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La scoperta di un tesoro corallino tra le acque pugliesi divide gli studiosi
Pubblicato il 13/03/2019

NaturaItalia

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Una nuova scoperta sta facendo innamorare e sognare gli amanti del mare: la prima barriera corallina italiana è stata individuata nelle acque pugliesi. Sebbene siano in molti a sostenere tale tesi, alcuni scienziati mettono in dubbio la veridicità dell'informazione

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© Antimo Andriani/123RF

Vedere almeno una volta nella vita la barriera corallina è certamente sogno di molti. Se poi si pensa che per poter godere di questo spettacolo naturale è opportuno recarsi in luoghi tropicali, allora il desiderio di preparare le valigie e partire non può che aumentare. Ma una nuova rivelazione potrebbe forse rallegrarvi. Il Dipartimento di Biologia dell'Università di Bari ha annunciato una meravigliosa scoperta, sorprendente anche per gli studiosi: a largo di Monopoli, in Puglia, i sub si sono imbattuti in una scogliera corallina che, secondo gli esperti, potrebbe estendersi in modo uniforme fino ad Otranto.

Una ricchezza adriatica che secondo gli studiosi sarebbe rimasta nascosta e tacita, totalmente inesplorata. Un ignoto tesoro al quale fa riferimento Giuseppe Corriero, direttore del gruppo di ricercatori dell'Università pugliese: è "la prima volta che nel Mediterraneo si scopre una barriera così, con caratteristiche molto simili a quelle di memoria equatoriale". Sebbene possa apparire insolito, il modello della barriera si manifesta agli occhi degli esperti simile a quello equatoriale ma con alcune peculiarità. I biologi rivelano che la formazione sottomarina pugliese ha una profondità di circa 50 metri, caratteristica che determina habitat e colori: "nel caso delle barriere delle Maldive o australiane" - spiega il Professor Corriero - "i processi di simbiosi tra le madrepore (animali marini che costituiscono i banchi corallini) sono facilitati dalla luce, mentre la nostra barriera vive in penombra e quindi le madrepore costituiscono queste strutture imponenti di carbonato di calcio in assenza di alghe". Per questo la formazione sottomarina pugliese presenta colori opachi con sfumature che dal viola giungono al rosso. Quella della barriera corallina in Italia potrebbe essere una preziosa scoperta da aggiungere alle molteplici meraviglie offerte dalla regione Puglia!

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Eppure, nonostante la questione abbia implicato favorevolmente grandi scienziati, ci sono studiosi che confutano la teoria. Come riportato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, Ferdinando Boero sostiene che "la sensazionale scoperta altro non è che una costruzione: una sopraelevazione del fondo dovuta ad organismi che formano scheletri e che crescono gli uni sugli altri, proprio come fanno i coralli delle barriere coralline". Boero prosegue affermando che tali formazioni sono già presenti nel Mediterrano: "nulla a che vedere, comunque, con le barriere coralline tropicali, presenti solo a basse profondità perché i coralli che le formano vivono in stretta simbiosi con alghe unicellulari che li trasformano in animali fotosintetici. A maggiori profondità questa simbiosi non può attuarsi perché la luce non è sufficiente a garantire i processi fotosintetici". Per il momento, forse, ci piace immaginare che la ricchezza e la bellezza della barriera corallina sia presente nei nostri mari per impreziosirli!