• Connettiti
Turismo 2.0: i viaggi ai tempi dei Social Network
Pubblicato il 12/06/2019 23 condivisioni

SocietàStati Uniti

Twitter Facebook 23 condivisioni

Il paradosso del Web che ormai gestisce la nostra vita quotidiana. Per ottenere il visto USA ora saranno richiesti anche i dati dei profili Social, è legge. Intanto in Italia nasce una app per trovare compagni di viaggio su prenotazione. Ecco come Facebook, Instagram e Twitter stanno cambiando il nostro modo di viaggiare...

<strong></strong>
© Olena Kachmar/ 123RF

I profili Social sembrano destinati a diventare le nostre nuove carte d'identità, pronti a identificarci alla stregua delle stesse impronte digitali. Farete meglio ad avere una vita digitale dignitosa, priva di lati oscuri, perché ormai ne va della vostra fedina penale.
Il nuovo decreto sicurezza emanato dagli USA fa molto discutere e sembra lanciare l'ennesima provocazione: ora i profili Facebook, Instagram e Twitter vengono trattati come dati identificativi.
Da questo momento per ottenere il visto per gli Stati Uniti sarà richiesto all'interessato di compilare opportunamente lo spazio relativo alla propria presenza online indicando il "social media identifier" sul modulo ESTA.

È questo l'ultimo, paradossale provvedimento emanato dall'America di Donald Trump, che sembra delineare uno scenario futuristico, eppure è già realtà.
Non conta solo il passaporto in regola, ma anche avere una vita digitale irreprensibile. Le autorità investigative americane avranno il diritto di controllare la cronologia dei profili social degli ultimi cinque anni, al fine di accertare il motivo della permanenza negli States e monitorare eventuali intenti sospetti. Il nuovo regolamento dovrebbe coinvolgere circa 14 milioni di persone, tra studenti, lavoratori e diplomatici che si recano in America per un periodo superiore ai novanta giorni.
Sarà obbligatorio inserire persino i dati dei profili Social Media chiusi o defunti, come Google+, Pinterest e MySpace.
La nuova legge USA sembra essere dettata esclusivamente da motivi di sicurezza, ma in realtà nasconde ragioni più profonde, cause strettamente correlate al mondo in cui viviamo dove la presenza Social si sta facendo sempre più pervasiva, prendendo il sopravvento sulla vita quotidiana.

<strong></strong>
© Kaspars Grinvalds/ 123RF

Un nuovo modo di vivere il viaggio

Ormai abbiamo un mondo a portata di click, dove tutto è raggiungibile e nessuna frontiera può essere d'ostacolo. Almeno nell'universo digitale. È innegabile che i Social Network abbiano modificato il concetto stesso di viaggio: un tempo sinonimo di scoperta, ora di condivisione. Una volta c'era l'attesa di sviluppare il rullino della vacanza, la raccolta di foto selezionate da mostrare agli amici al ritorno; oggi tutto viene mostrato all'istante a un pubblico numeroso e spesso sconosciuto. Gli album si compongono direttamente sugli schermi dei pc, accessibili a migliaia di utenti, diventando una sorta di storytelling che si alimenta passo passo, scatto dopo scatto.

Le statistiche

È stato stasticamente provato che la maggior parte delle persone si dedica alla pubblicazione di foto sui social subito dopo aver svuotato le valigie.
Almeno il 10% finge di essere in vacanza continuando a postare contenuti anche dopo il ritorno; il 30% si geolocalizza o scrive opinioni sull'hotel e l'80% controlla le recensioni dei ristoranti della zona. I Social hanno dato inizio a un nuovo genere di business, diffondendo il fenomeno del turismo 2.0. Sta cambiando l'intero processo di pianificazione del viaggio in un mondo sempre più iperconnesso.
È iniziata l'era dei Travelblogger e degli influencer divenuti il surrogato delle vecchie guide di viaggio cartacee.

<strong></strong>
© PHOTOMORPHIC/ 123RF

L'impatto dei Social sul turismo

L'impatto dei Social Media su viaggi e vacanze ha contribuito alla velocizzazione delle prenotazioni e a un incremento del passaparola grazie alle recensioni di migliaia di utenti: oggi ci sono aerei che si prenotano con una app, Hotel Instagram-friendly per scattare foto imbattibili, sistemi di valutazione instantanea di una determinata località.
I Social stanno incrementando il businness del turismo, diventando un imprescindibile alleato per agenzie viaggi, resort e attività commerciali. Esiste persino l'Online Reputation Management, un metodo che gestisce e monitora la reputazione online delle strutture turistiche.
La positività di un mondo connesso è senz'altro la facilità e l'immediatezza del viaggio; ma allo stesso tempo non mancano i fattori negativi: uno studio statistico ha calcolato che la maggior parte dei turisti trascorre almeno il 30% del tempo postando immagini sui propri social. La vacanza viene così trasformata in un'occasione di visibilità.
In effetti guardandosi intorno con lucidità si potrebbe assistere a uno spettacolo delirante: persone che sorridono convinte al proprio telefono tenendo il braccio alzato per immortalare lo sfondo; altri che fotograno il piatto con l'i-phone ancora prima di assaggiarlo; bagnanti impegnati a fare un video per mostrare l'accavallarsi delle onde. A volte si ha il sospetto che la gente trascorra più tempo a fare finta di divertirsi, anziché divertirsi davvero.

<strong></strong>
© Kaspars Grinvalds/ 123RF

La nostra società è stata drasticamente deformata dall'avvento del New Media. Di certo i Social Network stanno apportando un impulso notevole al flusso turistico; ma non devono impedire alle persone di godere appieno la propria esperienza, di assaporare un profumo, di ammirare la luce di un tramonto senza avvertire l'impellente necessità di catturarlo con lo smartphone.
Talvolta l'uomo dovrebbe ricordarsi di essere un individuo biologico, non digitale.

Viaggi in condivisione con Triptoshare

Per smentire la tesi dell'isolamento sociale causato dai New Media, ecco che nasce Triptoshare (letteralmente "gita da condividere"), la nuova app per mettere in contatto viaggiatori solitari. L'applicazione è disponibile online sul sito della startup, ed è completamente gratuita.
È la nuova frontiera delle vacanze in condivisione o del cosiddetto "travel date" che si propone di mettere in contatto viaggiatori di ogni età permettendo loro di dividere il budget del proprio tour oppure conoscere nuove persone. L'app nasce con il preciso intento di fornire un servizio ai viaggiatori solitari, a quanto pare oggigiorno sempre più numerosi. Prezzi superscontati ed opzioni curiose, tra cui "regala un viaggio" che consente di pagare l'intera vacanza ad un'altra persona, sembrano sancire il successo di questa applicazione.

Una grande community di viaggiatori

Con Triptoshare il risparmio può sfiorare percentuali elevate ed è inoltre possibile visualizzare il profilo del proprio compagno di viaggio scoprendo tutte le informazioni relative alle sue caratteristiche e abitudini. Questa condivisione di dati è utile al fine di garantire la sicurezza degli utenti e creare una grande community di viaggiatori connessi, ma allo stesso tempo rivela l'ennesimo punto di non ritorno: l'identità dell'individuo che si perde nella rete.

È difficile stabilire limiti e prospettive di questa autentica rivoluzione sociale causata dalla ragnatela virtuale del World wide web, che sta cambiando il nostro modo di comunicare, vivere, spostarci. Innegabilmente si profila un futuro digitale alla cui labile consistenza ormai affidiamo l'interpretazione stessa della nostra realtà.