Umoja : per legge, la città delle donne
Pubblicato il 24/01/2019 6 condivisioni

CulturaKenya

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Ribellarsi al sistema si puó, anche in Africa. Esiste Umoja, la città delle donne, dove il maschilismo del popolo Samburu non è ammesso e dove le donne vivono di turismo etico.

A qualche centinaio di chilometri a ovest di Nairobi, tra il monte Kenya e il lago Turkana, vive l'orgoglioso popolo dei Samburu. Questo gruppo etnico africano, strettamente imparentato con i Masai (come dimostra l'alta coincidenza del numero dei vocaboli delle due lingue), si definisce Lokop, ovvero, padrone della terra. Come i Masai, sono pastori semi-nomadi; allevano zebù, pecore, capre e cammelli, si nutrono di cacciagione e sono poligami. La poligamia è visibile dalla formazione dei piccoli agglomerati che compongono i villaggi, infatti, ogni famiglia possiede tante tende quante sono le mogli.

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© Roland Brack HeckePics/123RF

Mogli che costruiscono le proprie case con fango, bastoni e sterco; case al cui interno filtra qualche raggio di sole sufficiente a distinguere due ambienti: quello degli uomini e quello delle donne. Ogni agglomerato è regolato dalle decisioni degli uomini, le donne non hanno alcun potere, anche la mutilazione dei genitali femminili è regolata dagli uomini, vi basti sapere che uno dei riti di passaggio dalla pubertà all'età adulta è l'infibulazione, e nessuna Samburu puó sottrarsi a questa pratica prima del matrimonio, pena l'emarginazione.

Questo è il quadro generale, ma come sono cambiate le cose?
Era il 1990.
Un giorno, Rebecca Lolosoli, una donna Samburu, decise di ribellarsi alle violenze continue che i soldati inglesi ( che si addestravano nelle basi militari della zona) infliggevano alle donne della zona. Quello, fu il giorno in cui Rebecca, non solo fu picchiata da suo marito (in quanto donna, non aveva il diritto di esprimersi), fù anche violentata da un gruppo di uomini davanti gli occhi dello stesso. Rebecca aveva semplicemente espresso la sua opinione. Tutto qui.

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Rebecca Lolosoli, 1962 - present Rebecca was born in Wamba in the Samburu County of Kenya. Samburu women are considered the property of their husbands. They are often forced into marriage at a young age, do not hold the same rights as men and are routinely subjected to female genital mutilation. Rebecca was married at 18 years old for a dowry of 17 cows. In the 1990's there were around 600 reports of rape by British soldiers in the Samburu region. After Rebecca herself was raped she became an outspoken advocate for her fellow survivors. Angered by her vocalism, local men beat her so badly she was hospitalised. Rebecca's husband did not protest at all and she decided to leave him. She then became one of the founders of the all women village of Umoja, a safe haven for women fleeing forced marriages and domestic violence. To support the needs of the village, the residents started a jewellery business. This enterprise threatened the local men, who regularly beat them and stole their earnings. Despite this Umoja has prospered and made enough money to build a school. Not only do they provide education for their own children, but also the children of the surrounding villages. Umoja stands as a powerful example of a successful matriarchy. The women own the land the village stands on. They gather under the "Tree of Speech" to make decisions and all women are equal. Sons are welcome as long as they do not try to dominate the women. Husbands regularly try to take back their wives and the women work together to keep a constant watch. Umoja's success has inspired several sister villages and Rebecca is their presiding Matriarch. In 2005 she visited the United Nations and began to receive death threats. In 2009 her husband attacked the village and the women were forced to leave for their own safety. In 2010 she was awarded the Global Leadership Award and the following year met Hillary Clinton, who she calls a "good friend", at the Women in the World Summit in New York. As of 2015 there were 47 women and 200 children living in Umoja. #rebeccalolosoli #kenya #umoja #samburu #womensrights #matriarchy #matriarch #fgm #fightthepatriarchy #freedom #amazingwomen #womenshistory

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© Roland Brack HeckePics/123RF

Da questa tragica vicenda, che non è altro che una delle tante storie di violenza subita dalle donne Samburu, nasce Umoja, una società che ammette solo donne. Rebecca, dopo aver divorziato dal marito, insieme ad altre donne stanche delle continue violenze, ha fondato una città dove tutte hanno gli stessi diritti e dove vige una ferrea e rispettata regola: gli uomini non sono ammessi.
Ad Umoja, la cosa più importante è l'istruzione dei bambini (maschi e femmine); essi vengono educati sin da piccoli a rispettare le donne, lontani dal concetto di violenza e superiorità, per formare esseri umani migliori.

Una particolarità, che forse qualcuno condannerà, è che non sono ammesse "bambine incinte", o meglio, uno dei precetti fondamentali è quello di imparare a prendersi cura di sé stesse, ragion per cui, le bambine che si ritrovano incinte vengono fatte abortire. Una volta raggiunta la maggiore età, si è libere di frequentare gli uomini( fuori da Umoja, si intende). Non è obbligatorio sposarsi per avere figli e la pratica dell'infibulazione è vietata. Ogni regola è nata per mettere fine a un passato con cui, molte delle donne presenti oggi ad Umoja, hanno dovuto combattere.

Come si sostengono? Con il turismo etico! In pochi anni, e tanto impegno, le donne di Umoja hanno dato vita a un vero e proprio villaggio turistico dove i viaggiatori possono sostare, conoscere le tradizioni (danze, dimostrazioni pratiche di manufatti) o prendere parte a tour organizzati per visitare la riserva di Kalama. Questa è l'Africa autentica da visitare e omaggiare! Quindi, se vi trovare in Kenya, e volete fare una pausa dal Resort, sappiate che Umoja, la città delle donne, vi aspetta.

The Land of No Men