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Airbnb vuole usare l'IA per smascherare gli affittuari con profili dubbiosi
Pubblicato il 11/01/2020 , Modificato il 20/01/2020

TransportiRegno Unito

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Intelligenza artificiale per individuare gli affittuari con profili discutibili? Questa è la nuova arma che Airbnb vorrebbe sviluppare per valutare gli iscritti... Un'intenzione, peró, che solleva questioni legali ed etiche.

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© rawpixel /123rf

Airbnb ha adottato delle buone risoluzioni qualche settimana prima del nuovo anno. La piattaforma degli alloggi in affitto ha annunciato una serie di misure per migliorare la sicurezza dei turisti e dei proprietari.
La sparatoria avvenuta in California all'inizio di novembre 2019 in una casa affittata tramite Airbnb ha costretto l'azienda a reagire attraverso l'investimento di 150 milioni di dollari in termini di sicurezza.

Una domanda di brevetto è stata presentata presso l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Internazionale, che è responsabile di un trattato che copre anche l'Europa. Per questo motivo la domanda di brevetto compare anche nel registro dei brevetti europei tenuto dall'UEB (ufficio europeo dei brevetti). Tuttavia, la domanda non è mai stata depositata correttamente presso l'UEB e di conseguenza non esiste un brevetto europeo per questa invenzione. Il brevetto nella sua forma attuale è valido solo per gli Stati Uniti.

Uno degli scopi? Rilevare la psicopatia, la violenza, il nevrosismo o il narcisismo tra i membri della piattaforma grazie all'IA.
Per accedere aquesti dati, intende raccogliere tutte le informazioni disponibili sul web: casellari giudiziari, social network, video, immagini... In seguito verrà data una valutazione di "compatibilità" tra il locatore e il locatario. È la start-up Trooly (acquistata da Airbnb nel 2017), specializzata nell'analisi dei dati, che si occuperà di questa spinosa missione.

Se da un punto di vista etico questo strumento solleva interrogativi, rimane anche la spinosa questione della legislazione, con situazioni molto diverse a seconda del paese per quanto riguarda l'uso e la riservatezza dei dati personali...
Un argomento interessante, di cui si tornerà a parlare sicuramente.