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La drammatica situazione calabrese: il Tito Minniti è a rischio chiusura
Pubblicato il 06/10/2019

TransportiItalia

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Vettori in fuga dall'aeroporto di Reggio Calabria. Il Tito Minniti versa in condizioni disastrose: è una destinazione inappetibile per le compagnie aeree. Il futuro dello storico aeroporto dello Stretto oggi appare appeso ad un filo...

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© Stefano Garau/123rf

Al momento non esiste nessuna programmazione per i voli invernali 2019-2020, tutti i principali vettori che servivano lo scalo Tito Minniti di Reggio Calabria sono in fuga: la decisione più recente è di Blue Panorama che il 22 settembre 2019 ha operato l'ultimo volo diretto a Milano salutando per sempre l'aeroporto dello Stretto.
La compagnia di gestione del vettore, Blu Express, serviva lo scalo aeroportuale calabrese dal 2011 garantendo collegamenti con Milano-Linate e Roma-Fiumicino; ora non più. L'addio di Blu Express si accompagna a quello di Blue Air, che ha annunciato l'ultimo volo per Torino per il 26 ottobre 2019.

Delle tre principali compagnie che servivano il Tito Minniti rimane con certezza solo Alitalia, la cui situazione economica di fatto non è proprio rosea: nell'arco di un anno ha infatti dimezzato del 50% i dipendenti attivi sullo scalo.
Attualmente la compagnia opera solo voli giornalieri per Milano e Roma in orari, tra l'altro, poco utili all'utenza.

Poca affluenza

Inutile sottolineare che la situazione è allarmante: nessuna nuova compagnia sembra intenzionata a servire lo scalo, persino la low-cost Ryanair non ha più dato notizie. Dal mese di novembre 2019 la programmazione aeroportuale langue. Il Comitato pro-aeroporto dello Stretto si è riunito nei giorni scorsi per valutare la condizione dello scalo aeroportuale e i dati raccolti si sono rivelati preoccupanti. Il meeting ha evidenziato la ferma decisione da parte delle principali compagnie aeree di abbandonare l'aeroporto di Reggio: lo scalo quest'anno ha registrato il minor afflusso di passeggeri della storia.

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Le previsioni

I vertici delle compagnie aeree hanno ribadito di non avere alcuna intenzione di potenziare le tratte sul territorio alludendo alla mancanza di una corretta programmazione di piani attrattivi da parte delle istituzioni locali. Si prefigura un futuro nero per lo storico centro aeroportuale dello Stretto, dedicato alla memoria di Tito Minniti, aviatore italiano eroe della guerra d'Etiopia.

La situazione

Mentre lo scalo aeroportuale dello Stretto registra la peggiore crisi di sempre, il vicino aeroporto di Lamezia Terme sembra vivere un'inaspettata rinascita registrando un numero record di passeggeri. Il problema - dicono in molti - è dovuto alla gestione unica degli aeroporti calabresi da parte della società SA.CAL.
La gestione doveva essere finalizzata a valorizzare l'unicità di ciascuno scalo, eliminando ogni forma di concorrenzialità, ma non è stato così.
Il nuovo programma di gestione avrebbe dovuto incentivare le tratte nazionali: le ha invece dimezzate. Già lo scorso giugno Blue Panorama aveva annunciato la chiusura definitiva dei collegamenti con Piemonte ed Emilia Romagna; il primo segnale della morte lenta toccata in sorte al Tito Minniti. Oggi l'aeroporto dello Stretto patisce la sua agonia, mentre continuano inesorabili gli annunci di "ultimi voli" a partire da fine ottobre, e persino la fedele Alitalia dimezza le tratte sullo scalo.

L'allarme lanciato dalle istituzioni

Le istituzioni locali hanno lanciato l'allarme, serve un progetto politico serio e articolato per scongiurare la chiusura dell'aeroporto dello Stretto. Il senatore comunale di Reggio Calabria, Massimo Ripepi ribadisce: "Non ci salveranno i 25 milioni destinati a restyling e ammodernamento, se non possiamo contare su un'offerta commerciale competitiva e costante."
Ripepi osserva che il Tito Minniti necessita, per sopravvivere, di un decisivo piano di rilancio. Dal quadro delineato emerge che al centro del problema ci sia un forte deficit della Regione Calabria in quanto ad attrattive turistiche e infrastrutture. Reggio Calabria sta diventando una meta inappetibile per il turismo e le conseguenze si riverberano sullo scalo aeroportuale. La salvezza del Tito Minniti dipende anzitutto dalla capacità di promuovere la città di Reggio come destinazione attraente, moderna e innovativa.

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Oggi la situazione dell'aeroporto dello Stretto si rivela avvilente. Ci sono viaggiatori costretti ad un'attesa di 24 ore per un volo, compagnie aeree in fuga e altre che dimezzano le tratte. Alitalia sopravvive a stento; ma sta già dando segni di resa.
L'agonia del Tito Minniti si accompagna alla morte turistica della città di Reggio e alla crescente disperazione dei cittadini.

Una mobilitazione collettiva

La vicenda rappresenta una sconfitta per la classe politica alla guida della città metropolitana che ora attende un intervento salvifico da parte del Governo. Gli amministratori affermano: "Reggio Calabria ha bisogno di programmazione, altrimenti non si può parlare di vocazione turistica."
La mancanza di collegamenti aerei appare quindi come un riflesso della disastrata condizione viaria ed economica in cui versa il territorio.
È prevista una mobilitazione collettiva nei prossimi giorni per richiedere l'intervento dello Stato e portare alla ribalta le problematiche condizioni del Tito Minniti.
L'unica consapevolezza è che il futuro della regione calabra sia racchiuso nel mercato del turismo di cui lo scalo aeroportuale rappresenta uno snodo fondamentale.