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L'ordinanza anti-Vespa di Genova
Pubblicato il 12/09/2019

AmbienteItalia

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È arrivata la fine di un'epoca per gli appassionati del più iconico scooter d'Italia. La città di Genova vieta la circolazione della Vespa, a favore di una riconversione sostenibile...

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© Jacek Novak/123RF

Il provvedimento di divieto di circolazione dovrebbe diventare effettivo a partire da metà novembre, come annunciato dal sindaco Marco Bucci. A Genova una comune legge anti-smog si è così trasformata in una "ordinanza anti-Vespa".
La questione è diventata immediatamente un affare cittadino, dato il profondo legame instaurato dai genovesi con lo storico veicolo. "Quello che ci chiede il Sindaco oggi è di rinunciare alla nostra storia," ha commentato l'attore Luca Bizzarri su Facebook.
Molti vedono la Vespa vintage come un elemento integrante del paesaggio, al pari dei vicoli stretti dei caruggi e delle barche che ondeggiano lungo il porto. Ma la faccenda in realtà è molto meno romantica, e spinta dalla necessità sempre più urgente di "eliminare i mezzi più inquinanti" a favore di una città più moderna e pulita.

La svolta ecosostenibile

L'addio alla vecchia amata Vespa segnerà quindi per Genova una svolta ecosostenibile. Il divieto riguarderà per la precisione le auto a benzina fino a euro 1, i diesel fino a euro 2, i ciclomotori e motocicli euro 0, e i motori euro 0 ed euro 1 a due tempi.
Il sindaco ha aggiunto degli incentivi per i possessori di mezzi vintage che intendono passare a un veicolo meno inquinante: mezzo milione di euro stanziato dal Comune per un totale di 1250 bonus da 400 euro ciascuno.

Un veicolo storico

Il padre della Vespa, Rinaldo Piaggio, era originario di Genova; sebbene il veicolo fosse prodotto nella storica sede di Pontendera, in Toscana.
Nato nel 1946, il veicolo a due ruote è poi diventato nel mondo il simbolo per eccelllenza dello stile italiano, un marchio vintage dall'eleganza indiscussa che dagli anni ruggenti del Dopoguerra a oggi ha continuato a raddoppiare le vendite.

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© lightfieldstudios/123RF

Bucci risponde alle proteste di questi giorni ribadendo che esistono tante nuove tipologie di Vespa, meno inquinanti; ora è in commercio persino un modello completamente elettrico.
I provvedimenti anti-smog seguono la via indicata dalle convenzioni emanate a Bruxelles, appaiono come una manovra dovuta in risposta ai drammatici rivolgimenti climatici, eppure hanno scatenato una vera e propria polemica. "Dont' touch my Vespa!" titola ironicamente il Guardian riprendendo la vicenda.

Più "italianamente" le pagine Twitter pullulano di hastag #lamiavespanonsitocca: la polemica non sembra destinata ad estinguersi.
I cittadini rivendicano "Non siamo ad Amsterdam, siamo a Genova, qui non usiamo le biclette."
La storica due ruote, in effetti, sfreccia da sempre sulle colline liguri: è molto più di un marchio, di un sinonimo di eleganza italiana, il suo celebre ronzio pulsa nel cuore genovese da generazioni. I cittadini faticano ad adattarsi al cambiamento.
Le sagge parole del sindaco Bucci, in quest'ottica, ricordano i richiami di un maestro a una classe di scolaretti indisciplinati.