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Benvenuti ad Haiti, la prima repubblica nera

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Prima repubblica nera della storia, Haiti possiede particolarità interessanti, in particolar modo l'arte pittorica naif e i riti vudù, onnipresenti nella vita quotidiana. In questa terra povera e lontana, solitamente meta solo dei più intraprendenti, si nascondono le meravigliose spiagge dei Caraibi e splendidi paesaggi montuosi.

Guida di viaggio

Se c'è una terra dei Caraibi dove i contrasti sono maggiormente evidenti, questa è Haiti. Questo Paese, con una situazione sociale ed economica molto difficile, uno dei più poveri dell'intero continente americano. Ciononostante, si tratta di un territorio ricco di un patrimonio culturale e storico molto importante, che vede le sue radici affondare sia nella cultura francese sia in quella africana. Quando ancora era una destinazione privilegiata a metà del XX secolo Haiti ha conosciuto dei gravi periodi di instabilità politica ed economica, che hanno portato a un peggioramento repentino e, purtroppo, ancora oggi duratura delle condizioni di vita.

L'isola di Hispaniola, sulla quale ad ovest si trova la Repubblica di Haiti, è stata la prima terra del nuovo mondo su cui è sbarcato Cristoforo Colombo nel 1492. Successivamente, è stata colonizzata prima dagli spagnoli e, in seguito, dai francesi. Sotto il periodo francese, l'antica colonia di Saint-Domingue (nome di Haiti dal 1697 al 1804) era la più ricca di tutte le Americhe, grazie alla fiorente industria dello zucchero e dell'indaco, estratto dalle foglie di una pianta locale.

Durante questi secoli, decine di migliaia di schiavi africani vennero condotti via nave ad Haiti con il compito di lavorare in queste attività e compensare il drastico tasso di mortalità dei primi autoctoni amerindi, falcidiati dalle malattie e dai coloni. Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese e lo spostamento della politica francese verso il fronte interno, Haiti riuscì ad ottenere l'indipendenza nel 1804, diventando la prima repubblica nera della storia.

Purtroppo, il Paese non è mai riuscito ad ottenere stabilità interna e, ancora oggi, la situazione politica haitiana è assai complicata. Inoltre, come se non bastasse, Haiti è anche sovente vittima di violente catastrofi naturali, come grandi uragani o devastanti terremoti. Il Paese porta ancora oggi le stigmante del terribile sisma verificatosi nel 2010, che distrusse buona parte della capitale Port-au-Prince, e fece più di 200.000 morti.

Questa situazione così difficile non ha mai permesso uno sviluppo forte e capillare del turismo locale. Ciononostante, numerosi siti presenti sull'isola meritano una visita, come il palazzo di Sans-souci, situauto nel nord e classificiato come patrimonio mondiale per l'umanità dall'UNESCO. Numerosi sono anche i forti presenti sul territorio haitiano, come il Fort Jacques e il Fort Drouet. In ogni caso, il sito più impressionante rimane la cittadella La Ferrière. Costruita nel 1804, in seguito all'indipendenza dalla Francia, questa fortezza è la più grande di tutte le Antielle e si trova a circa 900 metri di altezza.

La capitale, Port-au-Prince, possiede alcune particolarità da non perdere. Il grande mercato di Ferro è un luogo sorprendente, che riunisce tutto il fascino pittoresco di questa terra, ma anche tutta la violenza latente presente nel Paese. Distrutta per gran parte della sua estensione dal grande sisma del 2010, questa città da quasi 1 milione di abitanti non riesce ancora a mostrarsi nel suo splendore, a causa della dilagante povertà e dei costi per le riparazioni, stimate dal presidente Martelly tra 8 e 14 miliardi di dollari.

I consigli della redazione

Haiti è un Paese affascinante e intrigante per la sua cultura. Eppure, a causa della difficile situazione economica e politica, soltanto i più temerari partiranno alla scoperta di quest'isola delle Antille così tormentata. È di rigore la massima prudenza sulle strade e nei confronti della popolazione. Usufruite dei servizi di una guida seria che vi farà da tramite. È indispensabile un veicolo affidabile. Dato che non esiste un servizio di sorveglianza delle acque territoriali haitiane, è ugualmente raccomandato di non lasciare una nave in prossimità delle coste, a causa dell'alto rischio di pirateria marittima.

Se partite alla volta di quest'isola caraibica, è bene che durante il vostro soggiorno rispettiate alcune semplici regole di igiene alimentare: lavatevi con cura le mani prima di consumare ogni pasto; non bevete l'acqua del rubinetto, ma privilegiate quella in bottiglia; evitate di bere bevande contenenti del ghiaccio; privilegiate gli alimenti cotti a quelli crudi.

Inoltre, non dovete scordarvi che Haiti è, purtroppo, una terra funestata dalle catastrofi ambientali. Situata in una zona del mondo con forte attività sismica, non possiede strutture costruite secondo le norme antisismiche, perlomeno nella maggior parte degli edifici presenti. Come se non bastasse, Haiti è anche spesso colpita da violenti uragani. Tenetene ben conto, nel caso in cui vogliate partire verso la meta caraibica.

I più

  • +Vi si parla francese.
  • +Il potenziale culturale legato alla storia e alla cultura vudù è enorme.

I meno

  • -È una meta balneare deludente. Le spiagge e le infrastrutture turistiche non possono competere con quelle delle isole vicine.
  • -Molti luoghi interessanti sono difficili da raggiungere, persino in 4x4.
  • -La situazione economica e sociale è catastrofica.
  • -È sempre presente la minaccia di esplosioni di rivolte.
  • -La popolazione è molto suscettibile.

Tradizioni

Haiti è conosciuta in tutto il mondo per la sua arte locale, ispirata dalla religione dei villaggi e dalle credenze vudù portate nei Caraibi dagli schiavi africani. Lo scrittore francese André Malraux diceva che gli haitiani costituivano il "solo popolo del mondo di pittori". Infatti, durante il periodo di colonizzazione francese capitava che le famiglie più facoltose dell'isola inviassero in Francia i loro schiavi neri, per far apprendere loro l'arte della pittura. La prima accademia di pittura haitiana aprì nel 1804.

Le credenze vudù costituiscono un tratto culturale caratteristico e imprescindibile di questo Paese e rappresentano l'elemento che, probabilmente, più di tutti contraddistingue Haiti. Queste tradizioni africane sono giunte in America dal continente nero attraverso la tratta umana degli schiavi e si sono sovente combinate con la religione cristiano-cattolica, portata sull'isola caraibica dai coloni spagnoli prima e francesi poi. Il sincretismo religioso che ne è derivato è tra i più caratteristici e particolari che possano essere ritrovati in giro per il globo.

Anche la musica occupa uno spazio molto importante nel cuore degli haitiani. Il compas, lo zouk e il twoubadou creolo sono tra le musiche più popolari dell'isola e sono delle miscele tra i differenti stili che hanno plasmato l'identità dell'isola: africani, caraibici ed europei. Accanti a questi stili tradizionali, ad Haiti hanno grande seguito anche generi musicali più conosciuti dagli occidentali, come l'hip hop e il reggae.

Come nella maggior parte degli altri paesi delle Antille, anche sull'isola haitiana il carnevale occupa uno spazio molto importante. Questa festa, molto sentita sul territorio, è una delle più grandi e conosciute dell'area caraibica e dell'intero continente nord americano. Celebrata nella seconda settimana di febbraio, questa festa popolare permette ai locali, almeno per qualche giorno, di dimenticare le differenze sociali e la povertà e di lasciarsi andare in festeggiamenti, scherzi e allegria.

Gastronomia

La cucina haitiana ha subito numerose influenze nel corso della sua storia, da parte delle numerose popolazioni che si sono installate sull'isola. Le ispirazioni che si colgono nella gastronomia locale sono francesi, spagnole, africe, creole e anche statunitensi. Le grigliate, le patatine fritte, i dolci francesi e i frutti di mare si ritoveranno con più facilità nei menù presentati dai ristoranti degli hotel.

I pasti creoli locali sono solitamente serviti con fagioli rossi e riso. La marinata di tacchino, l'astice in umido o grigliato, il pollo creolo alle spezie e il maiale fritto sono solo alcuni del piatti tipici di Haiti. Troverete anche molta frutta tropicale, il buon caffè locale e dell'ottimo rum. Rispetto alla cucina dei paesi vicini, inoltre, troverete nei piatti haitiani una presenza decisamente più spiccata del peperoncino, dal sapore molto forte e piccante.

Souvenirs e artigianato

Sull'isola troverete molte pitture naif e colorate. Le sculture e le statuette si ispirano all'arte africana e vudù. La lavorazione della pelle è molto diffusa. Potrete portarvi a casa sigari cubani, gioielli, vimini e canovacci. I negozi sono aperti dalle ore 8:00 alle ore 12:00 e dalle ore 13:00 alle ore 16:00, dal lunedì al venerdì. Il sabato, dalle ore 8:00 alle ore 12:00.