Pubblicato il 29/05/2019

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Brexit e copertura sanitaria: le conseguenze

Tra pochi mesi un viaggio in Inghilterra potrebbe richiedere più preparativi del previsto. In primo luogo: l'assistenza sanitaria, le tessere europee di assicurazione malattia non saranno più valide in UK. Analizziamo cosa cambierà per gli italiani in caso di Brexit...

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La Brexit è ancora un'incognita; ma le sue conseguenze no. Sono già stati accuratamente sviscerati tutti i possibili scenari futuri che si prospettano di fronte all'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. E le prospettive non sono per niente confortanti, né per i cittadini britannici né per gli stranieri in viaggio verso l'Inghilterra.
Mentre c'è ancora chi spera che "Brexit" in futuro diventi un termine ironico volto a designare un "affare incompiuto", un "divorzio mancato" o una clamorosa debacle come lo è stata Waterloo per Napoleone; c'è anche chi si premura di correre ai ripari studiando la situazione. Perché a partire dal 2020 i rapporti con la Gran Bretagna potrebbero essere completamente diversi e richiedere procedure tutt'altro che sbrigative.

Le conseguenze

L'uscita del Regno Unito dall'UE dovrebbe essere effettiva a partire dal 31 ottobre 2019, ma negli ultimi giorni si sta parlando addirittura di un'accelerazione delle procedure e sembra diventare sempre più convincente l'ipotesi di un "divorzio senza accordo" visti i recenti subbugli del Parlamento inglese incapace di concordare su una specifica data d'uscita.
In caso di No Deal le conseguenze potrebbero essere problematiche, quelle più immediate riguardano il problema dell'assistenza sanitaria. Prima della Brexit si poteva avere la certezza di viaggiare senza confini né rischi; ma, dopo la procedura di divisione, molte tutele potrebbero venire a mancare. Per esempio i cittadini europei affetti da malattie croniche o con problemi di dialisi prima potevano ricevere in Gran Bretagna lo stesso trattamento garantito dal proprio Paese d'origine, ora non più.

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Cure mediche

Sono quasi 300 milioni gli europei in possesso di un Team (il tesserino UE unito alla tessera sanitaria regionale) che garantisce loro di poter usufruire di assistenza medica gratuita all'interno dei Paesi dell'Unione. Si tratta di una preziosa opportunità soprattutto per chi si trova a dover viaggiare per brevi o lunghi periodi nei territori del Continente. Inutile osservare che in caso di Brexit questa copertura salterebbe.
Gli italiani che intendono partire per una vacanza nel Regno Unito dovranno quindi munirsi di un'assicurazione sanitaria oppure, se già ne sono provvisti, assicurarsi di essere rimborsati in caso di spese mediche di emergenza. In via precauzionale il governo inglese sta invitando già da ora i propri cittadini ad acquistare una polizza assicurativa prima di uscire dal confine nazionale.

Diritti garantiti fino al 2020

Meno gravi sarebbero invece le conseguenze in caso di accordo tra Londra e Bruxelles.
Sembra che Il Regno Unito si sia impegnato a garantire tutti i diritti sanitari attuali fino al 2020; ma terminata la fase di transizione cambierà tutto.
La britannica EasyJet è stata tra le prime compagnie aeree a pubblicare ufficialmente sul proprio sito una sezione dedicata ai consigli e agli avvisi sui possibili cambiamenti: in caso di mancato accordo sulla Brexit, specifica il sito web del vettore, le tessere europee di assicurazione malattia registrate nell'UE non saranno valide.
Il Regno Unito ha infatti stipulato accordi di assicurazione reciproca solo con Paesi esterni, come Nuova Zelanda e Australia.
Tutto, insomma, sembra dipendere dalle trattative che il Regno Unito e Bruxelles sigleranno durante la fase di transizione. In questo periodo di estrema incertezza gli italiani residenti in Inghilterra vivono una condizione precaria di cui al momento è difficile prevedere l'esito. Il settled status dovrebbe essere garantito a tutti coloro che risiedono legalmente in UK da almeno cinque anni.
Il rischio, secondo Dimitri Scarlato, rappresentante dell'associazione Europei in Gran Bretagna, è che si possa instituire un profondo divario: "La creazione di europei di serie A e di serie B, con una spaccatura tra coloro che hanno diritto all'assistenza sanitaria e quelli che, invece, saranno costretti a ricorrere a una polizza."

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Il turismo in Gran Bretagna

L'ente britannico del turismo placa gli animi assicurando che per il momento non saranno necessarie procedure speciali per un viaggio nel Regno Unito.
Fino alla fine del periodo di transizione non si dovranno richiedere ulteriori coperture per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Ciò che accadrà dopo in terra britannica ha ancora i contorni incerti. Di certo si prevede lo stabilirsi di un confine più marcato tra l'Inghilterra e il resto del mondo, e gli italiani che prevedono di viaggiare in Inghilterra dopo il 2020 farebbero meglio a prendere le dovute precauzioni.