Pubblicato il 24/10/2018

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Sciopero nazionale: caos in tutti i settori del trasporto

Se il 25 e il 26 ottobre avevate in programma di mettervi in viaggio, probabilmente fareste meglio a cambiare idea

Lo sciopero colpisce tutti i settori dei trasporti

© Brian Kinney/123RF

Una serie di scioperi sono stati indetti nelle giornate del 25 e 26 ottobre in tutti i settori del trasporto pubblico e privato - urbano, ferroviario, marittimo e aereo -, nell'ambito di una giornata di sciopero generale e nazionale proclamato da Usi, Cub, Sgb e Sial Cobas, con il concreto rischio di gravi disagi nella viabilità.

Per quanto riguarda i treni, lo sciopero partirà da giovedì 25 alle 21:00 e si protrarrà per 24 ore, dunque fino alle 21 del giorno seguente. Coinvolgerà il servizio ferroviario di Trenitalia, Italo e Trenord. Trenitalia garantirà tuttavia alcuni servizi minimi, e lo stesso Italo, che avrà alcuni collegamenti assicurati.

Per i il trasporto aereo lo scioperà durerà tutta la giornata di venerdì 26, coinvolgendo però solo il personale Sea e Airport Handling di Milano Malpensa e Linate e quello del personale dell'aeroporto di Bologna, dalle ore 10 alle ore 14. Anche lo sciopero nel trasporto marittimo durerà tutta la giornata.

I trasporto pubblici nelle diverse città seguiranno orari e modalità differenti. A Roma Atac e Cotral non hanno ancora dato comunicazioni, mentre a Milano Atm ha comunicato che lo sciopero sarà in vigore dalle 8.45 fino alle 15, quando sarà sospeso per riprendere poi dalle 18 fino al termine del servizio.

Lo sciopero nazionale non riguarderà solo i trasporti, ma anche i settori dell'istruzione e della sanità. Rispetto alle motivazioni generali dello sciopero, in una nota pubblicata dal Dipartimento dell Funzione pubblica si legge: "Lo sciopero generale è stato indetto per protestare, tra l'altro, contro le misure governative, il peggioramento delle condizioni lavorative, la riduzione del sistema di protezione sociale e la piena fruizione dei diritti sociali e sanitari, per l'Istruzione pubblica e contro la legge 107/2015 per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e a favore di investimenti pubblici per ambiente e lavoro".