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Il gigante di bianco calcare di Vieste e la storia di Cristalda e Pizzomunno
Pubblicato il 13/02/2018

NaturaItalia

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La bella leggenda di Cristalda e Pizzomunno, cantata da Max Gazzè al Festival di Sanremo, che ha fatto commuovere l'Italia. Il monolito bianco di Vieste è il protagonista, insieme a due amanti sfortunati e il mare, presente in tutte le storie d'amore più belle.

Max Gazzè ha portato alla 68esima edizione del Festival di Sanremo una canzone dal titolo La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, con la quale si è guadagnato il sesto posto della classifica finale. Si parla di una leggenda che ha commosso tutta l'Italia e in primis la comunità di Vieste, che vuole conferire al cantante la cittadinanza onoraria, per "l'aver portato sul palco del più prestigioso festival della canzone italiana, un pezzo significativo nella nostra cultura popolare, ci riempie di gioia", ha detto al sindaco Giuseppe Nobiletti.

La leggenda dei due amanti sfortunati

La leggenda dei due amanti sfortunati
© josefskacel/123RF

All'inizio della spiaggia detta del Castello si erge un monolito bianco alto 25 metri, un faraglione chiamato Pizzomunno. Da questo simbolo della spiaggia garganica si è originata una leggenda dal finale dolce-amaro.
Si racconta che vi fosse, sulle spiagge di Vieste, un villaggio di pescatori. Pizzomunno erano uno di loro ed un bellissimo giovane alto e forte, amato da tutte le fanciulle del borgo. C'era anche Cristalda, anche lei bellissima, dai capelli del colore del sole. I due si innamorarono.
Il giovane pescatore, che passava le sue giornate in mare, doveva ogni giorno resistere alle tentazioni delle crudeli sirene. Queste con promesse e lusinghe seducevano i pescatori, per poi prendersi le loro vite. Ma Pizzomunno non cedeva, perché troppo innamorato della sua bella Cristalda. Un giorno le sirene gli proposero perfino di diventare il loro re e loro le sue serve, purché scendesse in fondo al mare con loro. Pizzomunno era irremovibile e l'ennesimo rifiuto alle creature marine gli costò caro.

Una sera Pizzomunno e Cristalda si ritrovarono a bordo del mare, per amoreggiare al chiaro di luna. Fu in quel momento che le sirene emersero dalle acque e trascinarono via la giovane fanciulla, tra le urla di lei e di lui. Al giovane si spezzò il cuore e rimase, per questo, pietrificato dal dolore. Da quel momento la sua figura di roccia si erge sulle acque e le osserva con aspetto regale.
Sembra però che il sortilegio permetta comunque ai due amanti di vedersi, una volta ogni cento anni. Per una sola notte, quella del 15 agosto, Pizzomunno riprende le sue sembianze umane e Cristalda riemerge dagli abissi. In quell'unica notte ogni cento anni possono vedersi e amarsi.

Versioni alternative della leggenda

Versioni alternative della leggenda
© vololibero/123RF

Quella qui raccontata è la versione più nota della leggenda, ma ne esistono anche altre. In una, per esempio, Cristalda era una sirena, l'unica ad essere riuscita a conquistare l'amore del bellissimo giovane. Le sorelle gelose li avrebbero puniti, ma il finale rimane tale e quale. Secondo un'altra versione l'amante di Pizzomunno si chiamava Viesta o Vieste, il che legherebbe l'origine del nome della città alla leggenda.
Quali che siano i dettagli, questa rimane una bella storia. E Gazzè la racconta così: "La gente lo ammira, gigante di bianco calcare che aspetta tuttora il suo amore rapito e mai più tornato..."

Max Gazzè - La leggenda di Cristalda e Pizzomunno