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Una nuova tassa per i turisti di Venezia è forse in arrivo
Pubblicato il 12/05/2019 10 condivisioni

SocietàItalia

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Su Venezia scende di nuovo il velo burrascoso delle tasse rivolte ai turisti: dopo il contributo di sbarco per ti visitatori giornalieri, è in arrivo la tassa che i turisti saranno costretti a pagare per finanziare la grande opera di salvaguardia venziana: il Mose. Polemiche, dibattiti e pensieri contrastanti stanno riaccedendo i riflettore su una questione delicata e da anni fragile.

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© givaga/123RF

Non molti mesi fa, tra dicembre e gennaio, un velo di polemiche aveva avvolto la romantica Venezia. La proposta per l'introduzione dell'ormai noto "contributo di sbarco" ha infatti infervorato animi e idee. D'altra parte tale tassa era entrata in vigore già da anni ma era riservata solo a coloro che pernottavano per alcune notti nella laguna: si riteneva opportuno far contruibuire alle spese cittadine solo coloro che usufruivano davvero dei servizi offerti da Venezia. A generare pochi mesi fa dispute e contrasti è stata la volontà di estendere il contributo anche a chi trascorre una sola giornata presso il comune lagunare.

Sebbene la questione sia risolta, le polemiche non sono terminate. A riaccendere il dibattito è la nuova proposta fatta dal ministero di Danilo Toninelli: l'introduzione di un'ulteriore tassa che i turisti dovrebbero pagare per sostenere i costi di gestione e manutenzione del Mose, un insieme di dighe mobili che separa la laguna di Venezia dal mare per eliminare il rischio di alluvioni durante l'alta marea. I lavori per la realizzazione del Mose sono iniziati nel 2013 sulla scia del precedente babyMose di Chioggia e hanno investito le tre bocche lagunari: Malamocco, Lido e Chioggia. Nonostante il taglio del nastro della grande opera di salvaguardia sia stato programmato per il 2016, i lavori di costruzione sono attualmente attivi: il Mose entrerà probabilmente in funzione nel 2021. L'opera per la salvaguardia di una delle città più visitate al mondo - di un luogo nel quale arte, storia e mare si fondono fino a creare un gioiello raro - è costata alle casse pubbliche 5,493 miliardi di euro.

In ragione di ciò Danilo Toninelli e il suo ministero hanno avanzato la proposta di chiedere una quota obbligatoria ai turisti affinchè l'opera di salvaguardia sia finanziata agevolemente, un emendamento al decredo Sblocca cantieri presentato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La risposta alla progetto non si è fatta attendere. Dal fronte politico Gian Marco Centinaio afferma che "sul Mose non si devono mettere le mani nelle tasche dei turisti - tuona il ministro del Turismo. Non esiste da nessuna parte che un'infrastruttura nazionale debba essere finanziata perpetrando un vero e proprio furto a danno di tutti coloro che vengono a visitare Venezia". D'altronde, prosegue Centinaio, "vado ripetendo da mesi di essere contrario alla tassa di soggiorno, che sia di scopo e non per coprire i buchi dei comuni, e dall'oggi al domani viene architettata una vera e propria follia: una tassa per sovvenzionare una struttura pubblica! Mi batterò in tutti modi affinché venga ritirato immediatamente questo provvedimento dello sblocca cantieri".

Cosi il ministro conclude: "sembra che qualcuno le stia pensando tutte per cacciare i turisti dal Veneto e da Venezia: prima la tassa di sbarco, poi i tornelli, ora questo. L'ho già detto e lo ripeto: vogliamo diventare un Paese turistarepellente?".  A biasimare duramente l'emendamento sono stati anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il governatore del Veneto Zaia. Con la tassa di cotributo al Mose, infatti, saliranno a tre i prelievi monetari ai quali un turista sarà sottoposto per poter godere dell'incanto di Venezia. Una domanda forse retorica sorge spontanea: l'eccesso di prelievo fiscale nei confronti dei visitatori potrebbe ostacolare la fama della romantica Venezia?