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Le isole Faroe: l'arcipelago vergine della Danimarca
(a cura di Alice Figini)

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Nel mezzo dell'oceano atlantico esistono delle isole vulcaniche, immerse in un paesaggio naturale lussureggiante. È l'arcipelago delle Faroe, una realtà pittoresca intrisa di tradizioni locali e leggende vichinghe. La meta ideale per un turismo escursionistico, alla scoperta della natura...

Guida di viaggio

Sembrano una terra primordiale e forse un po' lo sono: il loro nome, Fær Øer, significa letteralmente 'isole lontane'. Soltanto di recente sono state scoperte dal turismo internazionale, complici le imponenti scogliere del Vestmanna, la splendida cascata di Mulafossur e l'alta vetta del Slættaratindur. Le isole Faroe sono un arcipelago roccioso e frastagliato composto di 18 isolette nel mezzo dell'atlantico. Le loro vallate verdeggianti emanano un incanto ancestrale; fuori dai piccoli centri abitati si avverte solo una solitudine incontaminata e si respira la brezza proveniente dall'oceano, mentre nel cielo volano colorati stormi di uccelli di ogni specie.
Le Faroe sono una meta molto rinomata per le attività escursionistiche, il trekking, il kayak, e il birdwatching; ma allo stesso tempo attirano i visitatori grazie al folcklore caratteristico della popolazione locale, e ai numerosi eventi e Festival organizzati nel corso della vivace stagione estiva.

La storia
Queste isole sono abitate fin dall'Alto Medioevo, i primi ad arrivarci furono dei monaci scozzesi e irlandesi; ma l'afflusso migratorio più consistente provenne dalla vicina Norvegia. In seguito alla separazione tra i Regni di Norvegia e Danimarca si stabilì per decreto governativo che la territorialità dell'arcipelago dovesse passare alla seconda. Da quel momento l'influenza danese sul territorio cominciò a diventare predominante. Oggi l'arcipelago delle Faroe ha ottenuto l'autonomia della propria politica interna, mentre per quanto riguarda la difesa e gli affari esteri è ancora dipendente dal Regno di Danimarca. Le isole sono slegate da qualsiasi vincolo territoriale, non appartengono all"Unione Europea, e puntano alla totale indipendenza dalla madrepatria già preventivata nei prossimi progetti del governo.

La bandiera delle Faroe si compone di una croce scandinava rossa con contorno blu su sfondo bianco, il suo nome in faroese Merkið significa "marchio". L'arcipelago è anche dotato di una propria squadra di calcio nazionale che si è fatta valere in numerose competizioni mondiali, nel rinomato stadio di Torshavn furono ospitati i Campionati europei nel 2011.

I consigli della redazione

Per un'esperienza indimenticabile le tappe da non perdere sono sicuramente l'isola di Sandoy, per gli amanti del trekking e della bicicletta; e una gita al villaggio di Sandur dove visitare un museo sulle tradizioni locali e riposare sulla spiaggia dorata dell'isola. Ideale per il birdwatching è poi Mykines, dalla natura selvaggia e incontaminata, dove si riproducono ogni anno le caratteristiche specie delle pulcinelle di mare, gli uccelli marini che vivono sull'arcipelago, il numero di questi esemplari supera di ben 10 volte quello degli abitanti. Qui potrete sbirciare anche nei nidi dei gabbiani e vedere da vicino specie protette come procellarie, gazze marine, ostrichieri e corimani.
Se invece volete lasciarvi ammaliare da antiche leggende la meta perfetta è l'isola di Kalsoy dove troverete la statua della donna-foca, che dando le spalle al mare sembra ammirare il villaggio sulla scogliera. La storia narra che almeno una volta all'anno le foche si tramutassero in donne per poter giocare sulla riva, e un giorno una di queste donne foca si innamorò di un pescatore; il finale della leggenda non ve lo raccontiamo, sarete liberi di scoprirlo di persona nell'atmosfera suggestiva del luogo.
Un'attrazione tipica da visitare è Kirkjubøur, la più antica fattoria abitata del mondo, che vi garantirà un'immersione totale nell'atmosfera d'altri tempi delle isole Faroe.

I più

  • +La destinazione attira pochi turisti.
  • +La natura è incontaminata.

I meno

  • -Il clima riduce molto la stagione turistica.
  • -La ricettività è scarsa.

Tradizioni

I mesi di luglio e agosto sono perfetti per visitare le Faroe: la festa più attesa dell'anno si celebra tra il 28 e il 29 luglio, ed la Olavsoka indetta per commemorare la morte di San Olaf, il Re di Norvegia. La ricorrenza dà luogo a due giorni di festeggiamenti, con abiti tradizionali, lunghe serate di intrattenimento, danza e degustazione di piatti locali.
D'estate inoltre si tengono numerosi eventi musicali, come il G-Festival; il SummerFestival e il Summartònar, il più grande festival di musica classica contemporanea che anima tutte le isole, portando gli spettacoli nelle piazze, nelle strade e addirittura all'interno delle chiese.

Una delle tradizioni che ha reso le isole Faroe tristemente famose in tutto il mondo si chiama Grindadrap, ed è la mattanza delle balene. A lungo si è cercato di combattere questa macabra usanza, che ha fatto assurgere le isole Faroe all'attenzione della stampa internazionale. È tradizione che i faroesi attuino la caccia ogni anno nel periodo tra luglio e settembre: un tempo questa attività veniva svolta dagli abitanti per motivi di sostentamento, oggi semplicemente si perpetua come parte integrante del folcklore locale.
Non è un bello spettacolo, considerando che questi grossi cetacei vengono trascinati sulla spiaggia tramite grossi uncini e poi lasciati agonizzanti a spegnersi nel dolore. È un'amara usanza che viene perpetuata spargendo sangue in questo luogo idilliaco, e tinge di rosso il panorama incontaminato delle isole Faroe.

Gastronomia

Uno degli aspetti più particolari e interessanti di questo arcipelago disperso in mezzo al nulla è certamente dato dalla specificità della sua cucina.
Uno degli spuntini tipici faroesi è dato dal grasso di balena servito con patate lesse e stoccafisso. Le specialità a base di pesce fanno parte del menù classico delle isole, come lo scampo affumicato con aghi di pino o i gamberetti essiccati con le erbe di brughiera, ma non mancano altre prelibatezze come la carne di montone o l'agnello cotto nella birra. Nell'arcipelago sono presenti numerosi greggi, tanto che iniziammente si credeva che il nome Fær Øer significasse "isola delle pecore". L'arcipelago conta inoltre un pregiatissimo allevamento di salmoni, la merce più esportata dell'isola. Un piatto di salmone crudo è quindi assolutamente da provare, meglio ancora se accompagnato da un boccale di Okkara, la gustosa birra locale distillata sull'isola di Streymoy.

Souvenirs e artigianato

Se state pensando a un souvenir da portare come ricordo di questo arcipelago da sogno, non abbiamo dubbi su cosa consigliarvi. Le Faroe sono rinomate per la loro eccellente produzione di lana: quindi non vi resta che acquistare un bel maglione tipico di fattura artigianale. Nel caso il prezzo sia al di sopra delle vostre possibilità - un buon maglione costa infatti più di cento euro - potrete rimediare con un gomitolo di lana del posto, ne vendono ovunque di vari tipi e colori. In alternativa, se siete appassionati di design nordico, potrete fare un giro tra i negozi di Torshavn che vendono tantissimi soprammobili e accessori originali per arredare casa.