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Gli effetti del Coronavirus: tra controlli più serrati e viaggi annullati verso l'Asia
Pubblicato il 11/02/2020

TransportiItalia

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L'epidemia targata "Coronavirus" ha finora mietuto più di mille vittime e la notizia di una rapida diffusione del virus ha costretto vettori, aeroporti e compagnie da crociera a prendere seri provvedimenti al riguardo. Per non parlare dei viaggi verso l'Asia, a oggi per lo più cancellati e posticipati.

Ecco che gli effetti della diffusione del Coronavirus si fanno sentire in maniera più consistente.
Il timore del contagio non si ferma infatti a una mascherina indossata in metro o in aeroporto ma porta il turista ad annullare i propri viaggi verso l'Asia in generale. Una paura ingiustificata? Non proprio: in Cina, focolaio dell'epidemia, i morti sono arrivati ad essere mille e da tutto il mondo giungono notizie di viaggiatori europei rientrati da Wuhan e dintorni affetti dal virus. Il calo di domande verso i paesi dell'Asia è dunque la manifestazione concreta di una fobia che fino ad oggi non aveva subito una materializzazione.

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©sonjachnyj/123RF

A parlare della questione è il Sole 24 Ore dal quale si apprende che ad essere in flessione è la domanda di voli verso l'Asia, una flessione che sarà, però, effettivamente valutabile tra qualche settimana, e che non riguarda tutti i mercati europei allo stesso modo.
Sembra che il calo si stia registrando soprattutto in Italia e in Francia, mentre in Nord Europa pare che la psicosi da Coronavirus non abbia attecchito, secondo quanto riferito da una fonte che preferisce rimanere anonima.

Rimanendo in Italia, il Marconi di Bologna, seguendo la linea già operata dall'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma, ha iniziato il monitoraggio della temperatura corporea nei confronti di tutti i passeggeri in arrivo da voli internazionali, come disposto dal ministero della Salute. A Bologna sono i volontari della Protezione Civile Regionale dell'Emilia Romagna a controllare che non ci siano casi di alterazione o febbre grazie all'uso di termometri laser.
Se il passeggero manifestauna temperatura uguale o superiore a 37,5 gradi, proviene da zone a rischio e rientra nei casi sospetti previsti dalle linee guida del Ministero, scatteranno immediatamente gli accertamenti medici.

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©rawpixel/123RF

L'attenzione nei confronti del Coronavirus si è estesa anche alle compagnie da crociera che, secondo quanto riportato dalla Clia, l'associazione internazionale dell'industria crocieristica, stanno adottando diversi protocolli di sicurezza per passeggeri ed equipaggi.
Le misure, in vigore dal 7 febbraio, altro non sono che un'implementazione di quelle già adottate il 31 gennaio scorso e che permettono un'analisi dettagliata rispetto all'ammissione a bordo di un passeggero o un membro dell'equipaggio sospetti.
A oggi i membri Clia negano l'imbarco a coloro i quali, nei 14 giorni precedenti, abbiano viaggiato o anche solo transitato in un aeroporto cinese.
Il divieto di salire a bordo vale anche per chi, sempre nei 14 giorni precedenti, abbia avuto contatti stretti, aiutato o medicato chiunque sia stato sospettato o a cui sia stato diagnosticato il virus.