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In Danimarca sulle tracce di Karen Blixen
Pubblicato il 29/05/2019

CulturaDanimarca

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La scrittrice era originaria di Rungsted, un paesino danese a pochi chilometri da Copenaghen, e qui fece ritorno dopo aver lasciato la "sua" Africa. La casa in cui la Baronessa Blixen trascorse gli ultimi anni, dedicandosi alla scrittura e al giardinaggio, è stata adibita a Museo. All'interno sono conservati i manoscritti, le prime edizioni dei suoi libri, e i ricordi risalenti al periodo africano...

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La casa africana di Karen Blixen a Nairobi © debstheleo/123RF

"È come se tutta questa vecchia, amata casa, si raccogliesse attorno a me e mi proteggesse", così Karen Blixen parlava nelle sue lettere di Rungstedlund, il suo rifugio di malinconia.
Le memorie della scrittrice de La mia Africa, contrariamente alle aspettative, non sono custodite tra le piantagioni masai e le aride pianure del Kenya, ma in questo piccolo grazioso cottage a 25 km da Copenaghen, dove la Baronessa trascorse le stagioni cardine della sua esistenza: l'infanzia e la vecchiaia.

La stanza della scrittura

Di certo l'essenza della scrittrice danese si è conservata nella casa di Rungsted, nella Seeeland a nord di Copenaghen, dove visse in seguito al fallimento della piantagione africana, dedicandosi alle sue attività preferite: il giardinaggio e la scrittura.
Gravemente malata, morì consumata dalla sifilide che la uccise il 7 settembre del 1962 dopo averla ridotta ad una condizione di magrezza estrema. Tra le pareti sembra di udire il suono della sua voce che ancora incanta tessendo trame incredibili e paurose, dense di passioni e misteri.
È questo il luogo dove Karen Blixen scrisse tutti i suoi romanzi, da Sette storie gotiche a La mia Africa diventando una delle maggiori scrittrici del Novecento. La casa in stile cinquecentesco, ora adibita a museo, conserva intatto il prodigio della vita letteraria, i colpi battuti sulla macchina da scrivere, e il sortilegio immaginifico delle storie africane.
Il posto dedicato alla scrittura era una piccola camera affacciata sul mare, chiamata dall'autrice La stanza di Edwald perché qui soggiornò per alcuni mesi il famoso poeta danese.

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L'interno della casa-museo

La dimora natale di Karen Blixen sorge sull'Øresund, il braccio di mare che separa la Danimarca dalla Svezia, ed è una graziosa villa dalle candide mura ricoperte d'edera.
All'interno della casa-museo di Rungsted si respira un'atmosfera intima ed ospitale, come se si venisse accolti nel salotto di una vecchia zia.
Si può ammirare l'amata libreria della scrittrice che conserva le prime edizioni delle sue opere, risalenti al 1933. C'è lo scrittoio accanto alla finestra affacciata sul Mar Baltico; la poltrona preferita della Blixen dove era solita abbandonarsi alle sue letture; e le fotografie di Denys Finch Atton nelle cornici d'argento. Tutto è rimasto esattamente come Karen l'aveva lasciato.
Una delle attrazioni più interessanti e curiose del museo è costituita dalla Stanza verde - chiamata così per il colore delle sue mura - dove sono conservati i cimeli del periodo africano. In questo luminoso soggiorno sono appese le lance masai che spiccano sulle pareti come dei quadri decorativi; in questo sembra rivivere un piccolo angolo d'Africa con gli oggetti esotici, le maschere in legno, e i variopinti suppellettili che Karen aveva portato con sé dal Kenya tra cui spicca il celebre parafuoco di legno con dipinte le figure cinesi che l'aveva accompagnata nelle lunghe e oscure notti africane.

Gli oggetti del ricordo

A battere i rintocchi è il prezioso orologio a pendolo danese portato dai coniugi Blixen alla fattoria di Nairobi e in seguito ricondotto qui, nell'abitazione originaria.
L'antico pendolo sembra ricongiungere il tempo passato al presente con la sua regolarità immutabile; forse il suo suono familiare accompagnava la Baronessa Blixen durante i pomeriggi di scrittura ricongiungendola con i ricordi della sua vita perduta in Africa.
L'orologio vigila sull'atmosfera sospesa della casa, evocando il tempo della memoria, mentre continua a scandire le ore con metodica regolarità, immergendo i visitatori in un'atmosfera di nostalgica rimembranza. La valigetta in pelle ormai sbiadita, la macchina da scrivere Corona con i tasti consumati dalla pressione delle dita, i libri ordinati sugli scaffali; tutto sembra testimoniare una presenza ancora tangibile, come se Karen Blixen si fosse allontanata soltanto per un momento, con l'intenzione di ritornare a breve.

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Last weekend's major creativity boost was a writing workshop at Rungstedlund, home of famous Danish writer Karen Blixen, now a museum. After writing and walking in the park and bird sanctuary there was a chance to pay the baroness a visit. Her spirit is still vividly present in the house. @cph_creativewriting ... ....... #writing #creativity#rungstedlund #karenblixen #karenblixenmuseum #skriveworkshop #cphcreativewriting

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© Janusz Pienkowski/ 123RF

Sono gli alberi d'Africa a chiamare

Attorno alla casa si estendono oltre 40 ettari di parco, un giardino meraviglioso ricco di fiori che Karen amava curare con le premurose attenzioni di una madre e da cui ricavava i suoi favolosi bouquets.
In questa atmosfera idilliaca si distingue anche il canto gioviale degli uccelli che intessono un sortilegio d'incanto; proprio per volontà della Blixen il parco fu adibito a riserva ornitologica.
Proprio in questo giardino la scrittrice fu sepolta, dopo una breve cerimonia svoltasi all'interno della casa. Qui, in una tomba spoglia e priva di targhe commemorative, giace uno dei più grandi personaggi della letteratura mondiale. Il nome di Karen Blixen è inciso su una semplice lastra di pietra posata ai piedi di un faggio secolare.
Nel piccolo spiazzo erboso sottostante riposa per sempre la grande scrittrice danese, mentre il vento soffia implacabile tra i rami sussurrando racconti di paesi lontani. Chiunque sia di passaggio può lasciare un fiore, per poi tendere l'orecchio e lasciarsi trasportare dal suono degli "alberi d'Africa" che chiamano con l'irresistibile malinconia delle cose perdute. Nella pace idilliaca del luogo sembra rivivere il sogno di un'eterna felicità, come risuona nelle parole immortali di Karen Blixen: "Dubito davvero che per me possa esserci felicità più grande che volare sulle pianure dell'Africa e sopra le Ngong Hills con Denys".

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I couldn't visit Denmark without going to the @karenblixenmuseum. After years in Africa, she came back to the family estate and wrote Out of Africa and Babette's Feast, under the nom de plume Isak Dinesen. Both were made into films in the 1980's. While walking to the museum from the train station, we wound our way through the beautiful, wet woods on the estate. We came upon Karen's gravestone under the gigantic tree where she loved to sit for hours. I've always thought, when I look at trees, what tales they have to tell! To me, they're the wise ones. I also love this photo of Marilyn Monroe with Karen. Apparently, Marilyn loved the notion of spending time with the literati...hence her marriage to Arthur Miller. Both Miller and MM were with Karen at this sitting. Also, these paintings by Karen, herself, are gorgeous. My mom always told me, ?If a person is very good at one thing, they're probably good at many.? This is so true in Karen's case. . . . #KarenBlixen #KarenBlixenMuseum #IsakDinesen #OutofAfrica #BabettesFeast #MarilynMonroe #ArthurMiller #painting #author #writing #books #museum #gravestone #Denmark

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