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Il Sud Africa legalizza il traffico di corni e di rinoceronti
Pubblicato il 30/08/2017

AmbienteSudafrica

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Non c'é pace per i poveri rinoceronti sudafricani.
Questi meravigliosi animali sono costantemente nel mirino dei bracconieri; li cacciano per il loro prezioso corno che viene poi rivenduto sul mercato clandestino asiatico, fatturando ogni anno milioni di dollari.

La caccia al rinoceronte, lo sappiamo bene, molto spesso ha degli esiti mortali per il povero animale, in quanto quasi sempre la rimozione del prezioso corno avviene quando l'animale è cosciente e senza tenere conto quindi del dolore immenso che gli animali soffrono durante l'operazione che spesso li conduce alla morte.
Chi pratica questo genere di commercio sono uomini e donne senza scrupoli, disposti a sacrificare la vita di centinaia di animali per risposndere alle assurde richieste del mercato cinese e vietnamita, i quali utilizzano il corno polverizzato per ottenere dei "rimedi miracolosi", seguendo le pratiche della medicina orientale.

Un rinoceronte privato del suo corno

Un rinoceronte privato del suo corno
© ayerst/123RF

Questo assurdo traffico é così fiorente che i profitti superano di gran lunga quelli legati al traffico illegali di diamanti e di droga; basti pensare che 1 kg di merce vale circa 50.000 dollari.
E oggi, dopo anni di "proibizionismo" ecco che la Corte Suprema del Sud Africa legalizza la pratica della rimozione del corno ai rinoceronti. Assurdo, penserete, e invece no.
Forse ingolosito dalla quantità di denaro in ballo, o forse, come viene sostenuto in una nota ufficiale, con "la speranza di poter fermare i traffici illegali", il Governo ha approvato questa legge che prevede quindi la possibilità di prelevare il corno ai rinoceronti, seguendo determinate procedure, tali per cui l'animale non soffrirebbe,ne tanto meno, rischierebbe la morte.
La questione di un possibile mercato legale di corna di rinoceronti era già stata portata all'attenzione della stampa un paio di anni fa, da un certo John Hume , un allevatore di rinoceronti che, durante un'intervista alla BBC, aveva spiegato che l'impossibilità di vendere il corno legalmente, lasciava libero spazio ai bracconieri, che attaccavano spesso i suoi animali, uccidendoli pur di entrarne in possesso.

Secondo i sostenitori dell'emendamento, con questa legge si tutelerebbero gli animali in primis: il corno se ben tagliato, ricresce interamente nel giro di 2 anni, e se la procedura viene fatta sotto anestesia non si provocano danni all'animale, ne tantomeno stress.
D'altrocanto, molti attivisti per la salvaguardia degli animali, fanno notare che il corno, al rinoceronte, serve: al di là dello shock psicologico che l'animale subisce per l'amputazione ( é provato che va a procurare all'animale un forte stress) si corre il rischio che poi l'aniamle non sia più in grado di difendersi dagli altri rinoceronti o dai predatori, condannandolo quindi a un destino molto incerto.
Trattandosi questa di una questione davvero spinosa e delicata, ci aspettiamo di sentire parlare di questo argomento, ancora a lungo, anche perché se, da una parte operare in questo modo, forse ridurebbe il lavoro ai bracconieri e ai trafficanti di corna, dall'altra ci troviamo davanti alla scelta di privare migliaia di anaimali di una parte del loro corpo, sottoponendoli a un forte stress per avere anche un certo tornaconto economico. Perché, non dimentichiamolo, é il denaro che muove il mondo.

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