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Zoom su Su la maschera! Il Carnevale senza durata

3 - Mamoiada, un carnevale fuori moda

Su la maschera! Il Carnevale senza durata © Copyright

Chi ai sofistiati carri allegorici di carta pesta e a ballerine brasiliane in ogni angolo, preferisce un carnevale ricco di tradizione e autenticità, trova in Mamoiada il luogo ideale. Questo piccolo paesino sardo, in provincia di Nuoro, vanta un carnevale simbolo delle antiche tradizione della Sardegna.

Quello di Mamoiada non è infatti un carnevale come tanti, basti pensare al senso di comunità rimasto intatto negli anni. Tutto ha inizio con la preparazione delle giornate del 16 e 17 gennaio con i fuochi di Sant'Antonio Abate. Già qualche settimana prima le donne hanno il compito della preparazione dei dolci, (popassinu biancu e nigheddu, coccone 'in mele e sas caschettas) e gli uomini procurano la legna ed iniziano a sistemarla nel punto dove andrà fatto il fuoco.
Il giorno 17 gennaio comincia il rito più importante, la vestizione dei mamuthones e issohadores. I primi sono uomini col viso ricoperto da una maschera nera dai rozzi lineamenti, vestiti con pellicce scure e con campananacci appesi alla schiena. Mentre i secondi sono uomini vestiti in corpetto rosso, maschera bianca, copricapo, (sa berritta), pantaloni bianchi (carzas) ed uno scialle (s'issalletto). Gli issohadores hanno il compito di scortare i mamuthones. Insieme danzano andando a visitare tutti i rioni dove c'è fuoco. Tutta Mamoiada si riversa poi nella piazza principale per ballare i tradizionali passu torrau e sartiu, al suono dell'organetto. Questo particolare carnevale non prevede nulla di artificiale o d'importazione, tranne i turisti che ogni anno giungono sempre più numerosi da ogni parte del mondo per assistere ad uno spettacolo genuino. Molti soggiornano addirittura presso le famiglie del paese (grazie all'aiuto della Pro Loco locale).

Il carnevale continua nei sabato successivi e nei tre giorni finali (10,11,12 febbraio) sempre con mamuthones e issohadores come protagonisti. LunedÌ 11 febbraio spazio al carnevale dei bambini, mentre marted 12, oltre ai tradizionali riti, è il momento di un altro simbolo del carnevale mamoiadino: la maschera Juvanne Martis, collocata sopra un carretto e attorniata da una ristretta cerchia di "parenti" che piangono la sua morte. Nella giornata del martedÌ grasso, la Pro Loco offre un tipico piatto di fave con lardo e del vino locale. Infine, sabato 16 febbraio, è il giorno della "Sas Padedda", la Pentolaccia, dove per l'occasione vengono preparati dei pacchi a sopresa e le coppie che vengono scelte fra quelle che ballano devono cercare di romperli.

Copyright Foto OT Sardegna

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