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Traforo del Gran Sasso a rischio chiusura
Pubblicato il 15/05/2019 8 condivisioni

TrasportiItalia

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Il tunnel, principale arteria di comunicazione dell'Italia Centrale, è a rischio chiusura per inquinamento delle falde acquifere. Lo stop al traffico è previsto per la mezzanotte di domenica19 maggio. La decisione sta scatenando un putiferio di polemiche...

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© Gudella/ 123RF

Martedì 14 maggio si è tenuto un Consiglio Regionale straordinario per prendere una decisione in merito alla chiusura del Traforo del Gran Sasso, principale arteria comunicative dell'Italia Centrale.
Si tratta di una mossa estrema dettata dall'inchiesta della procura di Teramo sull'inquinamento delle falde acquifere. Il vertice tra il Ministero dei Trasporti e Strada dei Parchi dovrebbe scongiurare la decisione, drammatica per l'intera regione abruzzese. Il sindaco del'Aquila, Pierluigi Biondi, lo definisce senza mezzi termini: «Un atto irresponsabile».
Il blocco del traffico nel tratto della A24 minaccia di spaccare in due l'Italia Centrale, provocando gravi danni al settore dei trasporti ed enormi disagi ai cittadini.

L'antecedente

A rimarcare la proverbiale lentezza della macchina giudiziaria italiana ci pensano i fatti : il caso giudiziario che ha aperto l'inchiesta relativa all'inquinamento del Gran Sasso risale a quindici anni fa. Tuttavia la prima udienza del processo è fissata per il 13 settembre 2019.
Lo sversamento di sostanze tossiche nelle falde acquifere della montagna è dovuto ai materiali contaminati fuoriusciti dall'Infn, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare i cui laboratori hanno sede proprio all'interno del Gran Sasso. Gli amministratori di Strada dei Parchi vorrebbero evitare l'accusa di reiteramento del reato di inquinamento ambientale; da qui la decisione di dare avvio ai lavori di messa in sicurezza, che prevedono la chiusura del tratto autostradale, e dovrebbero costare attorno ai 172 milioni di euro.
Una decisione che potrebbe rivelarsi tuttavia necessaria, considerando che nel 2016 fu riscontrata nelle acque potabili la presenza di toluene e imposta la chiusura dei rubinetti a tutta la Regione. Nonostante le numerose polemiche sui rischi per la viabilità, i vertici di Strada dei Parchi stavolta sembrano intenzionati ad andare fino in fondo alla questione.

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© Nguyen Duy/ 123RF

Le proteste

Gianluca Vacca, sottosegretario ai Beni culturali, si manifesta fortemente contrario alla decisione. «È un'arteria di comunicazione fondamentale per l'Abruzzo» ribadisce «e non può essere chiusa».
Incalcolabili i danni arrecati ai lavoratori pendolari e agli studenti dell'Università dell'Aquila, che ogni giorno attraversano il tunnel di 10 Km per recarsi alle occupazioni quotidiane. Considerevole anche il disagio apportato al turismo delle zone marchigiane.
La chiusura del traforo degli Appennini provocherebbe una rottura per le comunicazioni nevralgiche dei territori dell'Italia Centrale. C'è chi parla addirittura di «atto sconsiderato»; tuttavia l'inchiesta è ufficialmente aperta e gli amministratori di Strade dei Parchi intendono presentarsi al processo, come rivelano le fonti accreditate dell'ANSA.
Una decisione dovrà dunque essere presa, e in fretta.