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Bosnia, dove l'Occidente incontra l'Oriente

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica
Paese nel cuore dei Balcani, la Bosnia Erzegovina è uno scrigno di natura e tradizione. Lasciandosi alle spalle il triste passato legato al conflitto degli anni Novanta, la Bosnia ha saputo conquistare con gli anni sempre più viaggiatori, alla ricerca della sua autenticità. Paesaggi naturali, forte cultura e un senso dell'ospitalità sono i punti forti del Paese balcanico.

Guida di viaggio

Fare un viaggio nei Balcani, è come fare un viaggio nel tempo. Quando ci si addentra in questa terra balcanica, di solito è per scoprirla tutta e si fa una vacanza di diverse settimane. La Bosnia-Erzegovina ospita paesaggi e città molto variegati, come Mostar, Visegrad, e la più famosa di tutte, Sarajevo. In effetti, è difficile visitare questa terra senza passare in questa celeberrima città, devastata dai bombardamenti e dalla guerra civile. Oggi, Sarajevo cerca di guardare avanti. Specchio del Paese, la capitale è un punto di incontro fra l'Occidente e l'Oriente. Alcuni edifici della città, infatti, sono ancora crivellati di colpi, mentre altre parti della città sono costituite da grattacieli nuovi fiammanti. Moschee del vecchio quartiere turco di Bascarsija, mercati e bazar sono la quintessenza della capitale bosniaca. Se volete perdervi tra le vie della città, l'ideale per voi è recarsi nella Piazza dei Piccioni (Sebji), dove si trova una bellissima fontana, piuttosto che alla Torre dell'Orologio, o nel quartiere di Centar dove si raggruppano tutti gli edifici ufficiali.

Una volta giunti e visitata Sarajevo, si può prendere la direzione di Mostar, il cui celebre ponte, distrutto dall'artiglieria croata, è stato ricostruito. É probabilmente la città più visitata del Paese. Al suo interno si nasconde il vecchio centro storico ottomano, sulla riva destra del ponte. Con le sue viuzze lastricate e i tetti in lose, non mancheranno di lasciare a bocca aperta i visitatori. Una volta sulla piazza, non esitate a gustare il caffé turco in uno dei numerosi bar situati a ridosso del fiume.

Travnik, l'"Istanbul europea" è stata la capitale della "Bosnia ottomana". Assolutamente da non perdere è la Moschea Sulejmanija, i Mausolei e le tombe dei visir. Per scoprire un pò più il passato di questa città, è d'obbligo recarsi nei musei.

Nel centro del Paese sono concentrate le fortezze e le piazzeforti. Passaggio obbligato: il Monastero ortodosso di Liplje. Nella parte occidentale del Paese, si trova Banja Luka, capitale della parte serba della Bosnia-Erzegovina. Antica città ottomana, una volta dotata di più di quaranta moschee, l'arrivo della guerra e il succedersi di alcuni terremoti hanno fatto tabula rasa della cittadina serbo-bosniaca. Assolutamente da non perdere è: il Kastel, un monumento storico edificato dai Romani. La Chiesa di San Sava, il Museo Nazionale, piuttosto che Banski Dvor, sede della Presidenza della Repubblica Serba della Bosnia-Herzegovina, sono assolutamente luoghi che valgono la pena di essere visitati.

Per gli amanti delle sensazioni forti, è possibile praticare del rafting e del canottaggio, in quanto la Bosnia-Erzegovina possiede dei torrenti dove la difficoltà nel percorrerli aumenta in aprile e maggio. Quindi tutti all'Una, un corso d'acqua fra i più belli del Paese, e che si presta perfettamente a questo tipo di attività. Partire alla volta di un piccolo magnifico villaggio, Martin Brod, dove si possono ammirrare fra le rovine dei castelli, il Monastero di Rmanj e le cascate del "Piccolo Plitvice". Le cascate di Strbacki Buk sono l'ideale per gli amanti di questo sport. Ma bisogna essere prudenti: se non siete così esperti, è preferibile scegliere le rapide durante l'estate, molto meno pericolose. É sempre possibile fare dello sci, soprattutto nelle stazioni invernali di Jahorina e di Bjelasnica. L'estate in questa parte del Paese è più propizia alle visite ai piccoli villaggi di montagna. Gli amanti delle natura si dirigono piuttosto verso oriente, dove si trova una regione selvaggia, dominata da montagne e foreste. Il Parco nazionale Sutjeska è uno dei principali del Paese ed è il prolungamento del Parco nazionale del Durmitor, situato in Montenegro. Questo luogo bucolico, è l'ideale per fare trekking, alpinismo e soprattutto osservare la flora e la fauna locali.

I consigli della redazione

Il Paese ha subito delle violente inondazioni nel 2014 e c'è la possibilità che il terreno sia instabile. In questo modo è stato possibile individuare le mine che sono venute allo scoperto. Infatti, nel Paese molti terreni sono ancora minati, perciò si raccomanda la massima attenzione, soprattutto nelle regioni di Posavina, Zenica, Doboj, Tuzla e di Sarajevo, poiché nessuna opera di bonifica è stata prevista prima del 2019. Bisogna, perciò, di restare sui percorsi già conosciuti. Certe volte queste zone sono segnalate con cartelli segnaletici, ma non è sempre così. Infatti è semrpe meglio chiedere ai locali se un'area è sicura o meno. A seguito delle inondazioni, purtroppo, l'acqua non è più potabile.

Le strade in Bosnia-Erzegovina sono pericolose e i locali hanno spesso una guida veloce e rischiosa. Non è consigliato guidare di notte, mentre la guida durante l'inverno è vietatissima, poiché le strade sono completamente congelate!

Il Paese ha subito un vero e proprio trauma dopo la guerra del periodo 1992-1995. Se è possibile, bisogna evitare ogni riferimento a questo periodo. É anche da tenere a mente che i Serbo-bosniaci sono molto sensibili al tema dell'indipendenza del Kosovo.

Se volete recarvi in questo meraviglioso Paese, bisogna prevedere come minimo un soggiorno della durata non inferiore alla settimana. Questo perché spostarsi all'interno della Bosnia-Erzegovina non è così semplice.

In ogni caso è meglio scegliere la stagione primaverile o estiva, nelle quali si possono avere delle temperature più elevate rispetto ai rigidi inverni. Anche se è vero che gli inverni possono essere molto freddi, ci si può recare in questa terra balcanica per sciare. Infatti, numerosi sono gli impianti sciistici aperti e le possibilità di fare sport invernali sono praticamente infinite. Da ricordare che a Sarajevo si sono svolti i XIV° Giochi Olimpici Invernali nel lontano 1984, e qulacosa vorrà pur significare!

I più

  • +Il ricco patrimonio artistico e religioso.
  • +A patto di non toccare argomenti delicati, i contatti con la popolazione sono calorosi e conviviali.

I meno

  • -Alcune atrocità che assillano le memorie e la cui rievocazione può provocare gravi problemi.

Gastronomia

I prodotti tipici della Bosnia Erzegovina sono spesso poco conosciuti e poco diffusi al di fuori dei piccoli mercati locali. Ma il Paese vanta un'ampia offerta, in via di scoperta e valorizzazione.

Cevapi (polpettine di carne), pita (specie di torta salata), ciorba (zuppa), rostilja (grigliata): queste sono le principali specialità che un visitatore della Bosnia Erzegovina potrà gustare sovente nei ristoranti locali.

Molti dei prodotti tradizionali sono diffusi anche al di fuori del Paese, nella maggior parte dei territori della ex Jugoslavia. Così, in Bosnia Erzegovina come in Serbia, nell'interno della Croazia, come in Montenegro, troviamo formaggi freschi, distillati di frutta (rakja), sottaceti, conserve di verdura (tra cui il famoso ajvar) e insaccati tra loro molto simili.

Si possono trovare, inoltre, 16 varietà autoctone di melo e 16 di pero, 8 di ciliegio e 14 di prugno. Frutti che vengono tradizionalmente trasformati in succhi, marmellate, sciroppi e altre conserve, come il pekmez (melassa di frutta), il bestilj (marmellata di prugna) o lo slatko (conserva di frutta sciroppata). Lo slatko di prugne "Pozegaca", prodotto nell'Alta Valle della Drina, è stato inserito da Slow Food tra i suoi Presidi.

Anche la biodiversità animale è ricca: l'allevamento costituisce infatti un segmento tradizionalmente molto importante dell'attività agricola bosniaca, grazie alla grande disponibilità di pascoli. Troviamo dunque la capra "Domaca balkanska rogata", i bovini "Busa", i "Gatacko", adatti al pascolo sui suoli carsici dell'Erzegovina e la pecora "Pramenka". Con il latte di queste ultime tre razze si produce il formaggio nel sacco, altra specialità inserita da Slow Food nella sua Arca del gusto. Altri formaggi rinomati sono il Livanjski sir (formaggio di Livno), un pecorino a pasta dura prodotto nell'omonimo comune della parte occidentale del Paese e il formaggio di Vlasic, simile alla feta greca, leggermente salato e senza crosta. Il kajmak (panna o crema ottenuta dall'affioramento del latte, che viene conservata per pochi o diversi giorni, divenendo più o meno acidula) è un esempio di prodotto diffuso in tutta l'area balcanica, ma che in alcune zone acquisisce caratteristiche organolettiche specifiche e viene quindi riconosciuto come specialità. Particolarmente rinomato è quello della regione montagnosa di Romanija, nei pressi di Sarajevo, che esiste anche in versione affumicata. La Cooperativa agricola Livac, creata ad Aleksandrovac, produce invece il formaggio trappista, di cui ha recuperato la ricetta tradizionale in collaborazione con il monastero "Marija Zvijezda" di Banja Luka.

Souvenirs e artigianato

L'acquavite di prugna, la slivovica, è un ricordo fragile ed effimero da portare a casa. L'artigianato, poco diffuso, presenta oggetti in legno e in rame, camicie e tovaglie ricamate.

Orari dei negozi: dalle ore 9:00 alle ore 18:00 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 il sabato.