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Etiopia: tutti i volti dell'Africa

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
L'immagine dell'Etiopia è fin troppo spesso ridotta a quella di Paese povero e devastato da guerra e carestie. In realtà, questo Paese possiede una fauna selvaggia, grande varietà di ambienti naturali, e una storia affascinante e millenaria. Alcuni tra i tanti motivi validi per visitare questa splendida terra al confine tra Sahara e Mar Rosso.

Guida di viaggio

L'Etiopia condivide i suoi confini con il Sudan, il Kenya , la Somalia, il Gibuti e l'Eritrea. Questa terra non dispone di accesso diretto al Mar Rosso, ma ciò non toglie nulla all'incanto dei suoi luoghi. I suoi magnifici laghi contrastano con le cime vertiginose dell'entroterra, che compongono il gruppo del Simen. Non va, poi, neppure dimenticato che è il questa terra che nasce il Nilo, il secondo fiume più lungo del mondo.

Questa terra è conosciuta per la sua fauna e la sua flora, particolarmente ricche e differenti. Leoni, elefanti e gazzelle vivono e si in tutta libertà. I diversi parchi nazionali si occupano di assicurare loro tranquillità e sicurezza. Tra questi, due tra i più importanti sono il parco di Simen, conosciuto per i suoi babbuini e stambecchi, quello dei Monti Bale, che ospita grandi quantità di uccelli, come gli ibis, i gipeti e le gru, e il Parco Nazionale di Ashaw, dove si trovano struzzi, gazzelle, leoni e fenicotteri rosa.

L'Etiopia è un vasto altopiano vulcanico dai paesaggi desertici. Eppure, nel nord del Paese si trovano le cascate più spettacolari di tutto il Nordafrica. Conosciute come le cascate del Nilo Azzurro o, nella locale lingua amarica, anche come Tis Issat, queste cascate sono seconde come impatto scenico a quelle, più celebri, Vittoria in Zimbabwe. La loro altezza è stimata tra i 37 e i 45 metri e sono principalmente alimentate dal Lago Tana, il più esteso dello Stato, che ha come emissario il Nilo Azzurro ed ospita molti uccelli migratori, tra cui numerose colonie di pellicani.

La capitale dell'Etiopia, Addis Abeba, si trova sui caratteristici altopiani del Paese, a 2400 metri di altezza. Si tratta di uno dei principali agglomerati urbani dell'intera Africa, popolata da quasi 3 milioni di abitanti e fu fondata a fine Ottocento dall'imperatore Menelik II. Al termine della guerra di Etiopia (1935-1936), essa fu occupata dalle truppe italiane e diventò la capitale dell'Africa Orientale Italiana. In questi anni iniziò un'intensa migrazione dall'Italia verso l'Africa, almeno fino al rientro, nel 1941, dell'imperatore Hailé Selassié, che coincise con il crollo della dominazione fascista.

I consigli della redazione

L'Etiopia è una destinazione piacevole da visitare durante tutto l'anno, grazie a una temperatura media che difficilmente scende sotto i 20 gradi. Se volete evitare l'umidità dell'estate, particolarmente presente durante questa stagione, meglio visitare il Paese tra metà ottobre e aprile.

Dal momento della firma di un cessate il fuoco tra l'Eritrea e l'Etiopia il 18 giugno 2000, i collegamenti aerei sono stati ripristinati su quasi tutto il territorio e le condizioni di sicurezza sono garantite nei luoghi turistici come Lalibela, Gondar, Bahar Dar e Axum. Il ministero degli Affari Esteri sconsiglia la visita del lago vulcanico di Wonchi e le uscite notturne nella città di Dire Daoua. Infine, le regioni di Somali, Afar e Gambela devono essere evitate ad ogni costo.

L'aeroporto Ababa-Bole di Addis-Abeba è l'unico scalo internazionale del Paese. Gli autobus servono la maggior parte delle città etiopi e possono essere divisi in due categorie: quelli governativi vendono i biglietti con il posto numerato, mentre quelli privati li vendono direttamente che salgono sul bus. Sappiate, però, che gli autobus del Paese sono estremamente lenti.

Se dovete compiere un tragitto lungo, è sicuramente meglio optare per gli spostamenti con l'aereo. Se disponete di un budget limitato, il consiglio è quello di acquistare il biglietto direttamente sul luogo, evitando di comprarlo dall'estero. In ogni caso, il mezzo migliore per visitare l'Etiopia è l'automobile, meglio se si tratta di un 4x4 affittato.

I più

  • +Il paese, regno della regina di Saba, vanta un passato estremamente ricco.
  • +La fauna è sorprendentemente variegata.

I meno

  • -Il paese è in conflitto con l'Eritrea da maggio 1998.
  • -Molte strade e tratti sono impraticabili durante la stagione delle piogge (da giugno a settembre).

Tradizioni

In Etiopia, l'ospitalità è un vera e propria religione e caratterizza il modo di vivere tradizionale. Ancora oggi le campagne etiopi sono segnate da rapporti legati all'onore e alle principali regole dell'ospitalità. In questo Paese si è soliti salutarsi in modo animato, scambiandosi facilmente anche qualche parola, oltre alle strette di mano. Attenzione, però, a rispettare certi usi e costumi religiosi locali! Nelle chiese, perciò, meglio portare degli indumenti decenti. Inoltre, all'interno dei luoghi di culto, le donne devono coprirsi la testa.

Da secoli, la mucca rappresenta la principale ricchezza del Paese. In passato, i nobili avevano l'abitudine di festeggiare la millesima vacca presente nella loro mandria con un immenso banchetto, nel corso del quale essi si bagnavano nel latte delle loro stesse vacche. L'abitudine di offrire una scodella di latte fresco ai viaggiatori in arrivo ai villaggi si è perpetuata fino ad oggi.

Il burro occupa uno spazio molto importante in Etiopia. Ovviamente, questo prodotto trova il suo utilizzo maggiore in cucina: lo si ritrova nella maggior parte dei piatti che vengono cucinati, come nelle salse e anche nel caffé. Il burro, però, è anche utilizzato come prodotto cosmetico . Il 90% degli abitanti di Addis Abeba, infatti, lo usa per mantenere vivi e forti i propri capelli. Il burro è anche usato come medicina contro i mal di testa.

Gastronomia

Agli etiopi piacciono i wat (piatti di carne, di pollo o legumi) accompagnati da salse sciolte con o senza injera (pane) e i tib (pezzi di carne grigliata). Tra le altre specialità locali, vi è lo shivro (piatto di ceci) o il misir (particolari lenticchie rosse). Gli etiopi mangiano anche molto pesce, come la trota, il persico e i gamberetti.

I cibi sono serviti dentro un piatto enorme, intorno al quale si siedono tutti i commensali. Ci si lava sempre le mani prima dei pasti, poiché si utilizza la mano destra per mangiare. In Etiopia si beve molto caffè, proveniente in particolare dalla provincia di Kaffa, dove ci sono le piantagioni di caffé tra le più antiche del mondo. Si consuma anche la talla, (birra dal gusto molto particolare), il kaitaka (un tipo di alcool derivante dai cereali), un tipo di cognac locale e il tej (bevanda alcolica di miele fermentato).

Souvenirs e artigianato

Caffè, immagini religiose, gioielli d'argento, tappeti, pergamene, vecchi libri e ceramiche sono gli oggetti più tradizionali provenienti dell'Etiopia. I mercati principali in cui potrete portarvi a casa questi souvenirs si trovano ad Addis Abeba, in particolare nell'Addis Mercato. Questo mercato fu istituito all'epoca del controllo italiano dell'Etiopia, quando fu istituita l'Africa Orientale Italiana, ed è considerato il più grande mercato a cielo aperto dell'Africa, con 13.000 persone impegnate in ben 7.000 banchi.

I negozi etiopi sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:30 alle ore 19:30; il sabato l'orario pomeridiano dei negozi va dalle ore 15:00 alle ore 19:00.