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Più voli per la Birmania, l'apertura continua
Pubblicato il 22/08/2013 Modificato il 20/07/2015

TrasportiMyanmar

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Un tempo considerato uno dei paesi più chiusi al mondo, in concorrenza diretta con l'isolatissima Corea del Nord, il Myanmar continua la sua apertura verso il mondo e il turismo.

Un tempo considerato uno dei paesi più chiusi al mondo, in concorrenza diretta con l'isolatissima Corea del Nord, il Myanmar continua la sua apertura verso il mondo e il turismo. Se in passato l'unica entrata possibile nel paese sanciva un passaggio obbligatorio da Yangon (il più spesso effettuato dalla vicina Bangkok), la Birmania è ormai collegata alla sua vicina thailandese da due voli diretti verso Mandalay ma anche verso la sua capitale amministrativa Naypyidaw. Ad annunciare questa nuova tratta è la compagnia Bangkok Airways.

La notizia è riportata dal Bangkok Post per una rotta che dovrebbe essere operativa a fine settembre, tre voli settimanali con partenza dall'aeroporto internazionale di Bangkok - Suvarnabhumi. La tratta - ricorda il quotidiano thai - entrerebbe in diretta concorrenza con il vettore low cost Thai Air Asia, che aveva annunciato in giugno scorso il volo verso la capitale birmana per la stagione invernale (rotta tuttavia che resta in attesa di conferma).

I vettori thailandesi sembrerebbero così confermarsi i protagonisti dei viaggi in Birmania. D'altronde, porterà la firma di una low cost del Paese del Sorriso, la Nok Air, anche un ulteriore volo verso Yangon dal 1° novembre prossimo, con partenza - questa - dall'aeroporto di Bangkok Don Mueang. La compagnia proporrà inoltre un interessantissimo collegamento verso il Myanmar dal nord della Thailandia. Dal varco di frontiera di Mae Sot, nel cuore del triangolo d'Oro, sarà possibile imbarcare a partire di fine ottobre su un aeromobile verso Yangon. Ai viaggiatori sarà quindi concessa una comoda porta verso il paese dalle Mille Pagode. Nel passato, infatti, il passaggio della frontiera thai-birmana a Mae Sot era permesso ma limitava il turista a spostamenti unicamente nella regione di Tachileik.

Naypyidaw, una capitale fantasma

Desta sorpresa la tratta verso Naypyidaw. Capitale ufficiale della Birmania, la città è di tutto punto frutto del generale Than Shwe che volle - con la sua costruzione - eclissare Yangon la ribelle. Posizionata a più di 300 chilometri a sud della principale città birmana, in piena campagna, Naypyidaw fu costruita integralmente a partire delle metà degli anni 90. Con un'estensione di più di 7 000 chilometri quadri, la città è un inno alla smisuratezza. Dei grandi vialoni vuoti - riporta un corrispondente di Libération - sfociano alle volte su colline o strade di campagna. La Friend of King Avenue - per esempio - vanta 18 corsie, per lo più deserte, percorse al massimo da qualche bicicletta, un camion o alcune berline smunte. Progettata per diventare una "residenza di re", Naypyidaw non si è rianimata neanche dopo il trasloco surreale di tutte le amministrazioni di Yangon il 6 novembre 2005 alle 6:37 del mattino. La data e l'ora, scelte per la loro congiunzione proprizia, non hanno aiutato la città che, otto anni più tardi, non riesce a prendere vita.