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Benin

Da Paola Kim Simonelli Paola Kim Simonelli Capo rubrica

Guida di viaggio

Incastonato tra la Nigeria e il Togo e sormontato dal Burkina Faso e dal Niger, l'ex regno del Dahomey si estende in lunghezza fino all'Oceano Atlantico. Antica potenza africana costruita sul commercio dagli schiavi, il Dahomey diventa indipendente nel 1960 e e prende il nome attuale nel 1975.

Si tratta di un paese ricco di storia, tra palazzi degli antichi re e tradizioni vud¨ ancora fortemente ancorate nella cultura del Benin.
Poco aperto al turismo, questo paese relativamente pianeggiante cela dei paesaggi variegati: a nord la savana e i Parchi Nazionali del W e del Pendjari; a sud la pianura disseminata di laghi, di lagune e di paludi e le spiagge sull'Atlantico.

I consigli della redazione

A Cotonou passeggiate lungo Plakodji, il quartiere dove sono installate le Pla, originarie di Grand Popo, sull'apertura della laguna, all'estremitÓ della cittÓ.
A Natitingou recatevi al centro Saint-Paul, dove godrete di una spettacolare vista su tutta la regione dell'Atakora. Chiedete all'abate della parrocchia di indicarvi la strada, poichÚ non Ŕ del tutto praticabile dai turisti.
Se soggiornate nel Benin a dicembre, non perdete le feste tradizionali in costume del Gani, a Nikki, capitale del regno dei bariba, nel corso delle quali i diversi capi bariba confermano la loro fedeltÓ al re di Nikki offrendogli doni.

I più

  • +Un soggiorno nel Benin permette di conciliare facilmente la voglia di natura e di scoperta culturale.
  • +La situazione politica del paese Ŕ stabile.

I meno

  • -Alcune regioni sono inaccessibili durante la stagione delle piogge.
  • -La balneazione Ŕ possibile e sicura solo in qualche luogo ben determinato.

Tradizioni

Il Benin Ŕ la culla del vud¨, un culto tradizionale politeista basato sull'idea che Dio si trovi in tutte le cose e ovunque nell'universo. Ci˛ si traduce con l'adorazione di molte divinitÓ. Alcuni culti sono anche rivolti a Heviosso, dio dei tuoni, a Ogun, dio del ferro e dei fabbri, a diverse divinitÓ (Dan) che procurano la felicitÓ agli uomini e sono occasioni di festa.

Gastronomia

Alla base dell'alimentazione del Benin vi sono due piatti: "l'amiwo" e "l'ablo". L'amiwo Ŕ composto da una pasta di farina di mais all'arachide cotta in una salsa a base di condimenti, di pomodori e di brodo di pollo. Viene generalmente servita accompagnata da pollo. L'ablo Ŕ un dolce preparato con riso e mais cotto a vapore.

Souvenirs e artigianato

Orari - teorici - di apertura dei negozi: dalle ore 9:30 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00. La grande diversitÓ dell'artigianato presente sui mercati del Benin farÓ contento il visitatore. Le maschere guÚlÚdÚ di KÚtou, gli articoli in vimini, le terrecotte, le poltrone scolpite, i gioielli di nichel, di rame, di bronzo o d'argento saranno graziosi souvenir del vostro giro turistico.