Un viaggio a Sarajevo, crocevia europeo ed orientale

  • Fino all'ultima guerra a Sarajevo avevano convissuto pacificamente etnie e religioni diverse, lo testimoniano i luoghi di culto del centro cittadino.
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    La Cattedrale ortodossa di Sarajevo

    Fino all'ultima guerra a Sarajevo avevano convissuto pacificamente etnie e religioni diverse, lo testimoniano i luoghi di culto del centro cittadino.

Emma Sansone
Emma Sansone Esperto della destinazione Bosnia-Erzegovina

Sarajevo, capitale della Bosnia Erzegovina e città più grande del paese, è una città devastata da tre anni di guerra civile. Col tempo e un po' di fortuna, Sarajevo potrà ritornare la città magica che era prima della guerra.
E' stata la città più orientale d'Europa, ricca di storia ottomana, portata dai turchi durante la loro occupazione durata 400 anni. La quintessenza della città è rappresentata dalle moschee, dai mercati e dai vecchi bazar.

Nella storia molto più recente, Sarajevo si materializza nelle nostre memorie con l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, all'origine delle Prima Guerra mondiale. Alcuni quartieri della città non hanno subito cambiamenti da quell'epoca. Sarajevo è stata per secoli il luogo dove musulmani, serbi, croati, turchi ed ebrei hanno sempre convissuto nella tolleranza e nella coesistenza pacifica.

Durante il conflitto dei balcani seguito alla fine della Jugoslavia, ha subito per tre anni l'assedio delle truppe serbo-bosniache (1992-1995). Questo è stato l'assedio più lungo nella storia bellica recente e la città ne porta ancora i segni, anche se sono state avviate numerose opere di ricostruzione.

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