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Porrablót Islanda
Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica Profilo

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La festa tradizionale islandese si chiama 'Þorrablót'. Il termine nasce dalla riunione di due parole: 'Blót' che significa 'sacrificio' e 'Þorri', il quarto mese dell'inverno dell'antico calendario islandese. Quest'ultimo inizia il venerdì della tredicesima settimana d'inverno, che corrisponde al 19-25 gennaio.
Secondo la spiegazione più diffusa nei racconti islandesi, gli dei del tempo devono essere resi amichevoli. Gli Islandesi li invitano quindi a partecipare alla festa, che si svolge tra la fine di gennaio e la fine di febbraio.
Per l'occasione, un banchetto all'antica viene allestito con la massima cura. È tradizione festeggiare con piatti dolci o acidi, carne di pecora o grasso di balena conservati nel latticello aspro, testicoli di ariete e squalo frollo, carni bollite conservate in un acido lattico per tre o quattro mesi, testa di montone, pâté di testa di montone.
Oltre a questi piatti tradizionali e occasionali, sulle tavole si trova inoltre montone affumicato, purè di rapa, gallette di segale o pesce essiccato. Tutto questo ovviamente accompagnato dal Brennivin, soprannominato "Black death" (morte nera), un'acquavite islandese a base di cumino.

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