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Coronavirus: i dati delle restrizioni sui viaggi
Pubblicato il 24/03/2020

TransportiSpagna

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48mila 200 voli e 10,2 milioni di posti aerei, che potrebbero essere tagliati dopo la decisione dell'Unione Europea si di chiudere le frontiere esterne per 30 giorni. Questo secondo le nuove ricerche di ForwardKeys.

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©Kevin Hellon/123rf

ForwardKeys è una società di dati e business intelligence che sfrutta le prenotazioni dei voli globali e altri dati per monitorare e qualificare i flussi dei viaggiatori, comprendere la domanda globale e prevedere le tendenze. Dalla sua ricerca è scaturito che "Al momento non è chiaro quale percentuale dei 48.200 voli tra l'UE e i cosiddetti "paesi terzi" sarà cancellata, perché le linee guida dell'UE prevedono chiaramente la necessità di mantenere un servizio ridotto per i viaggi essenziali e spetta a ciascuno Stato membro decidere l'entità dell'attuazione sul proprio territorio. Tuttavia, è inevitabile che questa decisione avrà un impatto negativo estremamente sostanziale sulla connettività".

Sempre dai dati, risulta che la compagnia aerea che potrebbe subire le peggiori conseguenze sia Air France, che ha circa 800.000 posti a sedere tra l'UE e il resto del mondo. Seguono, nell'ordine, Lufthansa, Emirates, KLM, Wizz Air, Qatar Airways, Ryanair, Turkish Airlines, Delta e Aeroflot.

In termini di paesi, le nazioni dell'UE che rischiano di perdere il maggior numero di voli sono le più grandi. La Francia è quella più colpita, con una potenziale perdita di oltre due milioni di posti. Seguono, nell'ordine, la Germania, che rischia di perdere poco meno di due milioni di posti, Paesi Bassi e Spagna, ciascuno con circa un milione di posti in servizio verso paesi terzi, prima delle restrizioni proposte.

Olivier Ponti, vicepresidente della società di analisi ha aggiunto: "La capacità aerea da e verso la Cina è diminuita di un quinto rispetto a prima dell'epidemia da coronavirus. Con l'imposizione di un divieto di viaggiare negli Stati Uniti dai paesi Schengen introdotto il 13 marzo e da Regno Unito e in Irlanda varato lunedì 16, quasi nessuno può recarsi negli Stati Uniti dall'Europa. Ora, con le ultime restrizioni ai viaggi, questa volta predisposte dall'Ue, stiamo assistendo a una riduzione dei viaggi aerei e della connettività tra le diverse regioni del mondo senza precedenti".