Pubblicato il 27/09/2019

#Economia #Regno Unito

Fallimento Thomas Cook: le conseguenze per l'Italia

Il collasso dello storico tour operator britannico mette a rischio 22mila posti di lavoro. La bancarotta ha causato un immediato effetto tsunami: ora ci sono 200mila turisti sparsi per il mondo in attesa di essere rimpatriati, e centinaia di alberghi e fornitori gravati da un debito insanabile...

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© electric_egg/123RF

Le parole dell'amministratore delegato della Thomas Cook, Peter Fankhauser, colpiscono come uno schiaffo "Un annuncio che speravo di non dover mai fare," dichiara con un'espressione dura rivolto alle telecamere.
È consapevole delle disastrose conseguenze per i suoi 21mila colleghi - prosegue - che hanno lavorato duramente per rendere la Thomas Cook un'azienda di successo.
Nel suo tono si avverte tutto il dignitoso contegno della sconfitta, la pacatezza di chi sa di aver fatto tutto il possibile prima di deporre le armi; la bancarotta del tour operator inglese viene confessata così, con un comunicato che in breve si tramuta in una lunga sequela di scuse, ai dipendenti, ai clienti, ai fornitori.
L'azienda non è riuscita a raccogliere i finanziamenti di 200milioni di sterline necessari per evitare il collasso: la decisione finale è stata presa alle due di notte, dopo il fallimento delle trattative e dei tentativi di negoziazione.
La procedura di liquidazione è partita con effetto immediato.
La maggiore compagnia di viaggi britannica chiude definitivamente i battenti dopo 178 anni di onorata attività, e le conseguenze si riverberano con un effetto tsunami sul mondo intero.

Turisti allo sbando

Le prime conseguenze visibili e catastrofiche del fallimento di Thomas Cook si notano all'aeroporto di Palma di Maiorca, dove centinaia di turisti hanno atteso per ore come accampati un aereo in realtà mai decollato. Le immagini riportate dalla stampa britannica illustrano efficaciemente l'avvilimento e l'impotenza dell'attesa.
I voli Thomas Cook Airlines hanno cessato immediatamente le operazioni e le prenotazioni future sono state cancellate. È scattata subito quella che i media britannici hanno definito "la maggiore operazione di rimpatrio mai fatta in tempo di pace".

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© Craig Russell/123rf

Oltre 150mila turisti inglesi si sono ritrovati allo sbando, avendo appreso la notizia del fallimento solo una volta arrivati in aeroporto. Il governo britannico ha organizzato un piano, in collaborazione con l'aviazione civile, per rimpatriare i vacanzieri.
Questo è stato solo il primo di una lunga serie di eventi destinata a mostrare tutta la portata devastante del fallimento di Thomas Cook, destinato a ripercuotersi come un terremoto su turisti, strutture alberghiere, fornitori.
Improvvisamente si rivela in maniera chiara il debito di centinaia di migliaia di dollari riportato dal tour operator Thomas Cook con le strutture ad esso affiliate. I telefoni squillano senza sosta, gli albergatori disperati chiedono risarcimenti alla compagnia. Le ultime disposizioni varate dalla storica azienda britannica si preoccupano di tutelare i clienti; tuttavia rimane in sospeso la questione dei creditori, centinaia di alberghi e strutture partner si ritrovano a dover colmare un debito insanabile.

Le conseguenze per l'Italia

Nessuno, del resto, poteva immaginare che il più antico tour operator del mondo sarebbe fallito nell'arco di una settimana. Le conseguenze sul mercato sono pesanti, e si preannunciano disastrose soprattutto per il nostro Paese. Confindustria Alberghi ha attivato una "help desk" di emergenza per affrontare i problemi delle strutture coinvolte nel fallimento di Thomas Cook.
"Chiediamo al Governo italiano di intervenire con urgenza presso le autorità inglesi e degli altri paesi in cui operano le altre società del gruppo di Thomas Cook, per tutelare la posizione delle imprese" si legge in un comunicato.
Si chiede, in particolare, al Governo di promuovere forme di tutela per le imprese italiane danneggiate dai frequenti fallimenti di tour operator e compagnie straniere.

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Aktuelle Information vom 24. September 2019 Die Verhandlungen zur geplanten Rekapitalisierung der Thomas Cook Group plc sind gescheitert. Es wurde eine Insolvenz der britischen Veranstalter, einschließlich der britischen Fluggesellschaft beantragt. Die deutschen Veranstalter sind nicht Teil dieses Insolvenzverfahrens. Dennoch sehen sich die Thomas Cook GmbH, Thomas Cook Touristik GmbH und Bucher Reisen & Öger Tours GmbH gezwungen, auf Notgeschäftsführung umzustellen. Derzeit werden letzte Optionen ausgelotet. Sollten diese scheitern, müssen für die Thomas Cook GmbH, Thomas Cook Touristik GmbH und Bucher Reisen & Öger Tours GmbH und möglicherweise auch weitere Gesellschaften Insolvenzanträge gestellt werden. Leider können Kunden mit Abreisetermin 24., 25. und 26. September ihre Reise nicht antreten, da sie weder von Airline noch Hotel als Gast akzeptiert werden. Alle Kunden mit späteren Abreiseterminen werden von uns informiert, sobald uns weitere Informationen vorliegen. Jeglicher Verkauf von Reisen ist gestoppt. Betroffene Gäste werden gebeten davon abzusehen, selbst in den CallCentern anzurufen.

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L'allarme dalla Campania

Le previsioni sono catastrofiche per la penisola sorrentina: sono infatti centinaia le imprese campane che riportano crediti di decine di migliaia di euro verso Thomas Cook. Nel crack britannico sono coinvolti oltre 200 hotel italiani tra Capri, Amalfi, Ischia, Pompei. Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania, si rivela molto preoccupato per il futuro delle imprese turistiche della regione e richiede un pronto intervento del Governo per affrontare la situazione.
"Oltre ai mancati incassi legati alla bancarotta del tour operator britannico, gli albergatori devono sopportare tasse elevatissime e una burocrazia sempre più asfissiante" ha dichiarato Iaccarino; le sue parole appaiono come un significativo campanello d'allarme.

Perché i tour operator falliscono

Il caso di Thomas Cook è solo l'ultimo di una lunga serie: la vittima eccellente che accende i riflettori su un problema ormai inconfutabile. Il fallimento dei tour operator mondiali si sta tramutando in un camposanto dalle proporzioni sterminate, un campo di battaglia in cui il numero dei caduti ha raggiunto cifre inaudite. La colpa è della concorrenza delle piattaforme digitali, che ormai stanno prendendo il sopravvento sul mercato.
La combinazione di booking online, travel influencer, e compagnie aeree low cost sta stringendo le vecchie agenzie turistiche in una morsa fatale.

Forse dovremmo rassegnarci al fatto che un certo modello di business sta ormai scomparendo: è l'Era dei colossi digitali, dominata dall'impero di agenzie online come Expedia e Booking, che propongono comprazioni di prezzo immediate e pacchetti integrati.
Nel mondo del web è tutto un tripudio di "pacchetti viaggi" e "offerte speciali scontate". I tour operator tradizionali farebbero meglio ad adeguarsi alla rivoluzione digitale se vogliono sopravvivere.

L'ultimo volo di Thomas Cook

Intanto sta facendo il giro del web il video dell'ultimo volo di Thomas Cook Airlines diretto a Manchester, a bordo del quale è stata annunciata la notizia della bancarotta.
Nonostante lo shock subito, il personale ha continuato ad offrire un servizio continuativo ed eccellente ai passeggeri per tutte le otto ore di volo.
Nel video è registrato il toccante saluto di un membro dell'equipaggio che ringrazia i colleghi per la professionaità dimostrata in tanti anni di lavoro e, infine, rivolto ai passeggeri conclude: "Sarete le ultime persone a salire su questo aereo, quindi per favore godetevi il viaggio." Le sue parole sono state seguite da un lungo applauso pieno di commozione.

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