• Menu Esci
  • Easyviaggio, offerte viaggi
    • Voli
    • Hotel
    • Vacanze
    • Destinazioni
    • Per saperne di Più
      • Idee di viaggio
      • Campeggio
      • Itinerari di viaggio
      • Autonoleggio
      • Community
      • ComparatoreGreen
  • Connettiti
Sbarco sulla Luna: il contributo dell'Islanda
Pubblicato il 20/07/2019 , Modificato il 22/07/2019

CuriositàIslanda

Twitter Facebook 8 condivisioni

Prima di mettere piede sulla Luna gli astronauti dell'Apollo 11 atterrarono in Islanda, nella piccola cittadina di pescatori di Husavik, a trenta miglia di distanza dal Circolo Polare Artico. Cinquant'anni dopo, la città islandese celebra il proprio contributo imprescindibile alla missione lunare...

<strong></strong>
© Romolo Tavani/123RF

Prima che sulla Luna, gli astronauti atterrarono in Islanda.
Fu la terra del ghiaccio il palcoscenico eletto dalla Nasa per effettuare le prove generali della missione spaziale. Per addestrare opportunamente i protagonisti della storica impresa, gli scienziati americani scelsero il territorio più alieno della superficie terrestre, dove i geyser zampillanti e gli enormi crateri rievocavano la superficie della Luna.
L'Islanda costituì il trampolino per lo spazio grazie alle sue temperature proibitive e i deserti di lande ghiacciate ricoperti di pozze di fango bollente, dove la lava si alterna ai ghiacciai.

Voir cette publication sur Instagram

T-9 days to launch. This is one of the most iconic images from the Apollo 11 mission. It shows Buzz Aldrin on the Moon, with Neil Armstrong reflected in Aldrin's visor taking the photo. Fifty years later, it was used on the US Mint's Apollo 11 50th Anniversary Commemorative Coin. #Apollo50 #Apollo11 #CountdownToLaunch

Une publication partagée par National Air and Space Museum (@airandspacemuseum) le

La prima Luna terrestre

La cittadina di Husavik rivestì un ruolo fondamentale nella missione dell'Apollo 11. Tra il 1965 e il 1967 oltre 32 astronauti passeggiarono per la città islandese, tra loro c'erano nove dei fantastici dodici che hanno raggiunto il satellite. Su questi territori proibitivi lasciò la sua impronta persino Neil Armstrong, quando ancora ignorava che presto avrebbe compiuto il passo più celebre della storia.
Gli astronauti vennero condotti a Husavik con uno scopo preciso: portare a termine una "missione analogica". Avrebbero analizzato la peculiare conformazione geologica delle rocce in modo da poter in seguito distinguere i campioni da prelevare una volta atterrati sul satellite. Dovevano essere in grado di riconoscere la compattezza della regolite, la polvere lunare.
La superficie islandese fu quindi la prima Luna terrestre.

Cinquant'anni dopo

Il 20 luglio 1969 è entrato nella storia come la data in cui gli uomini conquistarono la Luna; ma in realtà quel giorno è solo il culmine, l'atto definitivo, di un percorso lunghissimo e accidentato.
I desolati altopiani islandesi fecero da sfondo a questa avventura senza precedenti che fornì all'uomo la facoltà di esplorare, per la prima volta l'inconoscibile. E alla fine scoprire che in fondo la Luna non era poi tanto diversa dalla Terra, in particolare da quei territori solitari d'Islanda che sembravano ricordare agli umani la loro insignificanza nell'immensità dell'universo.

"Questo è un piccolo passo per l'uomo, ma un passo gigante per l'umanità". Disse Neil Armstrong mentre il mondo intero lo osservava strabuzzando gli occhi di fronte allo schermo in bianco e nero del televisore. Meno celebre è invece la frase proferita dal secondo astronauta, Buzz Aldrin, che paralizzato dall'identico stupore parlò di "magnifica desolazione".
Una descrizione che si associa perfettamente alla terra islandese.

<strong></strong>
© JR Photography/123RF

L'Islanda sembra davvero la Luna

"L'Islanda sembra davvero la Luna. Ha questo paesaggio ultraterreno, specialmente in estate, quando c'è meno neve e ghiaccio nel deserto artico settentrionale", conferma Örlygur Hnefill Örlygsson, direttore del Museo di Esplorazione di Husavík, dove oggi sono conservate le repliche delle tute spaziali Nasa.
Tra caverne di ghiaccio, enormi crateri e vulcani sommersi, l'Islanda rivela una bellezza primordiale e magnifica tanto da essere definita "the Moon on Earth", la Luna sulla Terra.
Camminare lungo questa superficie cosparsa di voragini e antiche colate laviche è come trovarsi su un altro pianeta.

La cittadina di Husavik

Oggi Husavik è un semplice paese di pescatori, che sembra aver scordato la propria avventura spaziale. Si trova in una zona a Nord del lago Mývatn, nell'area geotermale di Namaskard, celebre per i giacimenti minerali di zolfo.
È un piccolo borgo di sole 2000 anime nell'area più settentrionale dell'Islanda, caratterizzato da un clima molto rigido, quasi polare. Il paese vive essenzialmente di pesca e turismo, Husavik è considerata la capitale mondiale del "Whale Whatching" e i visitatori l'assediano per avvistare le balene le cui enormi code emergono tra le acque lungo la costa.
Avere un contatto ravvicinato con gli enormi cetacei qui è possibile, in questo luogo che sembra situarsi ai confini del mondo. Nel mare piatto e grigio, attraversato dalle correnti fredde del Nord, i giganteschi animali - dalle forme quasi preistoriche - fanno capolino tra gli sbuffi inarcando le grandi schiene e sferzando le onde con le code colossali.

La Baia dei Tremori

La baia di Skjálfandi è stata originata dall'erosione dell'Era Glaciale ed è ora conosciuta dagli islandesi con il nome di Baia dei Tremori a causa dell'intensa attività sismica che si svolge sotto le coste. La zona è un'immensa distesa di sorgenti calde, cascate, vulcani attivi e pozze di fango incandescente: tutte le forme più insolite della geologia terrestre si trovano in Islanda, una terra estrema, dura, inospitale.

<strong></strong>
© max5128/123RF

Il cinquantesimo anniversario

Trentadue astronauti camminarono su questa superficie immaginando di iniziare la propria missione galattica: Husavik fu, per loro, il primo prototipo di Luna conosciuto. Osservavano questo paesaggio strano, così diverso dalle città americane a loro note, e passo dopo passo, nella fatica dell'impervio cammino, proseguivano con uno sforzo e si dicevano con un brivido: "La Luna sarà così". Ma al brivido si accompagnava la paura dell'ignoto.
Oggi Husavik, il luogo più ultraterreno della Terra, commemora il ruolo svolto in quello che fu un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità. Numerose iniziative animeranno la cittadina il 20 luglio 2019 in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna.
A cinquant'anni di distanza il fascino dell'epica impresa lunare permane indiscusso e ancora aleggia su quei luoghi solcati da uomini intrepidi, pronti a svolgere un viaggio senza precedenti.

"La cosa più importante della missione Apollo fu dimostrare che l'umanità non è incatenata per sempre a un solo pianeta, e che le nostre visioni possono superare quel confine, e che le nostre opportunità sono illimitate". Disse Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna quel lontano 20 luglio 1969. In un'unica frase condensò il senso filosofico e umano della mitica "operazione Luna": non scoprire nuovi mondi, ma mettere alla prova i limiti dell'umanità.

La Luna sulla Terra

Gli altopiani islandesi sono la testimonianza di quanto accadde in quei giorni gloriosi, quando lo Spazio rappresentava ancora una bella avventura ai limiti del possibile, un territorio inesplorato.
Se volete fare un viaggio sulla Luna senza varcare l'orbita terrestre, ora sapete dove andare.