Pubblicato il 24/07/2017

#Trasporti #Regno Unito

Ryanair: dopo Brexit basta voli che collegano Europa e Regno Unito

Lo spauracchio della Brexit colpisce ancora.
Dopo Easyjet, che qualche giorno fa ha annunciato ufficialmente di aver cominciato le procedure per il proprio trasferimento a Vienna, ora è la volta di Ryanair.

Anche in questo caso, il problema riguarda le possibili tasse che la compagnia aerea dovrebbe far pagare ai propri passeggeri, nell'eventualità in cui il Governo UK non riuscisse a trovare degli accordi soddisfacenti con l'UE.
Come aveva già anticipato Michael O' Learly (CEO Ryanair), a poche ore di distanza dal tanto discusso referendum, Ryanair non é disposta ad aumentare i propri prezzi, a danno dei consumatori; e ciò signifca una sola cosa: sospendere i voli tra UE e Regno Unito.

Per questo motivo é già stato dichiarato che, a partire dall' autunno 2018, i voli diretti e provenienti dalla Gran Bretagna potrebbero non essere garantiti, se il governo non trova una soluzione efficace in merito alla situazione dei trasporti aerei.
Sono queste le condizioni imposte da Ryanair. E non ci sono mezze misure.
Alla compagnia irlandese piace essere chiara: già lo scorso autunno una minaccia simile era stata fatta all'Italia, che voleva aumentare le tasse d'imbarco, ma ora lo scenario che si prospetta sembra davvero lasciare poche speranze.

Se per noi europei, tutto sommato non sarà cosi difficile rinunciare ai "fish and chips", ai sempre più lontani cugini inglesi, verrà sicuramente un po' complicato (e costoso) abbronzarsi sotto il sole del mediterraneo.