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Tra specchi e ceramiche nel surreale Giardino dei Tarocchi
Pubblicato il 13/08/2018

CulturaItalia

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In Toscana si nasconde un surreale parco degno del Parque Guell di Gaudí: il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle.

Le coloratissime sculture del Giardino dei Tarocchi

Le coloratissime sculture del Giardino dei Tarocchi
© Valerio Mei/123RF

Nella maremma toscana, vicino Capalbio, si nasconde uno stravagante giardino, opera dell'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, che vi lascerà decisamente a bocca aperta. È il coloratissimo Giardino dei Tarocchi, due ettari di natura dalla quale spuntano surreali sculture in acciaio, specchi e cemento, alte fino a quindici metri e ispirate ai ventidue arcani dei tarocchi.

L'idea del parco-artistico venne a de Saint Phalle di fronte il Parque Guell di Gaudí a Barcellona, e si rafforzò con la successiva visita al Giardino di Bomarzo. I lavori iniziarono nel 1979, finanziati totalmente da de Saint Phalle stessa, e durarono oltre diciassette anni. A sostegno della visione dell'artista il marito Jean Tinguely che realizzò le strutture metalliche che sorreggono le sculture, insieme ad alcuni meccanismi semoventi.

Niki de Saint Phalle fondò nel 1997 una fondazione omonima che potesse occuparsi di preservare e manentenre il Giardino dei Tarocchi. Nel 2002 la morte dell'artista lasciò una delle statue incompiuta, che per volere della stessa non è mai stata completata. Altro volere di Niki de Saint Phalle quello di non fare visite guidate all'interno del giardino, che dev'essere lasciato alla libera interpretazione del visitatore.

L'ingresso nel Giardino dei Tarocchi avviene tramite un padiglione realizzato da Mario Botta, costituito da una muraglia in tufo con un'apertura circolare centrale che ne nasconde l'interno, ad escludere ancor di più il mondo reale esteriore dall'onirica visione della de Saint Phalle.

Specchi e Ceramiche ricoprono le istallazioni

Specchi e Ceramiche ricoprono le istallazioni
© Valerio Mei/123RF

Ogni singola statua del giardino rappresenta un'opera unica, ricca di colori e di significati allegorici, così come lo sono le corrispettive carte dei tarocchi.

Il Giardino di Bomarzo è omaggiato dalla statua della Papessa, la cui grande bocca spalancata ricalca quella dell'Orco del Parco dei Mostri. Questa vomita un getto d'acqua che si riversa nella fontana che rappresenta la Ruota della Fortuna, scultura semovente realizzata da Tinguely.

Ma tra tutte le figure del Giardino dei Tarocchi quella sicuramente più emblematica è l'Imperatrice, immensa scultura che richiama le Nanas, opere di Niki de Saint Phalle precedenti al parco, che non sono altro che figure femminili percorribili e abitabili. L'Imperatrice difatti, cava e arredata, è stata rifugio di Niki de Saint Phalle durante i lavori, che ha vissuto qui tra le pareti ricoperte di specchi, una cucina perfettamente funzionante e una camera da letto, oggi visitabili.

Gli arredi interni a L'Imperatrice

Gli arredi interni a L'Imperatrice
© Valerio Mei/123RF

Il Giardino dei Tarocchi riserva allo spettatore ancora diverse sorpresa, tra cui le panchine di design di Pierre Marie Le Jeune, i messaggi di Niki de Santi Phalle lasciati su maioliche e vialetti e i mille e più piccoli particolari di ogni singola statua, che vi lasceranno senza parole. Un gioiello da visitare!