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Incidente Ethiopian Airlines: i Boeing 737 Max 8 si fermano in tutta Europa
Pubblicato il 13/03/2019

SicurezzaItalia

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Lo stop era già stato disposto in Etiopia, Cina, Australia, Singapore, Malesia, Indonesia. Hanno seguito Gran Bretagna, Francia e Germania e da ieri sera l'Italia. Ora il divieto dell'Easa si estende come misura precauzionale a tutto il Vecchio Continente.

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© Aleksandr Papichev/123rf

Dopo il tragico evento che ha coinvolto un Boeing 737 Max 8 di Ethiopian Airlines ad Addis Abeba, che è costato la vita a 157 persone - di cui 8 italiani -, molte delle quali impegnate in missioni umanitarie , le incertezze riguardo alle dinamiche dell'incidente hanno scatenato un effetto a catena che ha portato allo stop all'uso del velivolo prima in Etiopia e in Cina, poi anche in Australia, Singapore, Malesia e Indonesia (dove un'altra tragedia a ottobre aveva coinvolto un altro Boeing 737 Max 8), quindi in Gran Bretagna, Francia e Germania. Lo stop è infine arrivato ieri sera anche per l'Italia da parte e ora coinvolge tutta l'Europa.

Lo stop in Italia

A partire dalle 21 di ieri, su disposizione dell'Enac, i cieli italiani sono off limits per questo modello di aereo e per tutte le compagnie che lo utilizzano. "Visto il perdurare della mancanza di informazioni certe in merito alla dinamica dell'incidente della Ethiopian Airlines avvenuto domenica 10 marzo e che ha coinvolto un velivolo Boeing 737 Max 8 e del precedente incidente di ottobre in Indonesia, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, per motivi precauzionali, ha disposto la chiusura dello spazio aereo italiano a tutti i voli commerciali operati con aeromobili di questo tipo. In accordo con quanto in corso in Europa, gli aeromobili di questo modello non possono più operare da e per gli aeroporti nazionali fino a nuove comunicazioni. Si ricorda che tutti i velivoli Boeing, e quindi anche i Boeing 737 Max 8, sono certificati dalla Faa - Federal Aviation Administration, ente americano per l'aviazione civile. Le certificazioni degli aeromobili che operano nelle flotte europee sono convalidate dall'Easa», si legge in una nota dell'Ente.

Per ridurre al minimo i disagi, l'Enac ha anche invitato le compagnie aeree a fornire assistenza ai passeggeri e a fornire soluzioni alternative: "L'Ente invita le compagnie aeree operative da e per gli aeroporti nazionali e che utilizzano tali velivoli, a riprogrammare i voli cercando di ridurre al minimo i disservizi per i passeggeri, fornendo tutte le informazioni necessarie nel rispetto dei regolamenti comunitari di riferimento".

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In Italia, oltre a un esemplare di Flydubai, utilizzato sotto osservazione per il volo su Catania, l'unica compagnia che attualmente impiega il Boeing 737 Max 8 è Air Italy. Il vettore ha già disposto lo stop per i tre aeromobili della sua flotta come misura precauzionale, e ha dichiarato che "tutti gli aeromobili presenti nella nostra flotta sono sempre pienamente conformi con le istruzioni delle autorità di regolamentazione e con le procedure operative della casa costruttrice. Air Italy continuerà a dialogare costantemente con le autorità e con Boeing in relazione al B737 Max 8 e seguirà tutte le direttive per continuare a garantire il massimo livello di sicurezza e protezione per i nostri passeggeri e l'equipaggio".

In Europa

Mentre si attendono ulteriori dettagli sulle motivazioni tecniche che hanno causato l'incidente di Addis Abeba, l'Easa - l'Agenzia europea per la sicurezza aerea - ha deciso, al fine di garantire la sicurezza di tutti i passeggeri, di estendere lo stop a qualsiasi compagnia operi in Europa, compreso il sorvolo del territorio.

Ciò si concretizzerà in cancellazioni e riprotezioni su tutte le altre compagnie che utilizzano i B737 Max 8 e Max 9: Norwegian ne ha 18, il Gruppo Tui 15 e altri 12 sono di Turkish Airlines. Si prevedono dunque molteplici disagi per chi vola con queste compagnie, motivati però da questioni di sicurezza.

Nel frattempo, Boeing procederà ad un aggiornamento del software dell'intera flotta dei 737 Max 8, mentre il suo titolo ha già perso il 12% in Borsa.