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Torna la vita nel Mar Morto: profezia biblica o disastro ecologico?
Pubblicato il 19/10/2018

NaturaIsraele

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Pesci nel mar morto. Non è solo una profezia biblica, ma scienza. Perché il livello del mare si sta pericolosamente abbassando portando alla luce sacche di acqua dolce dove la vita può prosperare. E non è una buona notizia, perché il Mar Morto potrebbe scomparire. Così come parecchia dell'acqua che popola i nostri oceani.

La salinità del Mar Morto è dieci volte superiore quella dell'oceano

La salinità del Mar Morto è dieci volte superiore quella dell'oceano
© vvvita/123RF

"Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo".
(Ezechiele 47.9 ? 10)

Per coloro che hanno visitato il luogo più basso sulla faccia della terra, questa profezia della fine dei giorni di Ezechiele, contenuta nella Bibbia, potrebbe forse sembrare impossibile. Eppure parrebbe che le Sacre Scritture ci abbiano visto giusto: le doline sono scienza, e in questi "fori" dai quali fuoriesce acqua dolce crescono organisimi viventi, che resistono all'incredibile salinità del Mar Morto. Che potrebbe scomparire in favore dell'acqua dolce proveniente dal sottosuolo.

Il Mar Morto costituisce sicuramente un luogo unico in Israele, dove i turisti amano immergersi per l'impagabile sensazione di leggerezza che dà la sua acqua ipersalina, dieci volte più salata dell'oceano e che gli è valso il nome di "morto" vista l'impossibilità di sopravvivenza nel suo ambiente. Galleggiare nelle sue acque potrebbe dunque, prima o poi, non essere più possibile.

Perché il Mar Morto sarà così di nome, ma non di fatto, e lo sa bene il fotoreporter Noam Bedein, curatore del progetto "Dead Sea Revival Project", che ha giudicato il nome non adatto all'"ottava meraviglia del mondo". Proprio Bedein ha immortalato i pesci nelle doline del Mar Morto, così come i microrganismi, la vegetazione in crescita e milioni di nuovi ospiti che ogni anno vanno in cerca di vita attraverso l'acqua ricca di minerali e ossigeno che scorre sotto lo strato di sale. Dunque, seppur incredibile, la pesenza di pesci nel Mar Morto è perfettamente provata scientificamente. Le doline del Mar Morto, ricche di acqua dolce, si formano a più di 400 metri sotto il livello del mare, e sono causate dall'abbasamento dei livelli d'acqua. L'acqua che scorre sottoterra incontra gli strati di sedimenti, e li scioglie, aumentando la portata del suo bacino.
Queste sono state scoperte nel 2011, e già erano tappezzate di microrganismi come di pesci e alghe.

"Centosessanta ricercatori e quasi tutte le università hanno qualcosa da dire sul salvataggio del Mar Morto", ha dichiarato al Breaking Israel News Jackie Ben Zaken, guida ed esperto dell'ecosistema del Mar Morto. "Come risultato delle doline, oggi possiamo vedere un habitat con meno dell'1,5% di salinità: acqua che si potrebbe bere circondata da acqua salata e minerali come bromo, magnesio e potassio" ha spiegato.

Dunque, proprio come vuole la profezia di Ezechiele, alla fine la maledizione del Mar Morto, causata dalla distruzione di Sodoma e Gomorra, è conclusa, e lentamente la vita può tornare a ripopolare quella terra "maledetta".
"Il Mar Morto è uno spaccato nella terra", ha commentato Samantha Siegel, che già nel 2016 aveva realizzato un video diventato virale a proposito della realizzazione delle profezie bibliche sul Mar Morto. "È come se la Madre Terra rompesse le sue acque prima di dare alla luce. Sembra così aspro ora, ma questo è solo il paradiso che viene ricoperto da un po 'di inferno. Quando verrà Moshiach e la bontà della creazione verrà fuori, sarà puro paradiso. E come abbiamo occhi per vederlo, sappiamo che sta già accadendo", ha aggiunto.

D'altro canto sono due le facce del Mar Morto, perché se da una parte lo stato attuale del mare con i suoi camini di sale (formazioni di accumulo di sale intorno alle sorgenti d'acqua dolce) e depositi (formati dalla cristallizzazione pressurizzata degli acidi saturi per variazioni di temperatura) fanno ottenere stupende foto e avverare avvenimenti profetici, la sua bellezza illusoria è il risultato dell'equivalente di 600 vasche olimpioniche di acqua svuotate ogni giorno dal mare: circa 190 milioni di centimetri cubi all'anno, una vera catastrofe ambientale!

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"La prossima generazione non sarà in grado di godersi il Mar Morto come lo conosciamo oggi" ha aggiunto Zaken. Che da due anni documenta i cambiamenti geologici del Mar Morto, attraverso tour scientifici in barca che possano educare i turisti sull'evoluzione che il mare subisce ogni giorno, evoluzione causata della deviazione delle acque del Giordano e del Mar di Galilea per scopi agricoli, e dall'evaporazione provocata dall'estrazione minerarie del Mar Morto.

"Il problema non è quello che evapora, ma quello che non entra", ha spiegato Ben Zaken. "Per salvare il Mar Morto dovremmo riempire il Mare di Galilea, la sua principale fonte d'acqua, che è già in uno stato pessimo. Se non facciamo nulla, nel giro di 80 anni avremo un vero disastro ecologico, un punto di non ritorno, dove il livello del mare si abbasserà, i minerali cristallizzeranno ma non affonderanno e l'ossigeno nell'aria sarà bloccato".

Tra le proposte risolutive il canale "Red-Dead", un oleodotto di desalinizzazione che partirebbe da Aqaba, in Giordania e un impianto di desalinizzazione nel Golfo di Eilat che porterebbe l'acqua desalinizzata sempre in Giordania, idea discussa come parte degli accordi di pace con Israele e che avrebbero dovuto essere attualizzati nove mesi fa, in ritardo per complicazioni politiche.

Nel frattempo la profezia sembra avverarsi. E se la vita ritornata nel Mar Morto lascia presagire la fine del mondo di certo la colpa non sarà di creature celesti.
Ma tutta umana.