Hotel The American Colony Hotel 5 stelle
Easyesperti
Nablus Road Gerusalemme-Est, Palestina -
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Paola Kim Simonelli Capo rubrica

È un vecchio edificio in pietra quello dell'American Colony. Una tipica casa di Gerusalemme con le sue tonalità chiare e uno splendido patio fiorito. Casa di proprietà di un ricco uomo d'affari palestinese prima, colonia americana in Terra Santa poi, l'American Colony si iscrive nella storia di Gerusalemme. Di proprietà tutt'oggi della famiglia Spafford, gli antichi coloni americani, l'albergo è ormai gestito da una società svizzera. A cavallo tra Israele e Palestina, l'albergo rivendica la sua posizione di neutralità, diventando uno degli indirizzi di predilezione degli inviati internazionali. Considerato uno dei principali hotel di lusso della regione, per altro membro del marchio Leading Hotels of the World, l'American Colony definisce uno stile che gli è proprio. Ammantandosi nella sua storia, tra passato e presente, vi si respira un'atmosfera particolare. L'American Colony è un hotel dal carattere ben marcato, un indirizzo che si ricorda. Senza dubbio uno dei nostri preferiti a Gerusalemme. E non siamo certo i soli. Testo a cura di V. Maiella. Foto di M. Toninelli.

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  • Cultura
  • Standard internazionale
  • Bella esposizione
  • Riposo
  • Gastronomia
  • Fascino
  • Cuore
  • Volo
    • Hotel The American Colony

      The American Colony   -   © Marco Toninelli / EASYVOYAGE

    • Hotel The American Colony

      The American Colony   -   © Marco Toninelli / EASYVOYAGE

       
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    • Posizione

      9.55 /10
    • Alloggio

      7.50 /10
    • Infrastrutture

      7.75 /10
    • Restauro

      8.00 /10
    • Da sapere

    • Lungo la Nablus Road, a Gerusalemme-Est. La Città Vecchia è leggermente più lontana, contare una decina di minuti a piedi (porta di Erode). Mentre con il tram si accede velocemente alla Gerusalemme-Ovest, per vivere entrambi i lati della città.

    • Sanno di storia le camere dell'American Colony. Alle suite del patio (le camere 3,4 e 5) - antichi alloggi estivi delle tre prime mogli di Husseini, si accompagnano le suite dei piani alti, fra cui l'alloggio preferito di Tony Blair. Mostra bene il suo successo l'hotel, importanti personaggi politici, come anche grandi figure mediatiche o del cinema, hanno dormito sui materassi del Colony.
      Come per la maggior parte degl'antichi alberghi, l'omogeinità non fa parte del suo vocabolario. Se l'atmosfera rimane la stessa, perlomeno per le camere dell'edificio principale, gli alloggi differiscono in allestimento e dimensioni. Una boccata di aria fresca che fa il verso al concetto stesso di catena alberghiera. Più che soddisfacenti le camere di prima categoria. Luminose, chiare, con un tocco di decò che fa vagamente pensare a un casa di campagna (copriletti candidi e spessi e un mobilio in legno). Simpatica la sala da bagno, con un mattonellato a scacchi bianco e nero e i rubinetti di ottone all'antica (che si ritrovano anche nelle suite del patio).

      Forti di storia, invece, le camere del patio. Veri propri alloggi privati, con una deliziosa entrata dal cortile fiorite, le tre grandi suite erano in passato le camere d'estate delle mogli di Rabah Daoud Amin Effendi El Husseini. Un arredamento classico, con antichi mobili in legno, e un pavimento in pietra chiara ne accentuano il carattere storico.

      Decisamente più moderni, e lussuosi, i 15 alloggi della East House, piccolo edificio al lato del giardino esterno. Grandi spazi, linee più rigide e colori scuri si uniscono in un insieme gradevole. Ci piace: la sala da bagno in pietra nera levigata con grande vasca da bagno incastrata nel pavimento e doccia aperta con funzione "bagno turco".

    • L'hotel deve il suo nome alla famiglia di pionieri americani che vi si installò, con l'intento di vivere in Terra Santa seguendo i precetti del Cristianesimo. Tuttavia, il corpo centrale dell'edificio apparteneva in precedenza a Rabah Daoud Amin Effendi El Husseini, un importante uomo d'affari palestinese. Alla sua morte, nel 1865, il dominio fu riacquistato dalla famiglia americano-svedese.

      È un'oasi di pace l'American Colony, soprattutto considerata la sua posizione: nell'effervescenza caotica di Gerusalemme-Est. Oltrepassata l'entrata, il corpo principale, l'antica batisse tradizionale, è rimasto il cuore della struttura. La pietra bianca riesce a conservare una certa freschezza e una spiccata luminosità, tutta a vantaggio degli spazi. La reception, dove trona una lavagna con i nomi degli ospiti illustri - Kofi Annan, Tony Blair, Jimmy Carter ma anche John Steinbeck e Bob Dylan, per citarne solo alcuni - imposta il tono dell'hotel. Un lungo bancone di legno fa le veci di comptoir del check-in, perfettamente demodé. È il patio, tuttavia, il cuore pulsante dell'edificio. In un tripudio di fiori e uccellini, nonché una fontana gorgogliante, sono sistemati i diversi tavolini: sosta ideale per un caffé pomeridiano e ovviamente colazione/pranzo/cena.

      Due gli spazi attrezzati al di fuori dell'edificio centrale: il giardino e la piscina esterna. Di che completare a dovere il quadro.

    • È degno di nota il ristorante dell'American Colony. Due gli spazi utilizzati, a seconda delle stagioni. La sala interna, tra mobili in legno e pavimento di pietra, rispecchia l'eleganza del resto dell'hotel. Fresca, anche d'estate, è uno spazio raccolto ma gradevole. Degno di nota, è senza dubbio il patio fiorito interno. Tra alberi in fiori e il gorgoglio della fontana, ci si sente quasi nei giardini moreschi dell'Alhambra andalusa (dimensioni escluse). La tranquillità regna sovrana, una piacevole sorpresa nel mezzo della frenesia di Gerusalemme-est.
      Durante la bella stagione, il patio è utilizzato dalla colazione alla cena.

      Ottimi i pasti serviti. Si comincia con la colazione, un buffet abbondate e variegato con tanti prodotti freschi. All'americana, si ritrovano delle specialità dolci (croissant, torte artigianali, marmellate ecc) e salate (uova, formaggi). Da notare: di gestione svizzera, l'hotel è uno dei rari indirizzi di Gerusalemme ad offrire affettati e bacon per la colazione (non dovendo seguire le indicazioni cosher o hallal per il cibo). Iscrivendosi nel territorio, la colazione dell'American Colony non dimentica tuttavia prodotti più tipici. Una simpatica cuoca sforna ogni mattina il taboon - pane tipico cucinato sul momento - condito con pomodoro, basilico, olio d'oliva e formaggio fresco. Da provare assolutamente. È stato uno dei nostri piatti preferiti.

      Più ricercata l'atmosfera della cena, quando il cortile si illumina di tante lanterne. Alla carte, una cucina mediterranea con evidenti influenze mediorientali elaborata dallo chef David Diedes.

    • I discendenti della famiglia Spafford hanno conservato la loro casa nella Città Vecchia, trasformandola in un centro medico per i bambini in difficoltà. Lo Spafford Children's Center è tutt'oggi attivo. Più informazioni, sul sito ufficiale.

    Attrezzatura

    • Navetta
    • Parcheggio
    • Accesso disabili
    • Ristoranti
    • Internet
    • Aria condizionata
    • Spazio benessere

      sauna, hammam, salone di bellezza, rimessa in forma, massaggio, cure termali

    • Piscina
    • Sport

      sport, fitness, ginnastica

    • Animali ammessi
    • Barbiere
    • Cassaforte
    • Camere non fumatori

    i vantaggi

    • L'antico edificio
    • L'atmosfera
    • La cucina

    gli svantaggi

    • Più lontano di altri dalla Città Vecchia

    I pareri dei viaggiatori sull'hotel