dei canederli di Vipiteno o lo Speckfest di Funes, in provincia di Bolzano.

I piatti tipici altoatesini possono essere gustati nei piacevoli ristoranti ed osterie disseminati su tutto il territorio regionale: si tratta, per lo più di ambienti familiari dove grande attenzione è rivolta anche ai bambini affinché possano scoprire da subito i sapori delle specialità tipiche. Presso i ristoranti che hanno aderito all'assegnazione del marchio "Osteria Tipica Trentina" si è sicuri di poter degustare prodotti gastronomici di elevata qualità!

Gli eccezionali prodotti trentini, espressione di un'alta cultura alimentare che si è consolidata nel corso del tempo, rappresentano un patrimonio valido di questo territorio e meritano di essere conosciuti, gustati, assaporati e con essi merita di essere conosciuto tutto l' Alto Adige, per la salubrità dell'aria e per la vivibilità!

Souvenirs e artigianato

L'artigianato del Trentino-Alto Adige è veramente ricco e variegato e comprende la lavorazione di legno, pietra, tessuti e ricami. L'attenzione che è stata posta negli anni alla conservazione delle tradizioni e delle tecniche di lavorazione ha permesso il tramandarsi di questi antichi mestieri!

Fra le lavorazioni più caratteristiche la regione annovera quella realizzata utilizzando il rachide di penna di pavone. Il rachide, cioè l'anima della penna di tacchino o di pavone che viene ritagliata e lavorata dagli artigiani ottenendo una sorta di filo utilizzato dai ricamatori del cuoio o della pelle. Sono realizzate in rachide ad esempio le decorazioni delle cinture di pelle o delle scarpe che gli abitanti indossano con i bellissimi costumi tradizionali, inoltre sono ornate con questo materiale le borse ed i portachiavi.

La Val Gardena è una meta obbligatoria per gli appassionati del presepe: in queste zone da secoli, gli artigiani hanno costruito presepi in legno. Nessun confronto con i presepi napoletani: le statuine della Val Gardena sono costruite in legno, quasi chiaro, e anche gli abiti sono intagliati. Le dimensioni sono diverse perché spesso gli artigiani di questa valle lavorano su ordinazione. L'approccio a questo tipo di artigianato avviene con l'acquisto del pacchetto iniziale che comprende la Natività: la capannina con la Madonna, San Giuseppe, il bambino, il bue e l'asinello, fino a quando si instaura il meccanismo del collezionista. Si cominciano a cercare le più disparate figure che completano il presepe, da quelle più classiche a quelle più strane e ricercate, spesso ordinandole direttaemente all'artigiano di fiducia. Si possono acquistare così infinite tipologie di statuine per tutti i gusti e le tasche: i prezzi naturalmente aumentano se si scelgono produzioni totalmente artigianali!

Il loden, tessuto in lana di pecora caratteristico dell'Austria e dell'Alto Adige, mantiene nel tempo un numero consistente di estimatori e spesso ritorna nelle collezioni dei grandi stilisti. Nel 1500, addirittura un decreto emanato dall'arciduca Ferdinando stabiliva che la dote nuziale dovesse comprendere un loden! Oggi le cose sono cambiate ma molti clienti, anche non altoatesini, vanno a comprare questo tessuto, lavorato in maniera tale da tenere caldo durante la stagione invernale!