• Connettiti
Roma, tra passato e futuro: la Metro C nasconde tesori inestimabili
Pubblicato il 03/03/2019

CulturaItalia

Twitter Facebook

Scavare nei sotterranei romani ha spesso implicato il ritrovamento non proprio inaspettato di antichi tesori nascosti dal nostro presente . Tutto quaesto è accaduto anche durante la realizzazione della nuova linea metropolitana, la Metro C, situata lungo una zona archeologicamente molto ricca.

<strong> </strong>
© sborisov/123RF

Gli abitanti di Roma, città per eccellenza densa di storia, sanno quanto sia complessa la viabilità all'interno della Capitale. Quello della metro C, progetto in corso da anni, è un collegamento pubblico fortemente desiderato e lungamente atteso da moltissimi cittadini. Aperta in piccola parte nel 2014, la terza linea metropolitana di Roma non è infatti ancora conclusa. Ad essere attualmente attive e fruibili sono le fermate di Monte Compatri - Pantano, Graniti, Finocchio, Bolognetta, Borghesiana, Due Leoni - Fontana Candida, Gortte Celone, Torre Gaia, Torre Angela, Torrenova, Giardinetti, Torre Maura, Torre Spaccata, Alessandrino, Parco di Centocelle, Mirti, Gardenie, Teano, Malatesta, Pigneto, Lodi, San Giovanni. A mancare all' appello sono le ancora non realizzate e centrali stazioni di Amba Aradam - Ipponio e Fori Imperiali ?-Colosseo.

<strong> </strong>
© marcovarro/123RF

Se vi state chiedendo le ragioni di un tale ritardo, noi, già consapevoli della risposta, vi consigliamo di riflettere sulla natura stessa di Roma: scavare nei sotterranei di questa città può condurre ad affasciananti scoperte. Ed è proprio quello che sta accadendo durante i lavori sotterranei all'interno di un tunnel in grado di arrivare ad una profondità ancora mai raggiunta dagli archeologi. Le aree attraversate dalla Linea C hanno d'altronde una profonda connotazione storica e monumentale. Per questo, Metro C insieme con Comune di Roma e con la Sopraintendenza per i Beni Archeologici aveva avviato un programma di preliminari indagini dalle quali sono emersi numerosi reperti archeologici : tombe e fosse rituali preistoriche, una Necropoli neolitica, un tracciato stradale, un sistema di interventi agricoli, impianti legati all'estrazione di materiale da costruzione, strutture murarie relative ad una villa di epoca Romana. ambienti funerari, ello relativo al più grande invaso di epoca imperiale.

Ma a stupire davvero gli addetti ai lavori è stato il ritrovamento di una vera e propria ricchezza in zona Amba Arradan: la cosiddetta Casa del Comandante, una domus di circa 1200 metri quadrati risalente al II secolo d. C. e ricca di suppellettili. La dimora sembra essere composta da almeno quattordici stanze e da un elegante cortile al centro del quale è posizionata una fontana. Si pensa che la Casa, dotata anche di un pavimento a mosaico e ben rifinita, sia stata la dimora di un noto comandante dell'esercito. Ad avvalorare tale ipotesi sono gli scavi limitrofi, dai quali è emersa la presenza di un presidio militare. Si prevede dunque che, tra le pagine delle guide turistiche e nei libri di storia, agli innumerevoli e affascinanti siti archeologici romani segnati come imperdibili se ne aggiungerà un altro ricco di fascino e valore. La Casa del Comandante è l'ennesimo grande tesoro che il sottosuolo romano regala a turisti e cittadini.

Voir cette publication sur Instagram

#casadelcomandante #domus #roma #rome #ambaaradam #adriano #scavi #mosaic #?? #newdiscovery #wow #amazing #lookingforwardtoseeingyou #domusromana #beyourself #noinfluencer #noblogger #nolames #please

Une publication partagée par Francesco Di Girolamo (@digi28014) le