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Ritrovata in Egitto la mummia tatuata di una misteriosa sacerdotessa
Pubblicato il 31/10/2018 1 condivisione

CuriositàEgitto

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Un misterioso torso ricoperto da 30 tatuaggi, trovato a Luxor nel 2014, si rivela essere una donna vissuta 3000 anni fa. Una sacerdotessa egizia che rimette sul tavolo le antiche credenze sulla classe sacerdotale: anche le donne potevano avere facoltà magiche!

Le mummie egizie nascondono parecchi misteri sotto le bende!

Le mummie egizie nascondono parecchi misteri sotto le bende!
© Andrea Izzotti/123RF

Terra misteriosa e affascinante, l'Egitto riserva ancora sorprese per tutti gli studiosi e appassionati della gloriosa epoca dei Faraoni. Difatti, a seguito di lunghi studi, le autorità egizie hanno ufficialmente dichiarato che la mummia ricoperta di tatuaggi ritrovata nei pressi di Luxor nel 2014 era con ogni probabilità il corpo di una sacerdotessa egizia, spezzando così la credenza diffusa che le donne non potessero accedere a tale ruolo.

Il mistero del torso tatuato accompagna gli studiosi egizi da ben quattro anni, da quando al confine di Deir el Medina, villaggio di artigiani nei pressi della Valle dei Re, una missione archeologica a bandiera francese dell'Institut français d'archéologie orientale (IFAO) ne ha trovato i resti.

Gli studi portati avanti sul torso, privo di gambe e braccia ma ricoperto da ben trenta tatuaggi, hanno riscontrato come la mummia appartenga ad una donna vissuta tra il 1300 e il 1070 a.C., morta in un'età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Portavoce della notizia il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie Mustafa el Waziri, che ha ammesso per conto delle autorità egizie come la mummia, con tutta probabilità, vantava un alto stato religioso quando in vita.

Ciò si evince proprio dai trenta tatuaggi, incisi sulla pelle del collo, della schiena, delle braccia e delle spalle. I soggetti tatuati sono tori, pecore, babbuini, fiori di loto e diversi occhi di Horus, amuleto magico che simboleggia l'ordine contro il caos. Simboli protettivi, dunque, che testimoniano un alto livello di prestigio in vita per la sacerdotessa.

Nonostante le intense analisi attraverso raggi infrarossi eseguite sui resti, la mummia conserva ancora alcuni segreti. Gli esperti non sono riusciti, difatti, a identificare titolo e le posizione occupata in vita. Difficile compararla con altre figure sacerdotali, visto che si tratta del primo resto a noi giunto che esibisce tatuaggi figurativi. Le altre mummie tatuate rinvenute, difatti, presentano tatuaggi puntiformi o lineari, definiti da El Waziri come "scarabocchi" piuttosto che figure finite come quelle della misteriosa sacerdotessa.
Il torso è oggi conservato nella tomba TT 291 (Tomba di Nakhtim e Nu) per preservarlo nelle stesse condizioni ambientali dell'originale sepoltura.

Una scoperta preannunciata

I tatuaggi nella cultura egizia hanno una storia parecchio lunga. Proprio all'inizio di quest'anno degli studi su una coppia di mummie di Gebelein, conservate al British Museum, hanno stabilito che la pratica di tatuarsi risale all'incirca al 3000 a.C., e che non era destinata ai soli uomini visto che anche il corpo femminile scansionato dagli infrarossi, ha rilevato un'incisione a forma di "S".

Pare che i tatuaggi fossero ottenuti incidendo la pelle con delle spine e un inchiostro ottenuto con la fuliggine, simbolo di status sociale e conoscenze magiche. Che dunque anche le donne egizie potevano vantare.
E oggi lo conferma ulteriormente la mummia della sacerdotessa di Deir El Medina.