Riserva Naturale dello Zingaro: il percorso sul litorale
Pubblicato il 20/08/2020

EcoturismoItalia

Twitter Facebook 4 condivisioni

Un percorso naturalistico si, ma anche leggendario, dove briganti ed eroi si nascondevano agevolati dalla conformazione e dalla natura dei luoghi. Scopriamo insieme la Riserva Naturale dello Zingaro!

Riserva Naturale dello Zingaro, Sicilia

Riserva Naturale dello Zingaro, Sicilia
© equilibriuman/123RF

Da San Vito Lo Capo a Castellammare del Golfo si stagliano 7 chilometri di pura contemplazione naturalistica.

La Riserva, prima in Sicilia, è stata istituita nel 1981 dalla Regione Siciliana. La denominazione "zingaro" non ha alcuna fonte storica, infatti, non c'è alcuna notizia di nomadi che hanno vissuto in questi luoghi, mentre viene indicata la presenza di una colonia di Lombardi nel XIII secolo.
Cotanta bellezza si estende nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani ed è una delle pochissime riserve in Sicilia senza strada litoranea.

All'interno della riserva si trovano il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, dove è riprodotto il ciclo completo del grano, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco. Un vero e proprio paradiso ecoturistico!

<strong></strong>
© Yuriy Brykaylo/123RF

Fruibile da tutti, il trekking costiero consta di tre percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un limite all'altro della riserva, è il più frequentato e anche il meno impegnativo, il secondo, un po' più faticoso, procede a zig zag sul territorio, incrociando la costa e le vette, mentre il terzo è riservato agli sportivi, e praticamente attraversa tutto lo Zingaro dall'alto al basso.

Lungo i sentieri si può riposare o addirittura pernottare nei Rifugi, chiedendo anticipatamente il permesso alla Riserva. Non dimenticate di visitare le spiaggette stagliate lungo il percorso!Imperativo categorico è: non sporcare, non inquinare, rispettare mare, terra e cielo.

Borgo Cusenza - il borgo nella Riserva

Borgo Cusenza è considerato il cuore dello Riserva dello Zingaro, nonostante le case non siano più abitate, questo agglomerato rurale racconta la storia di un popolo antico e sapiente, libero dalle contaminazioni dei borghi vicini.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da archituri (@archituri) in data:

Le abitazioni sono ben tenute, alcune camere visitabili. Oggetti e mobili ricostruiscono dettagliatamente l'idea della quotidianità del secolo scorso che, inevitabilmente ruotava attorno al lavoro dei campi. Si coltivavano cereali, e fino ai primi del '900, le circa 14 famiglie che vi vivevano, avevano perfino una cantina per la produzione del vino e si recavano nelle frazioni vicine (3km) solo per riparare gli attrezzi del lavoro.

Scopello, il borgo prima della fine del percorso

Scopello, il borgo prima della fine del percorso
© Roman Babakin/123RF

Sembra il set di un film, ma vi assicuriamo che è tutto vero: il tratto del litorale nord occidentale della Sicilia è tra i più scenografici al mondo. Giunti alla fine del percorso, la Riserva ci regala l'immersione nel piccolo borgo seicentesco di Scopello, che a sua volta, ci intima di guardare verso il mare per perderci nella visione dei famosi Faraglioni, divenuti ormai il simbolo di questo angolo di paradiso.
Il Borgo si sviluppa attorno ad un bellissimo baglio del ?600 e ad un antico abbeveratoio. Qui, in estate, si concentra un turismo slow, che ama perdersi nel ritmo lento del borgo. Tappa obbligatoria anche per la buona cucina, famoso il suo pane cunzato!

Flora e fauna durante il cammino

Camminando nella Riserva vi imbatterete nella flora e nella fauna caratteristica di questa zona. Decisivo per la vegetazione è il clima generale, definito da una temperatura media annua di 19°C e da una piovosità di 645 mm. Anche quando non piove spesso ristagnano sui monti benefici banchi di nebbia provenienti dal mare, che sostengono microclimi umidi locali. Oltre a specie comuni dell'area mediterranea la Riserva ospita elementi particolari come il Limonium flagellare (limonio), endemico esclusivo nel tratto di costa compreso tra lo Zingaro e Balestrate; l' Helichrysum rupestre var. rupestre (perpetuino), il Dianthus rupicola (garofanino), la Centaurea ucriae (fiordaliso di Sicilia). Maggiore diffusione ha la gariga a palma nana, in alcuni tratti molto densa e prossima alla macchia.

Per quanto riguarda la fauna, vanto della Riserva è l'aquila del Bonelli che si riproduce regolarmente, il falco pellegrino, la coturnice di Sicilia che riesce qui a mantenere popolazioni stabili, la poiana dalle grandi ali caffe-latte, il gheppio (piccolo falco dal colore castano bruno), il barbagianni, l'allocco, la civetta chiudono il panorama dei rapaci.
Nelle zone umide vive il discoglosso dipinto, anfibio simile ad una rana, assente nel resto d'Italia. Vanno segnalate anche le 8 specie di pipistrelli che di giorno vivono dentro cavità ed una serie di roditori tra cui il topo quercino e l'arvicola del savi. E' utile dire che gli incontri con gli animali selvatici non sono programmabili ma casuali: il bello della Riserva è anche questo!