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Studiata "l'acqua vecchia" degli oceani, immobile per più di 2000 anni sul fondo del mare
Pubblicato il 22/11/2017

AmbienteAustralia

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Come si stabilisce l'età dell'acqua? Per quale motivo esiste dell'acqua giovane e dell'acqua più vecchia e che cosa significa? Se non vi siete mai posti queste domande, é il caso che iniziate a farlo, anche perché il ciclo dell'acqua sta cambiando e...indovinate un po' di chi é la colpa ?

Finalmente gli scienziati sono riusciti ad analizzare dell'acqua così detta "vecchia", intrappolata sul fondo dell'Oceano Pacifico, da più di 2000 anni, scoprendo cose davvero interessanti sul nostro pianeta, su come esso sta cambiando e che ruolo ha l'uomo in tutto cio'.
Per cominciare, occorre chiarire che cosa si intende per acqua "giovane" e per acqua "vecchia", in quanto l'idea che l'acqua possa invecchiare negli oceani, ai non addetti ai lavori, potrebbe suonare un po' bizzarra, ma invece é del tutto vera!
L'acqua giovane é quell'acqua prodotta dalle precipitazioni, e che riversatasi in laghi e fiumi finisce poi nell'Oceano rimanendo in superficie, viaggiando da una parte e l'altra del globo e tornando infine ad esser parte attiva durante il processo di creazione delle precipitazioni.
In linea teorica quindi, non dovrebbe esistere dell'acqua vecchia, in quanto c'é un ricambio continuo...ma invece esiste.
Ed é quella che, come confermato dagli studi dell'Università del Galles del Sud, grazie alle correnti oceaniche, viene attirata verso i fondali e li si deposita, restando praticamente immobile anche per centinaia e centinaia d'anni diventando ogni giorno più vecchia e più densa.
E si, perché l'acqua, man mano si scende di profindità diventa più densa e più salata, grazie a un'azione combinata di pressione e salinità!
Questi nuovi studi, hanno quindi confermato la preesistente teoria secondo cui l'acqua invecchiasse in determinate zone del pianeta, a causa della conformità specifica dei fondali e dalle correnti oceaniche che vi transitano.

Il ciclo dell'acqua é essenziale per la creazione della calotta artica

Il ciclo dell'acqua é essenziale per la creazione della calotta artica
© goinyk/123RF

Ma a cosa può servire studiare l'acqua depositatasi sul fondo dell'oceano 2000 anni fa?

Essa può rivelarci, ad esempio, dati importanti sullo stato di salute del nostro pianeta, sopratutto ora, che i normali cicli cliamatici sembrano esser andati in tilt.
Cicloni, uragani, tempeste tropicali fuori stagione, unite a periodi di estrema arsura e temperature ben superiori alla media, preoccupano da anni la comunità scientifica, e sono un indice dell'attuale cambiamento climatico.
Giusto per darvi un'idea della sua utilità, occorre sapere che, negli ultimi anni, grandi quantità di questa acqua vecchia é tornata in superficie, a causa del cambiamento delle correnti oceaniche e dei sempre più forti cicloni che si abbattono su Oceani e coste, dovuti al riscaldamento globale.
Tutto questo movimento d'acqua e aria ha rimescolato l'acqua degli oceani, facendo riafforare l'acqua più vecchia depositata sui fondali e spingendone una notevole quantità verso la calotta artica.
Il risultato? Niente più ghiaccio d'inverno e l'Artico che si scioglie pian piano.
Non vi é chiaro? Proviamo con esempio banale: qual é uno dei rimedi più efficaci contro la formazione di ghiaccio, sulle strade? Il sale. Cosa contiene l'acqua del mare? Sale.
Ma allora cosa cambia se acqua nuova e acqua vecchia si mescolano? Molto semplice, come spiegato prima, l'acqua vecchia ha una densità e salinità maggiori, quindi anche se la temperatura scende di molto sotto zero, non solo non si ghiaccerà, ma "contaminerà" anche l 'acqua nuova della calotta polare artica, impedendo la formazione di nuovo ghiaccio e facendo alzare il livello dei mari.
Se a questo aggiungete l'innalzamento termico globale, capirete anche voi l'interesse degli scienziati verso "questo pezzo di storia liquida "che si trova ora in loro possesso!

La calotta artica si é ridotta del 12% negli ultimi 30 anni

La calotta artica si é ridotta del 12% negli ultimi 30 anni
© gnurf/123RF