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Viaggio in Piemonte: fra vini, tartufi e riso

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
ll Piemonte è regione di montagne, laghi e pianure, terra del buon vino e del cibo di qualità. Sport e natura si coniugano alle attrattive culturali delle città. Torino, calamita di eventi di fama internazionale e sede di prestigiosi musei, offre l'occasione di una passeggiata nell'arte e nella storia, dall'antichità fino all'epoca contemporanea.

Guida di viaggio

Il Piemonte è diventato il centro nevralgico e laboratorio d'Italia, da quando Emanuele Filiberto decise nel 1561 di spostare da Chambery a Torino la capitale del suo regno. Di questo privilegio ha goduto tutta la regione. Il Piemonte è situato in una zona strategica nella parte occidentale dell'Italia, intercettando, così, tutti i traffici commerciali dell'area. In effetti, beneficia della vicinanza di Francia e Svizzera, e Genova è da sempre lo sbocco marittimo di questa regione, benché si trovi in Liguria. Le cose da vedere in questa regione sono tantissime. Quindi procediamo per ordine. Sicuramente si può partire dal capoluogo Torino, famoso per aver ospitato la sede centrale della Fiat, e sede del Museo dell'Automobile, che ripercorre la storia della casa automobilistica torinese. Il passato grigio e industriale ha ceduto il posto ad una città pulita e nuova, con l'ammodernamento dei trasporti pubblici, in particolare l'ampliamento della stazione di Porta Susa e Porta Nuova, e l'apertura della metropolitana, il tutto grazie ai fondi dei XX° Giochi Olimpici Invernali del 2006.

Fra i punti di forza di Torino c'è sicuramente il Museo Egizio. Situato al centro della città, è il secondo più grande al mondo dopo quello del Cairo. La Mole Antonelliana, poco distante dal Museo Egizio, con i suoi 167,5 metri di altezza è uno degli edifici in pietra più grandi d'Europa. Se si sale fino in cima, essa può offrire una vista panoramica a tuttotondo della città. Al suo interno ospita il Museo del Cinema, unico in Italia, con una vastissima collezione di cineprese che hanno resistito ai decenni e un grande assortimento di locandine originali dei film.

Torino può giocare anche l'importante carta del turismo religioso. Essa è infatti una delle città cattoliche tra le più magiche d'Europa: la Cattedrale di San Giovanni Battista ospita la Sindone, il sudario dove Cristo venne avvolto, quando venne deposto dalla croce.

I consigli della redazione

Se volete fare un tour eno-gastronomico non c'è che l'imbarazzo della scelta! Una meta assolutamente da non mancare l'area delle Langhe, Roero e Monferrato. Questa zona di oltre 10000 ettari e patrimonio mondiale dell'UNESCO, è la patria dei vini piemontesi, quali il Barolo, il Barbaresco, l'Asti Spumante e il Barbera d'Asti.

Continuando il tour, si può andare alla Festa Internazionale del Tartufo d'Alba, che propone numerose attività da settembre a novembre. Una specialità piemontese è il bollito misto, e la sua capitale è Carrù, nella provincia di Cuneo, dove verso la metà di dicembre si svolge la Fiera del Bue Grasso.

Immersa nella nebbia durante l'inverno, il paesaggio intorno a Vercelli si presenta come un'enorme distesa d'acqua attraversata da stradine e sentieri d'estate. Durante i secoli, la vita di questi luoghi è stata scandita dalle diverse tappe della coltura del riso. La provincia di Vercelli produce più di cento varietà diverse di riso. Dal Baldo all'Arborio, passando per il Nuovo Maratelli e il Sant'Andrea, ciascuno di questi risi serve alla preparazione di diversi piatti (zuppe, risotti, frittelle, torte di riso).

Un'altra zona poco conosciuta, ma che merita una visita, è il Canavese. Quest'area si estende da Torino fino alla Valle d'Aosta, e confina con il Biellese e il Vercellese. Il suo nome deriva dalla coltivazione della canapa, molto usata in passato. La città più importante della zona è Ivrea, nella quale si è sviluppata la compagnia di macchine da scrivere, prima e di computer poi, Olivetti, famosa in tutto il mondo.

Questa cittadina di poche migliaia di abitanti è famosa anche per una sua secolare tradizione: il Carnevale. Ad accompagnare le figure storiche, vestite in divisa napoleonica, divisi in squadre, ci sono i tiratori d'arance, pronti a battagliarsi fino all'ultima arancia! Durante il Carnevale viene servito il vin brulé, vino caldo. Durante questo periodo vengono inoltre consumati la polenta concia (polenta con aggiunta di formaggio), i fagioli grassi (fagioli con le cotiche) e le bugie, tipico dolce locale. Il dolce tipico di Ivrea è la torta Novecento, torta al cioccolato, molto leggera e delicata.

Un altro dolce del Canavese è il canestrello, che è originario di Borgofranco d'Ivrea. in questa Qui sono presenti i balmetti. Originali cantine costruite su dei pertugi naturali dai quali spira un'aria costante fra gli 8 ed i 10°C, caldi d'inverno e freschi d'estate, sono ideali per la conservazione dei vini e dei formaggi!

I più

  • +L'enogastronomia (formaggi e vini)
  • +Destinazione ben collegata

I meno

  • -Il clima rigido in inverno
  • -Un turismo nazionale poco sviluppato

Tradizioni

Masca

La masca è una strega o fattucchiera del folclore piemontese. Il termine deriva dall'antico provenzale mascar, borbottare, nel senso di borbottare incantesimi. Le masche sono una figura di rilievo nel folclore e nella credenza popolare piemontese: generalmente sono donne apparentemente normali, ma dotate di facoltà sovrannaturali tramandate di madre in figlia o da nonna a nipote, o per lascito volontario ad una giovane donna. Secondo la tradizione, i poteri delle masche comprendono l'immortalità ma non l'eterna giovinezza o la salute: sono quindi vulnerabili e soggette alle malattie e all'invecchiamento. Quando decidono di averne abbastanza di questa vita, per poter morire devono trasmettere i poteri ad un'altra creatura vivente, che spesso è una giovane della famiglia, ma alcune volte può essere un animale o una pianta.

Palio d'Alba

Con oltre 50 anni di storia, il palio degli asini di Alba risulta essere il palio più singolare al mondo. Esso si svolge ogni anno durante la celeberrima Fiera del Tartufo. I borghi della città sono nove e da un anno all'altro si preparano per la gara che assegna la vittoria della sfilata e della corsa al borgo migliore. Da fare sfondo alla competizione ogni borgata si sfida a colpi di costume. I costumi vengono giudicati da una giuria di esperti che valuta l'abbigliamento, il periodo storico in cui viene inserita la rappresentazione e la dedizione dei borghigiani. La sfilata medievale, con più di mille figuranti in costume tipico, comincerà, quest'anno, il sette ottobre, per le vie cittadine, per concludersi nell'arena del palio, in Piazza Cagnasso poco prima dell'inizio della corsa degli asini. Un'emozione per tutti i curiosi presenti!

Lo storico Carnevale di Ivrea

Lo spirito dello Storico Carnevale, vive nella rievocazione di un episodio, risalente al Medioevo, di affrancamento dalla tirannia. Un barone stava governando la città in modo dispotico, affamando la popolazione. Ad un certo momento dovette prendere moglie, e scelse la figlia di un mugnaio che, però, non volle sottostare allo jus primae noctis, e durante la notte di nozze decapitò il marito! Questo fatto accese le speranze del popolo oppresso che insorse. Il Carnevale ricorda questo avvenimento ogni anno, come grande Festa Civica durante la quale la comunità di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione. L'eroina della festa è la Mugnaia, con al suo fianco il Generale, che fin dai primi anni dell'800 ha il compito di garantire un corretto svolgimento della manifestazione, insieme al suo Stato Maggiore Napoleonico, composto da valenti Ufficiali a cavallo e graziose Vivandiere. Completano la galleria dei personaggi storici il Sostituto Gran Cancelliere, il Magnifico Podestà, garante della libertà cittadina, il Corteo con le Bandiere dei Rioni rappresentati dagli Abbà ed il gruppo dei Pifferi e Tamburi. A riempire di colori e profumi la città, vi è poi la famosa e spettacolare Battaglia delle Arance, momento di grande coinvolgimento e di forte emozione, rievocazione della ribellione popolare alla tirannia. Nella battaglia, il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi sprovvisti di qualsiasi protezione, combatte a colpi di arance contro le armate del Feudatario, rappresentate da tiratori su carri trainati da cavalli, che indossano protezioni e maschere che ricordano le antiche armature. In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini ed i visitatori, a partire da Giovedì Grasso, scendono in strada indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza che rappresenta l'adesione ideale alla rivolta e, di riflesso il desiderio di libertà, come fu per i protagonisti della Rivoluzione Francese.

Gastronomia

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 341 prodotti piemontesi come "tradizionali". Il Piemonte, dunque, risulta essere la quinta regione d'Italia per numero di prodotti dietro a Toscana, Campania, Lazio ed Emilia-Romagna. Vediamo alcuni piatti tipici piemontesi:

ANTIPASTI

Le acciughe al bagnet verd: si tratta di acciughe che vengono dissalate e messe sottolio, poste su pane con aggiunta di bagnet verd. Questa è una tipica salsa piemontese a base di prezzemolo e acciughe sotto sale, spesso servita con il bollito, sui tomini, le acciughe oppure su altre pietanze. La carne cruda all'Albese è tipica delle Langhe, e consiste in alcune sottili fette sottili di vitello, preferibilmente di razza fassone e necessariamente freschissimo cotto con succo di limone crudo, condite con un velo di olio di oliva extravergine, aglio, sale e pepe nero (alcuni aggiungono scaglie di parmigiano reggiano). Un altro antipasto tipico è il vitello tonnato è preparato con uno specifico taglio di carne (il girello di fassone) marinato nel vino bianco secco e aromi (carota, sedano, cipolla, alloro) per almeno mezza giornata, poi bollito in acqua con tutta la marinata. Il piatto è servito freddo avendo tagliato a fettine sottili il girello e avendole disposte nel piatto completamente ricoperte con una salsa a base di tonno sott'olio, la celeberrima salsa tonnata. Essa viene preparata frullando il tuorlo delle uova sode con capperi, talvolta acciughe sotto sale, olio extravergine d'oliva, vino bianco, qualche goccia di succo di limone, sale e pepe. Per semplicità di preparazione spesso si utilizza la maionese fatta in casa, a cui vengono aggiunti tonno, capperi e aromi.

Salumi

La mocetta è un salume di origine antica, e viene fatta a partire da tagli di carne magri, prevalentemente muscolo o coscia, di carne bovina, ovina, caprina, suina o di selvaggina (tra queste ultime particolarmente apprezzata è la carne di camoscio). Molto interessante risulta essere la preparazione. La carne, infatti, viene insaporita con aglio, alloro, rosmarino, salvia e altre erbe di montagna, quindi salata e ricoperta del liquido proveniente dalla carne stessa. Così preparata, viene lasciata riposare in un luogo fresco per un tempo variabile: nel caso di preparazione casalinga, la carne viene messa sotto peso a insaporirsi fino a 20 giorni. Nelle macellerie artigianali, spesso in ambiente in cui è stato prodotto il sottovuoto, la carne viene massaggiata da macchinari per mantenere una colorazione omogenea e salvaguardare le note aromatiche. Per entrambe le modalità la carne deve quindi asciugarsi e stagionare appesa in un locale aerato e asciutto.

Il salame di patate o salampatata ha una storia originale. Infatti, durante la seconda guerra mondiale, i contadini del Canavese e i torinesi sfollati in quella zona per sfuggire ai bombardamenti, iniziarono ad aggiungere le patate bollite alla carne per ovviare alla scarsità di materia prima necessaria alla preparazione dei salami. L'insaccato viene preparato con patate bollite alle quali viene mescolata, con il tritacarne, una eguale quantità di carne suina, a sua volta per metà magra e per metà grassa. L'impasto è inoltre salato e viene insaporito con spezie in polvere tra le quali pepe, cannella, noce moscata e chiodi di garofano nonché con grani di pepe interi. Il tutto viene poi insaccato nel budello di maiale e infine lasciato riposare per un giorno prima del consumo. Altri tipi di salame della zona sono il salame di cinghiale, salame di asino e il salame di cavallo. Il sanguinaccio o bodin è un insaccato di diverse parti di maiale. Si mescola il sangue del maiale a pane, patate e spezie e viene denominato marzapane (da non confondere con l'omonimo dolce di mandorla tipico di Sicilia e Puglia).

Formaggi

Un formaggio tipicamente piemontese è il tomino. Esso è un formaggio fatto con latte vaccino oppure misto. È prodotto con le due mungiture della giornata. Portato a bollire, viene fatto raffreddare per poi essere tagliato e frantumato sottilmente. Se fresco, la pasta si presenta morbida, umida e bianca. Se stagionato la crosta è sottile e la pasta leggermente paglierina. Il modo migliore per gustare i tomini è con il bagnet verd o con il bagnet ross. Quest'ultima è una tipica salsa piemontese a base di peperone e pomodoro, da cui prende il nome. Viene servita anche con il bollito misto. Un'altra variante sono i tomini elettrici. Essi sono dei tomini guarniti con peperoncino piccante, salsa di pomodoro, olio di oliva, aceto, aglio, sale e pepe. Per lo più si comprano giù fatti in vasetti, pronti per essere venduti.

PRIMI PIATTI

Gli agnolotti piemontesi, agnolòt, sono una specialità di pasta ripiena tradizionale del Piemonte, ed in particolare, della zona del Monferrato, nelle province di Alessandria e Asti, ma diffusa in tutta la regione. Per il ripieno è consuetudine utilizzare gli avanzi di arrosto dei giorni precedenti, triturati e mescolati fra loro, insieme a verdure, o altri ingredienti. La ricetta originale prevede di riutilizzare non solo la carne avanzata, ma anche l'intigolo dell'arrosto, coerentemente con la tradizione contadina che prevede di evitare ogni spreco. Pur potendo essere cucinati in diversi modi, sono quattro le ricette tradizionali: con sugo di carne arrosto, con burro, salvia e Grana Padano o Parmigiano Reggiano, con ragù di carne alla piemontese, e con il brodo di carne.

La polenta concia è uno dei tanti modi per condire la polenta. In particolare, essa viene prepara aggiungendo alla polenta del formaggio. La polenta viene cotta all'interno di un paiolo di rame nel quale viene girata con un bastone di legno per alcune ore, poi poco prima della messa in tavola, viene aggiunto del formaggio, che generalmente è la toma (per la versione piemontese).

Un primo piatto principe della cucina piemontese, che abbina due prodotti molto tipici della regione, è il risotto al Barolo. Si tratta della preparazione tipica del risotto, con riso rigorosamente proveniente dal vercellese, al quale durante la cottura viene aggiunto il vino Barolo, il re dei vini piemontesi e rinomato a livello italiano ed internazionale. Non scordarsi di mantecare il risotto cinque minuti prima della messa in tavola.

SECONDI PIATTI

Il bollito misto è un secondo piatto costituito da vari tagli di carne bovina che vengono fatti bollire a lungo e poi serviti insieme molto caldi, con l'aggiunta delle verdure bollite insieme alla carne, solitamente carote, zucchine e patate, oltre ad eventuale purè di patate. I vari tagli di carne possono esere: scaramella, 'brut e bon', spalla, coda,muscolo,lingua,testina,bellico, costolina, e sorra. Generalmente si mangia con il bagnet verd e con il bagnet ross.

Il cervo al civet è un particolare procedimento per la cottura della selvaggina. La ricetta del civet aiuta a moderare il gusto forte di questo tipo di carne facendola macerare per molte ore nel vino. Per la preparazione, bisogna tagliare la carne di cervo in cubetti abbastanza grandi. Successivamente bisogna anche tagliare sedano , carote e cipolle a pezzi. Sistemare la carne di cervo e le verdure in un contenitore capiente e coprire tutto con del vino. Infine, aggiungere i chiodi di garofano, la salvia , il rosmarino e l'alloro. Lasciare in infusione per almeno 6 ore. Successivamente basta cuocere il tutto e far evaporare il vino, per ottenre un ottimo piatto. Questo metodo di preparazione è l'ideale per qualsiasi tipo di carne, ma soprattutto per cervo, cinghiale, e coniglio.

Il brasà, ovvero brasato al Barolo, è il principe dei secondi piatti piemontesi. Esso consiste in uno stufato cotto a lungo nell'omonimo vino. Per questo tipo di piatto, è preferibile utilizzare carne di bovini appartenenti alla razza piemontese fassone, allevati secondo il disciplinare tipico di questa razza. Il taglio più adatto è il cosiddetto "arrosto della vena" o "cappello del prete", ricavato dal quarto anteriore. In alternativa è possibile utilizzare altri vini rossi corposi, preferibilmente di vitigno nebbiolo, ma in tali casi si parlerà di brasato al vino rosso piuttosto che barolo, date le caratteristiche peculiari e inimitabili dello stesso. La cottura, della durata di diverse ore, permette alla carne di insaporirsi degli aromi (spezie, erbe e verdure) presenti nel vino, oltre che di ammorbidirsi. Talvolta il taglio di carne viene lasciato marinare a temperatura ambiente per mezza giornata nel vino, prima di passare alla cottura vera e propria, al fine di ammorbidire ulteriormente la carne (come avviene solitamente per la preparazione della selvaggina).

PIATTI UNICI

La bagna càuda

Più che un piatto, è un rito conviviale che prevede la condivisione del cibo in forma collettiva da parte dei commensali, che lo attingono tutti insieme da un unico recipiente somministratore (in lingua piemontese diàn o fojòt). Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno ed in inverno: una delle leggende sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per ricompensare i vendemmiatori del lavoro prestato. La bagna cauda è una preparazione a base di aglio, olio extravergine d'oliva ed acciughe dissalate, il tutto ridotto a salsa mediante una paziente cottura . Volendo si possono aggiungere agli ingredienti anche burro, panna da cucina, latte e noci tritate. Essa viene portata in tavola nel suo tegame di cottura chiamato "dian", rigorosamente in terracotta, e mantenuto alla giusta temperatura mediante uno scaldino di coccio riempito di braci vive, chiamato scionfetta . Oggi sono diventati di uso comune appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa. Si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione solitamente divise tra crude e cotte (specialmente cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, cavolfiore, topinambur, barbabietole, patate cotte a vapore, rapanelli, rape).

Il fritto misto alla piemontese

Il fritto misto è forse il piatto più rappresentativo della cucina piemontese. Non si compone di ingredienti fissi, ma di una varietà di gusti e sapori che possono cambiare a seconda della satgione e delle preferenze. Solo alcuni ingredienti sono considerati obbligatori per un buon fritto misto alla piemontese: i semolini, gli amaretti (ammorbiditi nel latte strizzati ed impanati), le animelle, le cervella, i filoni di fegato bianco e nero, salsiccia e le bistecche di pollo. Se si vuole "alleggerire" il tutto, si possono aggiungere alcune verdure, come le melanzane o le zucchine, impanate e fritte, ovviamente!). La preparazione è abbastanza lunga. Innanzitutto bisogna tagliare tutte le carni in pezzi medio-grandi. Successivamente passarle prima nella farina poi nell'uovo sbattuto e quindi nel pangrattato. Friggere il tutto in una padella con abbondante olio o burro, tenendo presente i diversi tempi di cottura che richiedono gli ingredienti. Non bisogna dimenticare che il fritto misto alla piemontese cotto al punto giusto deve essere pronto tutto nello stesso momento! Adagiare quanto si è preparato su uno o più piatti di portata caldissimi, salare e servire immediatamente, con una scorza di limone.

DOLCI

Tra i dolci presenti in Piemonte ci sono quelli già confezionati e pronti al consumo come: gli amaretti di Mombaruzzo, i baci di dama, i gianduiotti, i krumiri, i nocciolini di Chivasso, le paste di meliga, i torcetti, ed il torrone di nocciole. Per quanto riguarda i prodotti che si possono trovare nei ristoranti, essi sono: meringa alla panna e meringata, panna cotta, torta di nocciole (tonda gentile delle Langhe), torta di castagne e castagnaccio, il bonèt, un crème caramel a base di amaretti e rum. Il Carnevale ricopre ha un ruolo importante in Piemonte e per l'occasione vengono preparate i fricieuj ad pom (frittelle di mele), le bugie ed i vari tipi di canestrelli, tra cui i celebri canestrelli di Borgofranco d'Ivrea.

VINI

Il vino è molto presente nella regione piemontese. I principali prodotti secondo la Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) sono: Alta Langa spumante, prodotto nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Roero Arneis prodotto nella provincia di Cuneo. Barbera d'Asti prodotto nelle province di Alessandria e Asti. Barolo prodotto nella provincia di Cuneo. Brachetto d'Acqui passito prodotto nelle province di Alessandria e Asti. Dolcetto di Diano d'Alba prodotto nella provincia di Cuneo. Erbaluce di Caluso prodotto nelle province di Biella, Torino e Vercelli. Erbaluce di Caluso passito prodotto nelle province di Biella, Torino e Vercelli. Erbaluce di Caluso spumante prodotto nelle province di Biella, Torino e Vercelli. Moscato d'Asti prodotto nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Indice di confort meteo

Scopri le previsioni meteo settimanali di Piemonte . I diversi criteri climatici utilizzati ci permettono di suggerire con precisione il miglior periodo per partire a Piemonte . Gli indici temperatura, pioggia, abbronzatura o ancora l'indice vento vi permetteranno, grazie ad un indice meteo globale, di scegliere tra le attività che più si adattano alle condizioni climatiche previste per il periodo selezionato e in tal modo, godere a pieno delle proprie vacanze a Piemonte .

agosto

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Souvenirs e artigianato

Per quanto riguarda gli acquisti, il Piemonte ha tanto da offrire. Il prodotto che va per la maggiore, sicuramente sono i suoi vini. Anche sul verante culinario la regione può attirare il turista, con prodotti tipici, come riso, formaggi, salumi e dolci vari. L'artigianato ricopre un settore nevralgico, in quanto l'antica maestria si può trovare in diverse zone della regione, come a Valenza Pò per l'oro, piuttosto che gli ombrelli completamete fatti a mano e su misura della ditta Marchesato a Saluzzo. Un altro importante sito dove fare acquisti a prezzi modici è Biella. Questa cittadina è un importantissimo centro tessile e manifatturiero, dove è possibile trovare prodotti di abbigliamento completamente made in Italy. Se, invece, si vuole fare un giro piacevole ammirando le vetrine dei negozi, ci si può recare a Torino, percorrendo le eleganti vie del centro, come via Roma e via Garibaldi, incorciando Piazza San Carlo e Piazza Castello, fino ad arrivare in Piazza Statuto!