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I rimborsi che si possono richiedere per l'emergenza Coronavirus
Pubblicato il 26/03/2020

FormalitàItalia

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L'Unione nazionale dei Consumatori ha compilato un ricco vademecum in cui vengono specificati i diritti degli utenti ed i nuovi riferimenti normativi su cui fare leva, con l'elenco delle spese rimborsabili dopo il varo degli ultimi decreti.

Quali rimborsi richiedere?

Quali rimborsi richiedere?
©Marek Uliasz/123rf

Secondo il codice civile chi paga per avere un servizio che poi, non per colpa sua, non viene effettuato, ha diritto di essere rimborsato.

Trasporti pubblici

Con la sospensione su tutto il territorio nazionale della circolazione delle persone, è essenziale distinguere i servizi di trasporti rimasti attivi oppure no. Per i servizi ancora attivi, in linea teorica, questi potrebbero essere utilizzati dall'abbonato per gli spostamenti consentiti (motivi di lavoro, salute o necessità), quindi per i consumatori che non intendono giovarsene è consigliabile di recedere per iscritto e sospendere i pagamenti (ad esempio, l'abbonamento era stipulato per spostamenti di lavoro e il consumatore è stato messo in smart working).

Alberghi

Con il decreto Cura-Italia, chi aveva prenotato un albergo, ha diritto alla restituzione delle somme versate: l'albergatore non può trattenere l'anticipo o la caparra, non essendo il consumatore inadempiente. Anche chi aveva prenotato un hotel per lavoro, se non ritiene che sussistano comprovate esigenze per viaggiare, ha diritto alla restituzione di quanto versato. Per i pacchetti turistici, ricordiamo che per i soggiorni prenotati oltre il 3 aprile 2020 (ad esempio vacanze estive), la normativa non consente attualmente di disdire questo tipo di viaggi.

Settimana bianca

Si ricorda che chi aveva acquistato un abbonamento stagionale o skypass per la stagione invernale (o per più giorni), ha diritto alla restituzione della quota parte dell'abbonamento non più utilizzabile (anche se le condizioni contrattuali lo escludono, perché in questo caso sarebbero vessatorie).

Vacanze all-inclusive

Ne decreto legge del 2 marzo è indicato che per i pacchetti turistici all-inclusive, fino al 3 aprile 2020, permanendo il divieto degli spostamenti decisi dal Governo, si applica l'art. 41 del Codice del Turismo che dà al consumatore la possibilità di recedere dal contratto: l'organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore oppure può procedere al rimborso, ma può anche emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.